Si è tenuto lo scorso fine settimana a Catania il XX Congresso ordinario dell’Unione delle Camere Penali Italiane, dove particolare spazio ha avuto il tema della riforma dell’ordinamento giudiziario.
La relazione dell’Avv. Francesco Petrelli , confermato Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane anche per il prossimo biennio, si apre con un richiamo al difficile contesto internazionale e nazionale, dove «i diritti fondamentali e inviolabili della persona… sembrano arretrare». Petrelli sottolinea la responsabilità dei penalisti nel difendere tali diritti e la necessità di impegnarsi «ovunque siamo ed in qualunque modo noi possiamo». Un ampio spazio è dedicato al tema della riforma dell’ordinamento giudiziario , in particolare alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, che rappresenta «il compimento, sotto il profilo costituzionale, della grande riforma del 1988». Petrelli avverte che, senza la riforma, «quello che ci attende è uno scenario davvero oscuro ed asfittico, impermeabile ad ogni possibile cambiamento», in cui il correntismo nella magistratura si radicherebbe. Il Presidente richiama anche i successi e le battaglie recenti dell’Unione, come la difesa delle garanzie processuali , la lotta contro la legislazione securitaria e la tutela della presunzione di innocenza . Menziona inoltre la necessità di vigilare sull’uso delle nuove tecnologie nel processo penale: «Non consentiremo che l’intelligenza artificiale divenga strumento del giudice ed ancor meno mezzo pericoloso, pervasivo ed asimmetrico delle indagini». La relazione si conclude con un appello all’unità e all’impegno: «Continueremo soprattutto a batterci per la pienezza del diritto di difesa e la intangibilità della funzione difensiva come garanzia di ogni altro diritto. Se voi ci darete la forza e ci trasmetterete la vostra stessa inestinguibile passione. Lunga vita alle Camere Penali, lunga vita all’Unione delle Camere Penali Italiane».
Relazione del Presidente dell'Unione, avv. Petrelli