Il Consiglio dei Ministri, riunitosi martedì 22 luglio 2025, ha approvato una serie di disposizioni volte a migliorare l’efficienza della giustizia civile e penale, a contrastare il sovraffollamento carcerario, a rendere più stringenti, ma veloci le procedure per la concessione della liberazione anticipata e a offrire reali opportunità di recupero ai detenuti affetti da dipendenze da sostanze stupefacenti o alcoliche.
Detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti E' stato approvato un disegno di legge che introduce disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti, con il quale si intende introdurre un nuovo regime domiciliare con l'obiettivo di prevedere modalità esecutive della pena maggiormente idonee alle specifiche esigenze socio-riabilitative di tali soggetti. In particolare, le nuove disposizioni prevedono che le persone tossicodipendenti o alcoldipendenti, condannate a una pena detentiva – anche residua – non superiore a otto anni (o a quattro anni per i reati di maggiore pericolosità sociale indicati dall'articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354), possano in qualsiasi momento chiedere di scontare la pena agli arresti domiciliari presso una struttura autorizzata all'erogazione di servizi sanitari e socio-sanitari, seguendo un programma terapeutico e socio-riabilitativo residenziale specifico. Per accedere alla misura, il programma di riabilitazione dovrà essere valutato da una specifica Commissione, che verificherà anche la reale e attuale dipendenza del richiedente, nonché il legame tra la dipendenza e il reato commesso. Il responsabile della struttura terapeutica dovrà inviare ogni sei mesi una relazione sull'andamento del programma al servizio pubblico per le dipendenze territorialmente competente e all'ufficio locale di esecuzione penale esterna, segnalando eventuali violazioni all'Autorità giudiziaria, al cui termine del percorso sarà comunque trasmessa una relazione finale. Il Tribunale di Sorveglianza potrà revocare la detenzione domiciliare se il programma non viene concluso positivamente o se il comportamento della persona risulta incompatibile con la prosecuzione della misura. Se invece il percorso viene portato a termine con esito favorevole, il Magistrato di sorveglianza potrà disporre la detenzione domiciliare o l'affidamento in prova al fine del reinserimento sociale, purché la pena residua non superi otto anni, aumentata della metà, o quattro anni, aumentata di un quarto, nei casi di particolare pericolosità sociale già menzionati. Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica in materia di procedimento per la concessione della liberazione anticipata e di corrispondenza telefonica dei detenuti e degli internati Il Consiglio dei Ministri ha, inoltre, approvato, in esame preliminare, un provvedimento volto ad apportare modifiche al D.P.R. 230/2000, in materia di procedimento per la concessione della liberazione anticipata e di corrispondenza telefonica dei detenuti e degli internati. Le modifiche sono volte ad introdurre una procedura più rigorosa, ma più rapida per la concessione del beneficio della liberazione anticipata come l'informatizzazione del fascicolo personale del detenuto, la trasmissione degli elementi di valutazione necessari da parte del direttore dell'istituto al magistrato di sorveglianza. Inoltre, verrà incrementato il numero dei colloqui telefonici settimanali e mensili dei detenuti con i propri familiari, al fine di garantirne la prosecuzione dei rapporti personali. Edilizia penitenziaria Al Consiglio ha partecipato anche il Commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria, Marco Doglio, il quale ha illustrato il Programma dettagliato degli interventi previsti per il triennio 2025-2027 che prevede una serie d'interventi, finalizzati al recupero di sezioni esistenti e alla realizzazione di nuovi posti detentivi tramite l'ampliamento, la ristrutturazione e la manutenzione delle strutture detentive così da contrastare il fenomeno del sovraffollamento. Disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie Infine, il Consiglio dei Ministri, ha approvato un disegno di legge volto a distribuire in modo più efficace gli uffici giudiziari su tutto il territorio nazionale, al fine di conciliare la necessità di garantire la vicinanza della giustizia a cittadini e utenti con quella di assicurare il buon funzionamento del sistema giudiziario. Così, si vuole interviene sulla configurazione territoriale delle circoscrizioni, introducendo rilevanti novità nell'organizzazione, tra queste, l'istituzione del nuovo tribunale e della relativa procura della Repubblica a Bassano del Grappa, oltre al ripristino di alcuni tribunali e sezioni distaccate precedentemente soppressi.