È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre 2025, n. 286, il Codice degli incentivi. Il provvedimento, in vigore dal 1° gennaio 2026, definisce i principi generali che regolano i procedimenti amministrativi concernenti gli interventi che prevedono agevolazioni alle imprese e reca le occorrenti disposizioni per l’utilizzo della strumentazione tecnica funzionale.
Il Codice (d.lgs. n. 184/2025) segna il primo passo verso la razionalizzazione del sistema pubblico di sostegno alle imprese . La finalità principale è armonizzare la disciplina generale dei procedimenti per le agevolazioni , riunendo in un testo unico norme prima sparse in numerose leggi e decreti, la cui frammentazione generava inefficienze, sovrapposizioni e incertezza per le aziende. Il Codice entrerà in vigore il 1° gennaio 2026 e si compone di cinque Capi e 28 articoli (29 considerando l’intesa Stato‑Regioni). Ambito di applicazione Il decreto si applica, in via generale, a tutte le agevolazioni riconosciute alle imprese , intese come misure di sostegno all’economia (contributi in conto capitale e in conto interessi, finanziamenti agevolati, garanzie, partecipazioni al capitale). Sono invece esclusi : incentivi fiscali diversi dal credito d’imposta: restano fuori gli incentivi fiscali automatici (es. Industria 4.0 e Transizione 5.0) e quelli relativi alle accise, che continuano a seguire la disciplina di settore; agevolazioni per i settori agricolo e forestale, pesca e acquacoltura; incentivi non istruttori: sono esclusi i contributi non soggetti a istruttoria e le misure gestite dal MEF. Le disposizioni si applicano anche alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome , nel rispetto degli statuti; le Regioni a statuto ordinario dovranno adeguarsi alla stessa disciplina. Resta fermo il rispetto della normativa UE sugli aiuti di Stato. Digitalizzazione e trasparenza: il Sistema Incentivi Italia Elemento cardine è l’istituzione/rafforzamento del Sistema Incentivi Italia, incentrato su: Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA) ; Piattaforma telematica Incentivi.gov.it. Il Sistema gestisce l’intero ciclo di vita degli incentivi (dalla programmazione alla valutazione ex post ) e, ai sensi dell’articolo 3, include: redazione e pubblicità : strumenti per predisporre e pubblicare il Programma degli incentivi; progettazione dei bandi : modelli standard (Bando‑tipo) per uniformare le procedure; accesso semplificato : controlli automatizzati sui requisiti in fase di domanda; controlli di cumulo : strumenti per verificare titoli di spesa e rispetto dei limiti di cumulo. ANAC ha espresso apprezzamento per l’impostazione, raccomandando l’interoperabilità tra RNA, Incentivi.gov.it e Piattaforma Unica della Trasparenza Amministrativa per migliorare flussi informativi e accountability. Programmazione triennale e coordinamento Il Codice supera la logica degli aiuti “a pioggia” introducendo la programmazione almeno triennale . Ogni Amministrazione centrale competente deve adottare un Programma degli incentivi che individui: obiettivi strategici e industriali; misure di competenza da attivare; quadro finanziario massimo; cronoprogramma degli interventi. Il Programma, pubblicato sul Sistema Incentivi Italia, mira a garantire prevedibilità e coerenza con le politiche industriali nazionali ed europee . Presso il MIMIT è istituito il Tavolo permanente degli incentivi, incaricato di coordinare politiche statali e regionali, integrare i flussi informativi (ascendenti e discendenti) e valutare efficacia e riallocazioni delle risorse. Premialità e riserve per le PMI Per valorizzare le imprese virtuose, il Codice introduce criteri di premialità nell’accesso alle agevolazioni (articolo 8) e un sistema di punteggi aggiuntivi o equivalenti per chi possiede il Rating di Legalità (articolo 9). Sono previsti, inoltre, incentivi premiali legati a obiettivi sociali e strategici , tra cui occupazione giovanile e femminile, e assunzioni aggiuntive di persone con disabilità. Viene inoltre stabilita una riserva strutturale per la piccola e media impresa: almeno il 60% delle risorse di ciascun incentivo è destinato a PMI, di cui non meno del 25% alle micro e piccole imprese, per assicurare un impatto significativo del sostegno sulle realtà di minori dimensioni. Controlli rafforzati e contrasto alla delocalizzazione Il Codice potenzia i controlli : oltre alle cause di esclusione connesse a violazioni antimafia e previdenziali, subordina l’accesso ad alcune agevolazioni alla stipula di coperture assicurative contro i rischi da calamità naturali (catastrofali). Tale esclusione non si applica agli incentivi fiscali e contributivi automatici. Resta centrale la tutela dell’occupazione e il contrasto alla delocalizzazione : sono previsti criteri chiari per la revoca delle agevolazioni in caso di inadempimenti sugli impegni occupazionali o trasferimenti dell’attività produttiva.
Decreto-legislativo 27 novembre 2025, n. 184; in G.U. del 10 dicembre 2025, n. 286