A confronto con le detenute di Rebibbia intorno al tema della solidarietà

Presso la Casa Circondariale di Rebibbia Femminile “Germana Stefanini” si è svolto l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri del progetto “Nessuno escluso”, programma nazionale volto a sensibilizzare la comunità penitenziaria intorno alla cultura giuridica e costituzionale, a cura del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – Dap, della casa editrice Giuffrè Francis Lefebvre e dell’associazione Antigone.

Il progetto, concepito per supportare la riabilitazione sociale dei detenuti , ha previsto cinque incontri in diversi istituti di pena italiani, con lezioni frontali su temi costituzionali rilevanti come la pena, la rieducazione, l’uguaglianza, la dignità umana e la solidarietà. Gli incontri sono progettati per fornire ai detenuti conoscenze che possano facilitare la loro comprensione del sistema giudiziario italiano e promuovere una partecipazione attiva nel loro percorso di reinserimento sociale. Il tema dell’ultima lezione a Rebibbia Femminile, tenuta da Ilaria Dioguardi , giornalista collaboratrice di VITA, è stato la solidarietà. Hanno introdotto l’incontro Antonio Delfino , direttore Relazioni Esterne e Istituzionali di Lefebvre Giuffrè, e Sabrina Maschietto , responsabile Area educativa casa circondariale femminile di Rebibbia. Hanno partecipato all’iniziativa anche Irene Simoncini , public affair di Lefebvre Giuffrè, e  Silvia Caravita , volontaria di Antigone. Per il programma “Nessuno escluso”, la casa editrice mette a disposizione le proprie risorse culturali, autoriali e editoriali all’interno degli istituti penitenziari italiani per favorire l’interazione sociale, lo sviluppo culturale e umano. Questi spazi sono dedicati alla formazione e informazione , ospitando incontri con docenti universitari, magistrati e rappresentanti delle istituzioni. Nell’ultimo incontro, tanti i temi di confronto e di dialogo con le donne detenute , che hanno partecipato attivamente e con molta partecipazione: dalla solidarietà al senso di comunità, dal Terzo settore al volontariato. Il punto di partenza è stato la solidarietà, una parola chiave per comprendere il senso della nostra Costituzione, che intende costruire vincoli di prossimità tra le persone, ed è coerente con tutto l’impianto costituzionale: dovrebbe essere il motore della costruzione di una vita comunitaria rispettosa dei diritti di tutti, ovviamente anche per la comunità carceraria. Durante la lezione si è parlato anche di volontarie e volontari in carcere , che fungono da ponte tra la vita all’interno e all’esterno che contribuiscono, al contempo, al loro reinserimento nella società. I diritti degli italiani hanno fatto da fil rouge alla lezione, partendo dall’articolo 2 della Costituzione italiana, quando richiama «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale» che interessano ogni cittadino della Repubblica. L’incontro si è concluso con l’auspicio, sia da parte degli organizzatori sia delle donne detenute, di dare spazio prossimamente ad altri incontri.