Continuità ex-ILVA e sprint alle rinnovabili: il CdM vara i decreti su lavoro, ambiente e Transizione 5.0

Il Consiglio dei Ministri si è riunito a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni. Al centro dell’agenda due decreti-legge: uno dedicato alla continuità operativa degli stabilimenti ex-ILVA e l’altro volto a rafforzare gli investimenti e la produzione di energia da fonti rinnovabili, connessi anche al Piano Transizione 5.0.

Misure per ex-ILVA: continuità, lavoro e ambiente Il primo decreto-legge, proposto dalla Presidenza del Consiglio insieme ai ministeri del Lavoro e delle Imprese, punta a garantire la prosecuzione delle attività industriali di Acciaierie d'Italia S.p.A. in amministrazione straordinaria , intervenendo in modo integrato su aspetti finanziari, ambientali e sociali. Sul piano economico, si autorizza l'utilizzo dei 108milioni residui del finanziamento ponte fino a febbraio 2026: una finestra temporale pensata per accompagnare l'azienda fino alla conclusione della gara per l'individuazione del nuovo aggiudicatario. Si precisa, inoltre, che i restanti 92milioni del medesimo finanziamento sono già stati impiegati per mettere in sicurezza e mantenere operativi gli impianti strategici (in particolare gli altoforni), per le manutenzioni ordinarie e straordinarie e per investimenti ambientali collegati alla nuova AIA, oltre che per sostenere il Piano di Ripartenza. Sul versante occupazionale , il decreto stanzia ulteriori 20milioni per il biennio 2025-2026, consentendo allo Stato di integrare fino al 75% il trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria giornaliera, un onere finora a carico diretto di ADI. La finalità è duplice: da un lato, preservare i livelli occupazionali attenuando l'impatto sociale della crisi; dall'altro, stabilizzare il quadro operativo nell'attesa degli esiti della procedura di gara. Il provvedimento interviene anche a favore della comunità locale , e in particolare dei residenti del quartiere Tamburi di Taranto, prevedendo che le somme residue del Fondo indennizzi per l'anno 2025 possano essere utilizzate per integrare gli indennizzi parziali relativi a domande presentate l'anno precedente. Contestualmente, vengono introdotti chiarimenti sul regime giuridico delle imprese in amministrazione straordinaria e si riconosce ad ADI un indennizzo connesso ai meccanismi di sostegno per le imprese energivore, includendo gli sconti sulle forniture energetiche e le quote ETS. Questo pacchetto normativo prova, dunque, a coniugare continuità produttiva, sostenibilità economica e responsabilità sociale e ambientale. Investimenti e rinnovabili: spinta a Transizione 5.0 e semplificazioni Il secondo decreto-legge, promosso dai ministeri competenti su affari europei/PNRR, economia, ambiente ed imprese, mira ad accelerare gli investimenti e l'espansione della produzione da fonti rinnovabili . Il fulcro è il rafforzamento dei crediti d'imposta del Piano Transizione 5.0, pensati per incentivare le imprese che investono in beni strumentali capaci di ridurre i consumi energetici. L' obiettivo è stimolare l'ammodernamento tecnologico , l'efficienza dei processi e la competitività , in coerenza con gli impegni di decarbonizzazione e con l'uso efficace delle risorse europee. Parallelamente, il decreto modifica le regole per individuare le aree idonee all'installazione di impianti rinnovabili, con l'intento di rendere più chiaro e prevedibile il quadro autorizzativo. La razionalizzazione delle “aree idonee” è cruciale per velocizzare la realizzazione di nuovi impianti, ridurre il contenzioso e favorire una pianificazione territoriale coerente con le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica, senza rinunciare agli obiettivi di sicurezza energetica. Nel complesso, i due interventi rispondono a esigenze immediate e strategiche : salvaguardare un polo siderurgico chiave, mitigando gli impatti su lavoro e territorio; accelerare la transizione energetica attraverso incentivi mirati e un quadro regolatorio più funzionale allo sviluppo delle rinnovabili.   In entrambi i casi, l'orizzonte è quello di coniugare stabilità industriale, sostenibilità e competitività del sistema produttivo.