Matrimonio tra cittadini europei dello stesso sesso: per la CGUE lo Stato membro non può rifiutare il riconoscimento

Secondo la Corte di Giustizia UE uno Stato membro ha l'obbligo di riconoscere il matrimonio tra due cittadini dell'Unione dello stesso sesso, legalmente contratto in un altro Stato membro, in cui essi hanno esercitato la loro libertà di circolazione e di soggiorno.

Due cittadini polacchi, sposati a Berlino nel 2018 (uno con doppia cittadinanza polacca e tedesca), hanno chiesto in Polonia la trascrizione del loro matrimonio per vederlo riconosciuto. Le autorità polacche hanno negato, invocando il divieto nazionale di matrimonio tra persone dello stesso sesso. La controversia è arrivata alla Corte di giustizia UE tramite rinvio della Corte amministrativa suprema polacca, chiamata a valutare la compatibilità della normativa polacca con il diritto dell’Unione. La Corte UE, con la sentenza depositata oggi (causa C-713/13), ricorda che: gli Stati membri sono competenti in materia di matrimonio, ma devono rispettare il diritto dell’Unione quando esercitano tale competenza. i cittadini UE godono della libertà di circolazione e soggiorno e del diritto a una normale vita familiare , anche al rientro nello Stato di origine. Il rifiuto di riconoscere un matrimonio same-sex legalmente contratto in un altro Stato membro comporta gravi ostacoli amministrativi e personali e costringe i coniugi a vivere come non sposati nello Stato d’origine. Tale rifiuto viola il diritto dell’Unione , in particolare la libertà di circolazione e soggiorno e il diritto fondamentale al rispetto della vita privata e familiare. La Corte precisa inoltre che l’obbligo di riconoscimento non impone alla Polonia di introdurre il matrimonio same-sex nel proprio diritto interno, ma, al tempo stesso, non lede l’identità nazionale né l’ordine pubblico. Gli Stati membri possono scegliere le modalità tecniche di riconoscimento, ma queste non devono rendere il riconoscimento impossibile o eccessivamente difficile né discriminare le coppie same-sex rispetto a quelle eterosessuali. Infine, tornando al caso di specie, poiché la trascrizione è l’unico strumento che consente il riconoscimento effettivo in Polonia, essa deve essere applicata indistintamente ai matrimoni tra persone dello stesso sesso e a quelli tra persone di sesso opposto.