Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Correttivo Irpef-Ires

Il tanto atteso decreto Correttivo Irpef-Ires, n. 192 del 18 dicembre 2025, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre 2025.Il provvedimento rubricatopresenta un carattere multilivello e offre chiarimenti ai contribuenti su determinati istituti.

Si pensi all’articolo 1, capo I, che indica in modo dettagliato cosa si intenda per familiari ai fini fiscali : il  coniuge  non legalmente ed effettivamente separato, i figli, compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti,  i  figli  adottivi,  affiliati  o affidati, e i figli conviventi del coniuge deceduto, nonché le altre persone elencate nell'articolo 433 del codice  civile  che  convivono  con il contribuente o percepiscono assegni alimentari non  risultanti da provvedimenti  dell’autorità  giudiziaria. Si tratta, in tal caso, di una norma chiarificatrice in relazione alle agevolazioni fiscali per familiari a carico , in linea con il nuovo volto del fisco “umano” che richiede intellegibilità e chiarezza delle disposizioni normative. Di grande interesse è anche il capo II dedicato ai redditi di impresa e al principio di derivazione rafforzata. Quest’ultimo prevede di semplificare il sistema fiscale, allineandolo maggiormente alle regole contabili, previste in ambito civilistico, promuovendo un approccio sostanzialistico nella rappresentazione economico-patrimoniale.  Tale principio, originariamente previsto solo per le imprese che redigono il bilancio in forma ordinaria è stato esteso anche alle microimprese, in linea con un ordinamento basato sul principio della eguaglianza sostanziale. Quanto detto soprattutto in ragione del fatto che l’alleggerimento e la semplificazione degli adempimenti tributari è tra gli obiettivi della riforma fiscale  In tema di fiscalità internazionale , invece, il decreto prevede che, se uno Stato estero sospende unilateralmente una convenzione anche l’Italia sospende le medesime disposizioni con pari durata e decorrenza, secondo un principio di reciprocità.  Merita attenzione anche la parte dedicata allo Statuto dei diritti del contribuente che, per effetto dell’ultima riforma fiscale, è stato oggetto di una rivoluzione copernicana.  Uno degli aspetti più importanti è quello relativo alla istituzionalizzazione del contraddittorio endoprocedimetnale , avvenuta con l’introduzione dell’articolo 6 bis e che ha previsto l’obbligatorietà di una fase endoprocedimentale partecipativa. Quest’ultima prevede la possibilità per il contribuente di esercitare il diritto di accesso agli atti e il diritto al contraddittorio nel termine di sessanta giorni. La partecipazione è la più rilevante tra le novità introdotte dalla riforma fiscale che trae spunto dalla legge n. 241/1990. La questione più controversa è stata proprio quella relativa ai sessanta giorni ovvero se dovesse essere considerato un termine autonomo per l’espletamento dei predetti diritti (e, dunque, il contribuente aveva sessanta giorni di tempo per esercitare il diritto di accesso e altri sessanta per il diritto al contraddittorio), oppure, se fosse un termine unico. Ebbene, il decreto introduce la parola “complessivamente”, a riprova della contestualità entro cui i diritti devono essere esercitati.  Una parte del decreto è dedicata anche agli interpelli , prevedendo che il contribuente, al fine di attivare il procedimento di interpello, sia tenuto al versamento di una somma a titolo di contributo. Molte perplessità ha suscitato tale disposizione, in quanto il versamento della somma, che rappresenta una condizione di procedibilità, potrebbe rappresentare un deterrente all’attivazione del procedimento. Per tale ragione il Decreto Irpef-Ires specifica che il pagamento è previsto solo per le fattispecie particolarmente complesse di interpello tra cui vi rientra quello cd. probatorio che richiede l’attivazione di una fase istruttoria. Inoltre, tale procedura è prevista in relazione a determinate categorie di contribuenti anche tenendo in considerazione il volume di affari.  Tra le tante, una parte è dedicata alla riscossione con la previsione di norme di coordinamento e sistematizzazione delle disposizioni in tema di riscossione, rafforzando il principio di proporzionalità (articolo 10-ter, l. n. 212/2000). Infine, il Decreto apporta alcune modifiche ai Testi Unici che, però, entreranno in vigore, in ragione dell’ultima proroga, nel 2027.

Decreto-legislativo 18 dicembre 2025, n. 192; in G.U. del 19 dicembre 2025, n. 294