L’ultima riforma fiscale, orientata verso una collaborazione premiale tra contribuente e amministrazione, ha visto la reintroduzione del “ravvedimento operoso speciale” tramite emendamento al Decreto fiscale n. 84/2025. Questo istituto permette ai contribuenti che aderiscono al concordato preventivo biennale di regolarizzare spontaneamente la propria posizione per gli anni 2019-2023 (o solo il 2023 per chi ha aderito nel 2024), beneficiando di sanzioni ridotte e imposta sostitutiva calcolata in base all’affidabilità fiscale.
Tra le linee direttrici dell'ultima riforma fiscale ( l. n. 111/2023 ) vi è di certo la collaborazione tra amministrazione finanziaria e contribuente in linea con un fisco “premiale” e “preventivo” , in luogo della tradizionale concezione della imposizione come “repressiva” e “sanzionatoria”. In tale ottica si colloca l'emendamento approvato dalla Commissione Finanze della Camera al Decreto fiscale n. 84/2025 . L'emendamento ha reintrodotto l'istituto del cd. « ravvedimento operoso speciale » , il quale consente ai contribuenti di “regolarizzare” la propria posizione , sanando le violazioni prima che le stesse vengano contestate dall'amministrazione finanziaria. In altri termini, il contribuente, per effetto di una libera scelta ed in presenza delle condizioni previste ex lege , rimedia ad errori od omissioni nel versamento dei tributi, al fine di essere collaborativo nei confronti dell'amministrazione finanziaria. Il ravvedimento, oggetto dell'emendamento, riguarda tutti i professionisti e le imprese che aderiscano al “concordato preventivo biennale”, espressione di una tassazione cd. « consensuale » . Concretamente, il contribuente che aderisca alla proposta di concordato formulata dall'Agenzia delle Entrate per l'anno 2025-2026 potrà “regolarizzare” la propria posizione con riferimento ai periodi di imposta 2019-2023 . I contribuenti che abbiano, invece, già aderito alla proposta di concordato per nell'anno 2024, potranno beneficiare del ravvedimento solo per l'anno 2023 . Alla condotta collaborativa del contribuente corrisponderà un trattamento “agevolato” da parte dell'amministrazione finanziaria che si manifesta attraverso una riduzione delle sanzioni , nonché mediante il versamento di una imposta sostitutiva. L'imposta viene calcolata partendo dalla differenza tra il reddito dichiarato e quello stimato, il quale, viene aumentato di una percentuale collegata all'affidabilità fiscale del contribuente (calcolata in base agli indici sintetici di affidabilità). Il quantum da versare, dunque, cambia a seconda della “affidabilità fiscale” del contribuente . Come previsto dall'emendamento, infatti, la base imponibile Irpef è costituita dalla differenza tra il reddito d'impresa e il valore effettivo incrementato, ad esempio, del 5% per i contribuenti che abbiano una affidabilità fiscale pari a 10. Il versamento delle somme concordate dovrà essere effettuato in unica soluzione tra il giorno 25 gennaio 2026 e il 15 marzo 2026 oppure mediante la formula del pagamento rateale a partire dal 15 marzo 2026. La reintroduzione del ravvedimento operoso dimostra l'interesse ad incrementare l'adesione al concordato preventivo biennale, istituto che, da un lato, è espressione della “tassazione consensuale”, dall'altro, garantisce delle entrate erariali.