Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare, un nuovo decreto legislativo che punta a riformare le regole sui mercati dei capitali (Testo Unico della Finanza) e sulle società di capitali (Codice civile). L’obiettivo è rendere il sistema più semplice, competitivo e adatto a favorire la crescita delle imprese e il risparmio.
Tra le principali novità troviamo: Distinzione tra gestori di fondi Vengono differenziati i gestori autorizzati e quelli di fondi di investimento alternativi (FIA) di piccole dimensioni, per adattare meglio i controlli e la vigilanza a seconda della grandezza e natura del soggetto. Nuova figura delle società di partenariato Nascono le “società in accomandita per azioni” dedicate a investimenti collettivi in private equity e venture capital. Allineamento alle regole europee La normativa italiana si aggiorna per essere coerente con i regolamenti UE sui gestori di fondi EuVECA ed EuSEF. Semplificazione per gli enti previdenziali Gli enti previdenziali privatizzati vengono riconosciuti come clienti professionali di diritto, semplificando la loro attività e favorendo investimenti nelle imprese. Educazione finanziaria e sviluppo sostenibile Tra i principi della vigilanza finanziaria viene inserita la promozione dell’educazione finanziaria e dello sviluppo sostenibile. Nuova ripartizione delle competenze tra Banca d’Italia e CONSOB La Banca d’Italia avrà competenza esclusiva su requisiti di soci e dirigenti degli intermediari. Semplificazione burocratica Si introduce un regime che riduce gli oneri amministrativi per i soggetti vigilati, anche demandando alcuni aspetti a regolamenti della Banca d’Italia e CONSOB. Revisione delle definizioni di Sicav e Sicaf Vengono aggiornate le norme su queste società di investimento per assicurare coerenza con le regole antiriciclaggio e fiscali. Modifiche al Codice civile sui sistemi di governance Si prevedono regole più flessibili sui modelli di amministrazione e controllo, per rendere le società italiane più attraenti anche per investitori stranieri. Cambiamenti per le aziende quotate e la raccolta del risparmio Revisione dell’OPA obbligatoria L’obbligo di offerta pubblica di acquisto scatta con una quota del 30% di partecipazione, eliminando soglie diverse per le PMI e allineandosi agli standard europei. Inoltre, il periodo per calcolare il prezzo minimo passa da 12 a 6 mesi. Procedura di acquisto totalitario L’assemblea straordinaria potrà autorizzare l’acquisto totale delle azioni da parte di un soggetto, con la maggioranza dei soci escluso l’acquirente. Eliminazione dell’obbligo di pubblicazione sui quotidiani Si abroga l’obbligo di pubblicazione delle informazioni regolamentate sui giornali, riducendo i costi e mantenendo la trasparenza tramite canali digitali. Assemblee più flessibili Si promuovono modalità alternative all’assemblea in presenza, lasciando la possibilità di richiederla a una minoranza qualificata. Regime semplificato per nuove quotate e PMI Le società di nuova quotazione e le PMI potranno aderire a regimi semplificati per alcune operazioni, se non superano 1 miliardo di euro di capitalizzazione. Responsabilità piena per il Collegio sindacale Si elimina la limitazione della responsabilità per i sindaci delle società quotate, per garantire maggiore impegno e diligenza. Rapporti tra Autorità e operatori Introduzione del modello di cooperative compliance Gli operatori potranno consultare preventivamente CONSOB e Banca d’Italia per chiarimenti su situazioni dubbie e possibili violazioni. Questa riforma punta a modernizzare il sistema finanziario italiano, aumentare la competitività e facilitare l’accesso delle imprese ai capitali, semplificando regole e procedure.