In tema di semplificazione normativa, la legge n. 167, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 14 novembre 2025, n. 265, delega il Governo al riordino e all’aggiornamento della normativa tramite criteri direttivi generali e specifici.
In materia di qualità della normazione, dal Capo II della suddetta legge emergono misure su impatto generazionale, parità di genere, digitalizzazione e semplificazione normativa. Analizziamo insieme. Valutazione di impatto generazionale, osservatorio, parità di genere e statistiche: strumenti per una normazione moderna Il Capo II della Legge 167/2025 introduce strumenti innovativi per valutare e migliorare la qualità delle leggi, con un'attenzione trasversale all'equità intergenerazionale e alla parità di genere. L'articolo 4 istituisce la Valutazione di Impatto Generazionale ( VIG ), obbligatoria per gli atti normativi del Governo, a esclusione dei decreti-legge, che abbiano effetti ambientali o sociali significativi per le generazioni future. La VIG si integra nell'Analisi di Impatto della Regolamentazione ( AIR ), secondo criteri e modalità definiti con apposito DPCM; la valutazione è resa necessaria ogniqualvolta i provvedimenti impattino in modo rilevante su giovani e generazioni future. L'articolo 5 istituisce l' Osservatorio nazionale per l'impatto generazionale delle leggi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con funzioni di monitoraggio, analisi e proposta di strumenti per l'attuazione degli obiettivi di equità intergenerazionale. L'organizzazione è demandata a un DPCM da adottarsi entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge; l'istituzione e il funzionamento avvengono a costo zero per la finanza pubblica. L'articolo 6 modifica la legge 246/2005 , imponendo che AIR e VIR comprendano l'impatto di genere tra i profili di indagine, secondo criteri fissati da DPCM. L'articolo 7 obbliga enti pubblici e privati che partecipano all'informazione statistica ufficiale a fornire dati disaggregati per genere, con il Presidente del Consiglio o l'Autorità per le pari opportunità incaricati di identificare esigenze di rilevazione per politiche di contrasto alle disuguaglianze. L'articolo 8 interviene sul codice delle pari opportunità , introducendo la valutazione degli impatti degli investimenti pubblici sull'occupazione femminile. Digitalizzazione e deleghe: verso una produzione normativa più efficiente e trasparente Il Capo II prosegue con una forte spinta verso la digitalizzazione dei processi normativi. L'articolo 9 delega il Governo ad adottare, entro 18 mesi, uno o più decreti legislativi che disciplinino la formazione, trasmissione, promulgazione, emanazione, pubblicazione, conservazione e raccolta degli atti normativi in modalità digitale, in coerenza con il Codice dell'amministrazione digitale ( d.lgs. 82/2005 ). Tra i criteri direttivi si segnalano il graduale superamento delle procedure analogiche (nastrini, sigilli, ecc.) e la garanzia di autenticità e integrità degli atti anche in caso di impossibilità di utilizzo degli strumenti digitali. L'articolo 10 consente, nelle more dei decreti attuativi, l' adozione in formato digitale dei regolamenti ministeriali , con firma digitale in sostituzione delle procedure analogiche; le modalità di conservazione e raccolta dei regolamenti sono disciplinate da un decreto del Ministro della giustizia, sentita l'Agenzia per l'Italia digitale. L'articolo 11 delega il Governo a semplificare, modificare e integrare il Codice dell'amministrazione digitale , con particolare attenzione a: aggiornamento dei mezzi di identificazione elettronica e servizi fiduciari in coerenza col quadro europeo, rafforzamento dell'interoperabilità e della disponibilità dei dati delle pubbliche amministrazioni tramite la piattaforma digitale nazionale dati, generazione e conservazione dei documenti.
Legge 10 novembre 2025, n. 167; in G.U. del 14 novembre 2025, n. 265