L’articolo 129, comma 10, del disegno di legge di Bilancio, che subordina il pagamento dei compensi ai liberi professionisti alla preventiva verifica della loro regolarità fiscale e contributiva, è stato definito da Greco come una norma “iniqua, ingiusta e, per certi aspetti, incostituzionale”.
Questa la posizione espressa dal presidente del Consiglio Nazionale Forense, in una lettera indirizzata al ministro dell’Economia e delle Finanze , Giancarlo Giorgetti. La disposizione in questione subordina il pagamento dei compensi ai liberi professionisti alla preventiva verifica della loro regolarità fiscale e contributiva, con effetti particolarmente gravosi su migliaia di professionisti, e in modo specifico sugli avvocati che si occupano di patrocinio a spese dello Stato e di difese d’ufficio . Secondo Greco, si tratta di professionisti che hanno assistito cittadini meno abbienti e che, pur vantando crediti riconosciuti dall’autorità giudiziaria , attendono da anni il pagamento delle somme loro dovute . Il mancato incasso di questi compensi rappresenta spesso la causa stessa dei ritardi o dell’impossibilità di versare le imposte dichiarate. Non sarebbero quindi evasori, ma piuttosto vittime delle inadempienze dello Stato nei pagamenti. Il presidente del CNF avverte inoltre che la norma rischia di provocare una vera e propria fuga di molti professionisti da un settore già caratterizzato da compensi estremamente bassi , ma essenziale per la tutela dei diritti fondamentali. Nel 2024, infatti, più di 200.000 cittadini hanno avuto accesso al patrocinio a spese dello Stato, tra cui numerosi minori e donne vittime di maltrattamenti prive di reddito. Greco mette in luce anche un possibile profilo di incostituzionalità , definendo la disposizione fortemente sperequativa . Essa, infatti, opererebbe una discriminazione rispetto ad altre categorie di lavoratori , in particolare i dipendenti pubblici, che percepiscono regolarmente la retribuzione anche in presenza di morosità fiscali, e rispetto agli altri contribuenti che possono accedere a strumenti come la rottamazione dei debiti senza subire il blocco dei propri incassi. Pur ribadendo che l’Avvocatura sosterrà sempre politiche rigorose contro l’evasione fiscale, Greco sottolinea che la strada imboccata da questa norma è sbagliata , perché finisce per danneggiare l’accesso universale alla giustizia e colpisce proprio coloro che garantiscono l’effettività del diritto di difesa delle fasce più deboli della popolazione. Per queste ragioni, il presidente del Consiglio Nazionale Forense auspica che la norma venga soppressa nel corso dell’ iter parlamentare della manovra.