Magistrati, separazione delle carriere: la nuova riforma della giustizia verso il referendum

La Camera dei Deputati ha approvato, con 243 voti favorevoli e 109 contrari, il d.d.l. costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati. Ora dovrà passare un’ultima volta al Senato prima che la legge diventi definitiva.

La riforma prevede che : ci saranno due Consigli superiori della magistratura separati: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri; il Presidente della Repubblica sarà il presidente di entrambi questi Consigli alcuni membri dei Consigli saranno scelti a sorte tra professori e avvocati, mentre gli altri saranno scelti tra i magistrati stessi ci sarà inoltre una nuova Alta corte disciplinare composta da 15 giudici, alcuni nominati dal Presidente della Repubblica e altri estratti a sorte.   La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sottolineato a riguardo che si tratta di una riforma storica che renderà la giustizia più efficiente e trasparente . Anche il vice ministro Francesco Paolo Sisto ha espresso soddisfazione, affermando che con questa riforma il processo sarà più equo e il giudice sarà davvero imparziale , cioè indipendente da chi accusa. Il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato che questo cambiamento è stato desiderato da molti anni. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio , ha voluto chiarire che questa riforma non deve essere vista come una sconfitta per i magistrati, ma come un passo avanti per il sistema giudiziario italiano . Non dimentichiamoci che, non avendo raggiunto i due terzi dei voti necessari per evitare un referendum , una volta completato l’iter parlamentare , saranno i cittadini italiani a decidere se approvare definitivamente la riforma della giustizia attraverso una consultazione popolare.