Con la legge in esame la regione Toscana, tra le prime in Italia a riconoscere e codificare la figura del caregiver familiare, introduce principi chiave per il riconoscimento di tale ruolo in Toscana, ritenendolo di fondamentale importanza all’interno della rete del sistema di welfare e coinvolgendolo nel sistema integrato dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari, offrendogli strumenti per prestare assistenza a familiari disabili e/i non autosufficienti e supporto psicologico.
Lo scorso 25 agosto il Presidente della regione Toscana ha promulgato la L. 40/2025 « Disposizioni per la promozione ed il riconoscimento della figura del caregiver familiare » (si noti che nelle comunicazioni ufficiali e dei media è indicata come L.R. Toscana n.55/2025), approvata dal Consiglio Regionale nella seduta del 31 luglio 2025. Al fine di promuovere, valorizzare e sostenere il caregiver familiare introduce importanti novità e stanzia €.175000 annui sino al 2027 per sostenerlo. «Questa legge – ha concluso l'assessore al welfare Serena Spinelli - rappresenta un passaggio importante per far sì che questa figura, decisiva per la qualità di vita e il benessere della persona assistita, possa svolgere al meglio i suoi compiti, potendo contare sul supporto di tutti i soggetti sociali, sanitari e socio-sanitari con cui si trova a interagire». Nozione di caregiver e suoi diritti Come detto la legge ha il pregio di codificare questa importante figura e di offrirgli importanti strumenti di supporto. All'art.2 è definito come il familiare di una persona disabile/ non autosufficiente che «opera in modo volontaristico, non retribuito e responsabile nell'ambito del progetto di assistenza individualizzato (PAI). (…) È coinvolto dai competenti servizi sociali, socio-sanitari e sanitari, come parte integrante , nelle attività relative alla valutazione multidimensionale della persona con disabilità e non autosufficiente, con particolare riferimento alla definizione del PAI o del progetto di vita». In estrema sintesi gli è riconosciuto un ruolo di fondamentale importanza nel sistema welfare regionale quale componente informale della rete di assistenza che ruota intorno alla persona, coinvolto a pieno titolo nel sistema integrato dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari. Importante ed innovativo il principio secondo cui «l'impegno assunto dal caregiver familiare può essere rivisto, anche alla luce delle mutate condizioni psicofisiche e di salute del caregiver stesso , attraverso la tempestiva revisione del PAI o del progetto di vita». Vengono stanziati contributi economici e strumenti per «affrontare al meglio possibili difficoltà od urgenze e di svolgere le normali attività di assistenza e di cura in maniera appropriata e senza rischi per l'assistito e per sé medesimo». A tal fine parimenti viene data una grande rilevanza ed è riconosciuto il ruolo cruciale svolto dalle associazioni di settore che devono essere maggiormente coinvolte, a livello locale e regionale, al processo di programmazione sociale e sanitaria integrata. Cosa prevede la legge? In estrema sintesi introduce questi obiettivi/pilastri: riconoscimento del ruolo del caregiver come parte integrante del sistema di welfare regionale; coinvolgimento nei percorsi di cura attraverso i progetti personalizzati di assistenza e di vita; rete di sostegno integrata tra servizi sociali, sanitari, enti locali, associazioni e Terzo settore; centro di ascolto regionale con servizio telefonico per orientamento, supporto e informazione; interventi di promozione per diffondere la conoscenza della figura del caregive r, favorendo programmi di aggiornamento e iniziative di conciliazione vita-lavoro . Più precisamente, al fine di mantenere e svolgere presso il proprio domicilio, l'assistenza del disabile o della persona non autosufficiente, previo consenso della stessa o di chi ne esercita la rappresentanza (amministratore di sostegno, tutore etc.) agli artt.3 ss il caregiver «riceve informazioni e orientamento sui diritti alle prestazioni sociali, socio sanitarie e sanitarie e di continuità assistenziale, nonché sulle modalità per accedere ad esse, attraverso i punti unici di accesso di cui all' articolo 10, comma 1, della l.r. 66/2008 », è supportato da associazioni di sostegno dei caregiver, servizi sociali, medici di famiglia, volontariato, enti del Terzo settore etc., dovendo ricevere supporto psicologico ed aiuto per la sua formazione ed orientamento a svolgere detta assistenza. Inoltre sono promosse intese con assicurazioni per la stipula di premi agevolati tramite polizze per la copertura degli infortuni o della responsabilità civile collegati all'attività prestate. Analoghe sono stipulate con le associazioni di datori per la flessibilità oraria sì da conciliare la vita provata col lavoro. Si mira ad istituire una rete solidale per sostenere questa figura. Clausola valutativa Interessante l'introduzione di una valutazione biennale, presentata in Commissione alla presenza di associazioni di settore e di altre interessate a vario titolo, volta a vagliare i «risultati da essa ottenuti in termini di promozione della figura del caregiver familiare, anche ai fini dell'eventuale revisione della legge stessa». All'art.7 vengono indicati i fattori e le informazioni che devono essere presi in considerazioni da detta relazione.