XXXVI Congresso nazionale forense: intervista al Presidente del CNF Greco

In occasione del XXXVI Congresso Nazionale Forense, in programma a Torino dal 16 al 18 ottobre 2025, Diritto e Giustizia ha intervistato il Presidente del Consiglio Nazionale Forense avv. Francesco Greco.

1. Quali sono le principali tematiche che verranno affrontate in questa edizione del Congresso Nazionale Forense e quali ritiene siano le più urgenti per la categoria? I temi sono tutti orientati verso un obiettivo comune: costruire un’avvocatura moderna, aperta, autorevole, capace di tutelare i diritti e di essere, al tempo stesso, motore di innovazione e di legalità. Partiremo dalla novità che abbiamo voluto includere nel testo di riforma dell’ordinamento forense, inviato nei mesi scorsi ai parlamentari di maggioranza e opposizione. Le incompatibilità, nate per tutelare l’indipendenza dell’avvocato, negli anni, si sono trasformate in un freno, oggi nel nostro ddl l’avvocato può assumere la carica di amministratore unico o consigliere delegato di società di capitali, fino a specializzarsi come certificatore fiscale a sostegno delle imprese. Il futuro dell’avvocatura passa attraverso l’ampliamento delle competenze e l’assunzione di nuovi ruoli e anche attraverso l’adozione di nuove tecnologie, come gli strumenti forniti dall’intelligenza artificiale.    2. Il mondo dell’avvocatura sta affrontando grandi riforme normative: quali sono le sfide e le opportunità per la professione nei prossimi anni? La nostra figura professionale, mantenendo ben fermo il ruolo centrale di difensori dei diritti dei cittadini nel processo, deve saper guardare anche a nuove prospettive. Il futuro dell’avvocatura passa attraverso l’ampliamento delle competenze e l’assunzione di ulteriori ruoli. Tra questi rivestono particolare importanza le ADR, strumenti di risoluzione delle controversie che garantiscono tempi rapidi nella risoluzione dei conflitti, riducendo il peso sul sistema giudiziario ordinario. Tra i cambiamenti che stanno trasformando la nostra società, l’intelligenza artificiale occupa un posto di rilievo. L’avvocatura italiana non intende subire questa rivoluzione, ma governarla con responsabilità.   3. In che modo il Consiglio Nazionale Forense sta lavorando per favorire l’innovazione digitale e l’adeguamento della professione forense alle nuove tecnologie? L’IA è alleato dell’avvocato, uno strumento che ne amplifica le capacità senza mai sostituirne giudizio critico e autonomia professionale. Dagli interventi presentati prima dell’adozione del decreto legislativo in materia di IA fino all’avvio di un progetto dell’avvocatura per la creazione di un sistema di intelligenza artificiale, il nostro impegno è stato costante. Parallelamente, stiamo lavorando alla stesura di un Manifesto etico sull’intelligenza artificiale, che stabilirà principi e regole per un uso consapevole e sicuro di queste tecnologie. Vogliamo che l’innovazione digitale sia al servizio della tutela dei diritti, non un fattore di diseguaglianza. A tal fine abbiamo chiesto al Ministero della Giustizia di stipulare una convenzione per mettere a disposizione di tutti gli avvocati italiani l’accesso alla banca dati di merito e al portale di Italjure.   4. Il Congresso rappresenta anche un momento di confronto istituzionale: quali proposte concrete verranno portate all’attenzione delle istituzioni durante i lavori congressuali? Chiederemo che sia garantito l’utilizzo paritetico, da parte di avvocati e magistrati, dei sistemi di intelligenza artificiale, richiamando in tal senso l’importanza della convenzione con il Ministero della Giustizia relativa alla banca dati di merito. In secondo luogo, riterremo non più procrastinabile una riforma ordinamentale che assicuri un maggiore coinvolgimento dell’avvocatura nell’ambito dell’ordinamento giudiziario. Non da ultimo, insisteremo sulla necessità di un intervento per l’adozione di correttivi urgenti alla riforma Cartabia in materia di processo penale e civile.   5. Qual è il messaggio principale che desidera trasmettere agli avvocati attraverso questo Congresso Nazionale Forense? Occorre sempre mantenere alta la fiaccola dei diritti. Siamo in un'era di trasformazione epocale, un bivio in cui l'intelligenza artificiale promette efficienza e rapidità. Ma l'Avvocatura non può essere sostituita da un algoritmo. Il nostro valore non risiede solo nella conoscenza del diritto, ma nell'esercizio del ragionamento critico, nell'umanità e nel giudizio etico che usiamo nei confronti dei nostri assistiti.