PAT 2025: nuova era per la Giustizia amministrativa digitale

Con il decreto del Presidente del Consiglio di Stato del 9 maggio 2025, sono state approvate le nuove regole tecnico-operative del Processo Amministrativo Telematico (PAT), che segnano un cambio di passo deciso nella digitalizzazione della giustizia amministrativa. L’obiettivo è duplice: da un lato, rafforzare la sicurezza, la trasparenza e l’efficienza dei servizi; dall’altro, rendere più fruibile il sistema da parte degli utenti – magistrati, avvocati, cittadini e ausiliari – attraverso strumenti moderni, intuitivi e coerenti con l’evoluzione normativa e tecnologica.

Le nuove regole troveranno applicazione progressiva nel corso del 2025 e porteranno, dal 1° febbraio 2026, all'adozione generalizzata del sistema di deposito telematico mediante il nuovo Formweb, segnando il definitivo superamento delle vecchie modalità tramite PEC e upload libero da portale. Le nuove disposizioni si inseriscono in un più ampio processo di evoluzione dell'infrastruttura digitale pubblica e rispondono all'esigenza di conformità a norme nazionali ed europee, tra cui il Codice dell'Amministrazione Digitale ( D.Lgs. 82/2005 ), il Regolamento eIDAS 2.0 (Reg. UE 2024/1183), la Direttiva UE 2022/2555 recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, e l'articolo 13 dell'Allegato 2 al Codice del Processo Amministrativo . A queste norme si aggiungono le linee guida dell'AgID e l'introduzione del sistema IT Wallet, destinato a diventare il punto unico di accesso ai servizi pubblici. Uno degli elementi centrali della riforma è la completa reingegnerizzazione del Portale dell'Avvocato , che condivide la piattaforma tecnologica con i portali del cittadino e dell'ausiliario. L'accesso è ora consentito esclusivamente tramite SPID, CIE o CNS . Sono quindi, dismesse le vecchie credenziali rilasciate dalla Giustizia amministrativa (username e password), in ossequio agli obblighi normativi in materia di identificazione digitale. L'autenticazione è prevista al secondo livello SPID o con CIE tramite app “CIE ID”. Il nuovo portale offre un'interfaccia grafica rinnovata, con tabelle e visualizzatori PDF integrati, un sistema avanzato di ricerca, un calendario udienze personalizzato, la gestione dei fascicoli filtrabile per stato (pendente, definito) e la possibilità di effettuare i depositi tramite Formweb, che rappresenta il vero salto di qualità verso la piena operatività digitale. Accogliendo le istanze dell'avvocatura, è stato introdotto un nuovo profilo utente: il collaboratore dell'avvocato. Si tratta di un soggetto abilitato dal difensore munito di procura a operare sul fascicolo telematico , sotto la responsabilità dello stesso, con identificazione tramite SPID, CIE o CNS. Il collaboratore può accedere ai fascicoli, predisporre gli atti, compilare il Formweb, ma non può firmare digitalmente né abilitare altri collaboratori. Ogni avvocato potrà gestire abilitazioni, sospensioni e modifiche relative ai propri collaboratori. Il Formweb è un'interfaccia che guida l'utente nella compilazione dei dati necessari al deposito. La procedura si articola in schermate sequenziali (wizard) che si adattano al tipo di atto e all'autorità competente. L'utente può salvare bozze, ricevere avvisi su errori o omissioni, e generare un riepilogo da firmare digitalmente in formato PAdES. Anche i collaboratori possono compilare i dati, ma il deposito è riservato al difensore munito di procura. Il deposito tramite PEC diventa residuale e l' upload da portale sarà disattivato a regime. Le nuove regole introducono anche il divieto di link ipertestuali attivi negli atti , per motivi di sicurezza e certezza del diritto, e limitano i casi in cui è ammesso il deposito atipico, previsto solo per comprovate ragioni tecniche . Viene inoltre semplificata la procedura di aggiornamento dei parametri tecnici, che ora potrà avvenire con semplice comunicazione al Consiglio di Presidenza, senza il previo parere dell'AgID o del Garante Privacy. Il nuovo decreto è il risultato di un lavoro condiviso tra Giustizia amministrativa e Avvocatura , con il coinvolgimento del CNF, UNAA, UNAEP, AGAMM, SIAA e dell'Avvocatura dello Stato. Il confronto con le associazioni forensi ha condotto a modifiche sostanziali, come l'introduzione del profilo collaboratore e la previsione dell'accesso anche tramite CNS. La fase sperimentale (gennaio-maggio 2025) ha permesso di testare il nuovo sistema, mentre la fase transitoria (giugno 2025 - gennaio 2026) accompagna il passaggio al nuovo regime.