I bisogni delle persone under 18 e la loro traduzione in diritti. Le traiettorie del Codice Junior

Il Codice Junior è una raccolta ragionata e commentata delle principali disposizioni normative nazionali, europee e internazionali che interessano le persone under 18. È un’opera corale, esito di un fecondo incontro tra studiosi che provengono da esperienze professionali e accademiche molto diverse, che ha l’obiettivo di coinvolgere i giovani nel processo di conoscenza dei propri diritti e doveri, con un linguaggio idoneo, privo, per quanto possibile, di tecnicismi. Ed è anche strumento rivolto agli adulti, per comprendere quali siano gli spazi per l’espressione della personalità dei minorenni e le ragioni delle limitazioni all’esercizio dei loro diritti.

Se il minorenne, in quanto persona, è titolare di diritti al pari dell’adulto, è evidente che l’esercizio degli stessi sia condizionato dall’essere persona in formazione. L’età incide, inevitabilmente, pregiudicando, con diversa intensità, sia il compimento di atti patrimoniali che eccedano il soddisfacimento di bisogni quotidiani e che presuppongano una adeguata capacità di discernimento, sia la piena partecipazione alla vita democratica del Paese (ne è esempio l’esclusione del diritto di voto), nonché giustificando le ragionevoli limitazioni all’esercizio dei diritti che conseguano, in funzione educativa, all’esercizio della potestà genitoriale. E poi il minorenne, in quanto persona in crescita, è anche tenuto all’adempimento di particolari doveri, oltre a essere destinatario di specifiche protezioni nei diversi contesti in cui si svolge la sua personalità (famiglia, scuola, società). Si pensi, da un alto, all’obbligatorietà dell’istruzione inferiore, e, dall’altro, al diritto ad essere mantenuto, istruito ed educato dai genitori o, in assenza, da altre figure di sostegno. Di tutto ciò vi è ampia traccia nei documenti normativi selezionati nel Codice Junior , in particolare nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989. Vi sono, naturalmente, anche altri riferimenti normativi internazionali ed europei precedenti e successivi alla richiamata Convenzione, la quale costituisce, indiscutibilmente, un vero spartiacque nella disciplina dei diritti e dei doveri delle persone minorenni, capace di condizionare anche le più recenti scelte normative italiane. Si pensi, solo per fare un esempio, al richiesto rispetto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni dei figli nell’adempimento degli obblighi genitoriali, esito dell’introduzione dell’articolo 315- bis del codice civile ad opera della legge n. 219 del 2012, che riconosce peraltro al minorenne un generale diritto di essere ascoltato. È questa una traiettoria senz’altro compatibile anche con i nostri principi costituzionali, potendo persino essere considerata sviluppo degli stessi. È vero, infatti, che le previsioni costituzionali specificamente dedicate ai minori (specie quelle sulla famiglia: articolo 30 e 31) privilegiano la prospettiva della protezione e della tutela, ma questa non osta certo al riconoscimento legislativo di una più ampia capacità di autodeterminazione e di partecipazione della persona under 18, che ben può intendersi sviluppo di quel principio della centralità della persona che, a prescindere dalla età, si trova scolpito negli articoli 2 e 3. In questo quadro ben si collocano due bisogni centrali, la cui espressione attraversa idealmente le otto parti di cui si compone il Codice Junior , delineandone le principali traiettorie. Sono l’ ascolto e il rispetto , ormai riguardati come veri e propri diritti della persona under 18. Il diritto all’ ascolto , affermatosi come essenziale non solo nel contesto familiare e scolastico ma anche, nella misura più ampia possibile, nei procedimenti giudiziari, civili e penali, in cui sono, direttamente o indirettamente, coinvolti i minori, è destinato ad imporsi oltre questi confini. È infatti espressivo di un bisogno che ormai pervade la popolazione giovanile, destinato a manifestarsi con particolare forza quando a venire in gioco sia la salute, intesa come condizione di benessere fisico e psichico. Ne abbiamo puntuale riscontro a fronte del dilagare dei fenomeni del disagio psichico e delle dipendenze, i quali impongono, appunto, quell’“ascolto gentile” che lo psichiatra Eugenio Borgna ha ritenuto premessa essenziale di una relazione di cura che ambisca a comprendere ciò che si anima nel cuore ferito del paziente. L’ascolto confina e si confonde con il rispetto , che il pediatra e pedagogista Janusz Korczak aveva configurato, già un secolo fa, come diritto del minore, elevandolo a elemento qualificante del rapporto con l’adulto e traducendolo, con particolare riguardo al bambino, in rispetto «per i segreti e le oscillazioni del difficile lavoro della crescita». I diritti non sono altro che la proiezione normativa dei bisogni umani e il giurista non deve aver timore di considerare tali anche quelli che possono apparire meno definiti, quasi sfuggenti, cercando di dare loro consistenza attraverso l’opera di interpretazione dei testi legislativi vigenti. Non rinunciando, quando necessario, a invocare un loro più compiuto riconoscimento nel perseguimento di quell’obiettivo di pieno sviluppo della persona umana per il quale, senza porre distinzioni in base all’età, la nostra Costituzione chiede alla Repubblica di rimuovere ogni possibile ostacolo. È questa, molto sinteticamente, la cornice in cui si colloca il Codice Junior , con l’ambizione di coniugare formazione e informazione per promuovere una conoscenza critica. Non ci si limita a descrivere, ma si va nella direzione della valutazione delle questioni che riguardano il mondo giovanile, come emerge anche, ad esempio, nella trattazione delle tematiche relative all’uso dei social network, al cyberbullismo o al revenge porn. E, soprattutto, si prova a fornire indicazioni pratiche per affrontare problemi che si propongono quotidianamente o che – come nel caso del disagio psichico e delle dipendenze – irrompono nella vita creando sconvolgimenti in chi li patisce e in coloro che gli sono vicino. Potranno pure essere considerate piccole gocce in un oceano, ma senza di esse quell’oceano – che merita di essere riempito di sensibilità, ascolto e rispetto – avrebbe qualche goccia in meno.   immagine Scopri il volume