L’Autorità ha adottato una delibera, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio, che contiene un avvertimento rivolto agli utilizzatori di servizi basati sull’intelligenza artificiale – tra cui Grok, ChatGPT, Clothoff (già destinataria di un provvedimento di blocco nell’ottobre scorso) e altri servizi analoghi online – che permettono di generare e condividere contenuti a partire da immagini o voci reali, arrivando persino a “spogliare” persone senza il loro consenso.
L’Autorità sottolinea che l’uso di tali strumenti e la diffusione dei contenuti così creati, tramite social network, piattaforme digitali o applicazioni di messaggistica, possono integrare , in assenza del consenso degli interessati, non solo possibili ipotesi di reato, ma anche gravi violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone coinvolte , con tutte le conseguenze, comprese quelle sanzionatorie, previste dal diritto europeo in materia di protezione dei dati personali. Con lo stesso provvedimento, il Garante richiama inoltre i fornitori di questi servizi alla responsabilità di progettare, sviluppare e mettere a disposizione applicazioni e piattaforme in modo da assicurare che il loro utilizzo da parte degli utenti avvenga nel rispetto della normativa sulla privacy . Dall’istruttoria avviata d’ufficio è infatti emerso che tali servizi, in molti casi, rendono estremamente semplice l’impiego illecito di immagini e voci di terzi, in assenza di qualsiasi valido presupposto giuridico . Per quanto riguarda i servizi offerti da X , l’Autorità sta già operando con l’omologa Autorità irlandese, competente in quanto sede principale della società in Europa, e si riserva di adottare ulteriori misure.
Delibera del 18 dicembre 2025