È arrivata la tanto attesa approvazione della Legge di Bilancio 2026. Un iter lungo partito ieri pomeriggio e terminato oggi prima delle 13. Famiglia, salute, lavoro, istruzione, fisco dai lineamenti umani, sono al centro del provvedimento.
Tra i principali interventi merita, di certo, attenzione quello relativo alla riduzione dell' aliquota Irpef che, per il secondo scaglione (redditi fino a 50 mila euro), sarà del 33% in luogo del precedente 35%. La modifica è in linea con il nuovo volto “umano” del fisco, così come delineato dalla riforma fiscale ( l. 9 agosto 2023, n. 111 ) che antepone la riduzione della pressione fiscale al mero soddisfacimento dell'interesse erariale. L'alleggerimento della pressione sui contribuenti è, infatti, considerato come uno strumento per conseguire un adempimento spontaneo. Il fisco non assurge più ad autoritario riscossore delle imposte, ma diviene lo strumento per ripartire equamente i carichi tributari, favorendo un adempimento spontaneo da parte del contribuente. Tra le novità della Legge di Bilancio 2026, vi è anche la cd. tassa sui tabacchi. Tale intervento rientra nella cd. fiscalità comportamentale, ovvero, il ruolo del fisco come funzionale alla tutela di diritti costituzionalmente garantiti (diritto alla salute). L'obiettivo è che l'aumento dei prezzi costituisca un deterrente al consumo del tabacco con conseguente riduzione delle malattie che da esso possono derivare. Con l'aumento del costo del tabacco si perseguono, dunque, due obiettivi: ridurre il consumo di sigarette e diminuire il carico sul sistema sanitario nazionale che risulta particolarmente in affanno. Il fisco non è più, dunque, neutrale, ma funzionale alla protezione dei diritti costituzionalmente garantiti. Nell'alveo della fiscalità comportamentale si segnala l'ulteriore rinvio della plastic tax (tassa sulla plastica) e della sugar tax (tassa sulle bevande edulcorate che nel 2024 aveva superato il vaglio di legittimità costituzionale ) che entreranno in vigore a partire dal 2027. Nel provvedimento ampio spazio è offerto anche alla valorizzazione della famiglia , mediante la previsione di diversi bonus in favore delle mamme lavoratrici (che risulta rafforzato per il prossimo anno), la conferma di altre tipologie di sostegni per il biennio 2026-2027 (es. Carta Dedicata a te) funzionali ad aumentare il potere d'acquisto delle famiglie, nonché diversi incentivi per frequentare le scuole paritarie (in favore delle famiglie che hanno un reddito inferiore ai trenta mila euro) e aiuti per acquistare libri di testo di cui possono beneficiare le famiglie con basso reddito. È previsto, inoltre, un esonero contributivo per le aziende che assumano donne lavoratrici con almeno tre figli e l'estensione dei congedi parentali facoltativi e il congedo in caso di malattia dei figli. Il supporto alla famiglia comprova la rilevanza che ad essa, in quanto comunità, viene attribuita da parte dello Stato. La famiglia, infatti, si presenta come una comunità “ausiliaria” rispetto allo Stato, atteso che molto spesso si è trovata ad adempiere ad incarichi che spetterebbero allo Stato (ad esempio, il sostegno alle persone con disabilità). Appare pacifico, allora, che le attenzioni siano rivolte principalmente alla famiglia come comunità che, in linea con un principio di sussidiarietà orizzontale ( articolo 118, comma 4, Cost. ) , offre il suo contributo per l'adempimento dei doveri statali. Una parte del documento è dedicata anche ai lavoratori prevedendo sui cd. premi di produttività (da corrispondere al lavoratore in caso di perseguimento del risultato) una aliquota pari al'1%. Tale imposizione ha carattere sollecitatorio, in quanto, vuole stimolare i lavoratori a perseguire il risultato, dal momento che una tassazione più elevata costituirebbe un deterrente alla performance dei lavoratori. È, inoltre, prevista per gli aumenti contrattuali una tassazione agevolata al 5% e una detassazione sugli straordinari e festivi per redditi sotto i 40 mila euro. Torna in auge anche la fiscalità ecologica con la previsione di un credito di imposta Zes per l'acquisto di beni materiali o immateriali. Sono previste agevolazioni fiscali anche per l'acquisto di beni strumentali destinati alle aziende collocate in determinate aree del Mezzogiorno (con il fine di aumentare la capacità contributiva e di conseguenza il concorso alle spese pubbliche). Tra le disposizioni vi è anche quella relativa alla rottamazione quinques che consente ai contribuenti di rottamare le somme dovute all'erario, con rate fino a nove anni e senza sanzioni per coloro che abbiano dichiarato, ma non versato il quantum dovuto. Si tratta, dunque, della possibilità per i contribuenti di regolarizzare la propria posizione fiscale, con la possibilità di adempiere in “unica soluzione”. Anche questa misura, rispecchia il nuovo volto del fisco più solidale verso i contribuenti.
Legge 30 dicembre 2025, n. 199; in G.U. del 30 dicembre 2025, n. 301 Suppl. Ordinario n. 42