In tema di circostanza aggravante rappresentata dalla crudeltà, con la sentenza in commento la Cassazione fissa il principio di diritto secondo cui l’aggravante è contestabile anche per la crudeltà dell’esecuzione del reato non diretta verso la vittima (il caso è quello di un donna attinta da circa dieci fendenti portati con delle forbici della lunghezza di 20 cm).
Premettiamo che la materia, secundum legem , è disciplinata dall' articolo 61 c.p. , che, al n. 4, prevede «l'avere adoperato sevizie, o l'aver agito con crudeltà verso le persone», e, quoad poenam , dall' articolo 576 c.p. , comminando il giudice la pena dell'ergastolo se il fatto incriminato al precedente articolo 575 c.p. è commesso «contro l'ascendente o il discendente, quando concorre taluna delle circostanze indicate nei numeri 1 e 4 dell' articolo 61 » (articolo 576, comma 1, n. 2, c.p. ). Il trattamento della circostanza aggravante della crudeltà Sappiamo che il caso è controverso, circa l'applicabilità o meno, al reato di omicidio, della circostanza aggravante della crudeltà. Recentemente, per il caso dell'omicidio ai danni di Giulia Tramontano la Corte di Assise di Milano la riconosciuto l'aggravante della crudeltà, negandola la Corte di assise di Venezia per Giulia Cecchettin (uccisa con 75 coltellate). Si esclude che l'azione (quella di Filippo Turetta) «come detto certamente efferata, sia stata dettata, in quelle particolari modalità, da una deliberata scelta dell'imputato ma essa sembra invece conseguenza della inesperienza e della inabilità dello stesso »: Turetta non aveva la competenza e l'esperienza per infliggere sulla vittima colpi più efficaci, idonei a provocare la morte della ragazza in modo più rapido e “pulito”, così ha continuato a colpire, con una furiosa e non mirata ripetizione dei colpi, fino a quando si è reso conto che Giulia “non c'era più”». La vis espansiva della crudeltà a soggetti terzi nella decisione della Cassazione La Cassazione penale, con la sentenza in commento, ha sottolineato per il riconoscimento dell'aggravante della crudeltà non è necessario che l'azione del colpevole sia diretta contro la vittima , essendo sufficiente che essa sia indirizzata verso una o più persone, anche diverse dalla vittima, purché si concreti in un “ quid pluris ” rispetto all'esplicazione ordinaria dell'attività necessaria per la consumazione del reato, in quanto proprio la gratuità dei patimenti cagionati rende particolarmente riprovevole la condotta del reo, rivelandone l'indole malvagia e l'insensibilità a ogni richiamo umanitario. La regula iuris getta luce sull'aggravante della crudeltà, spingendosi la giurisprudenza a riconoscerla ancorché non riguardi la vittima diretta. Il trattamento è quella della vis espansiva della circostanza aggravante della crudeltà.
Presidente Siani – Relatore Lanna Il testo integrale della pronuncia sarà disponibile a breve.