Insider trading secondario: per accertare la violazione è sufficiente dimostrare il possesso e l’utilizzo dell’informazione privilegiata

La prova può basarsi su indizi, valutati complessivamente e non isolatamente, superando l’erroneo principio del divieto di doppia presunzione.

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in commento, rafforza il proprio orientamento in materia di insider trading cd. secondario e sull'uso della prova presuntiva, chiarendo che per configurare l'illecito è sufficiente provare il possesso e l'utilizzo dell'informazione privilegiata, indipendentemente dalla modalità con cui tale informazione è stata ottenuta o dalla fonte originaria. Sottolinea l'importanza di una valutazione complessiva e non frammentata degli indizi e smonta il presunto divieto di doppie presunzioni, riconoscendo la legittimità di inferenze “a catena” purché supportate da un alto grado di probabilità logica. Ciò rende più agevole per l'Autorità di vigilanza l'accertamento di condotte di insider trading secondario, spesso caratterizzate dalla mancanza di prove dirette del passaggio dell'informazione. I fatti di causa L'Ordinanza riguarda un caso di insider trading secondario sanzionato dalla CONSOB nei confronti di un individuo. L'Autorità di vigilanza aveva applicato una sanzione amministrativa di € 110.000,00, una sanzione accessoria di mesi sei e la confisca di beni fino a € 7.130,00 per violazione dell' articolo 187-bis, comma 4, del TUF . La contestazione si basava sull'accusa che questo individuo avesse utilizzato un'informazione privilegiata ricevuta dalla moglie del responsabile della S.p.a. all'epoca dei fatti per acquistare 2.000 azioni della società il giorno prima dell'annuncio pubblico dell'acquisto del 45% del capitale sociale di Italcementi da parte di HeidelbergCement AG. La CONSOB aveva ricostruito un rapporto di amicizia e contatti frequenti tra il soggetto accusato e il responsabile della società nei giorni precedenti l'acquisto, sottolineando l'anomalia della tempistica dell'acquisto e le modalità inusuali (apertura telefonica di un dossier titoli dall'estero durante le vacanze, a differenza dei precedenti investimenti dell'accusato). Le dichiarazioni alla CONSOB dell'accusato, secondo cui avrebbe sentito casualmente della notizia da uno sconosciuto in spiaggia, erano ritenute inverosimili. La Corte d'Appello di Brescia aveva accolto l'opposizione del denunciato, pur qualificando l'informazione come privilegiata. La Corte d'Appello riteneva che non fosse sufficiente il possesso dell'informazione privilegiata per l'illecito, ma fosse necessaria la prova del passaggio dell'informazione da chi la detiene a chi ne sia entrato in possesso e ne abbia abusato. Inoltre, la Corte d'Appello aveva criticato il ragionamento inferenziale della CONSOB, considerandolo basato su una «sequela di presunzioni, non sorrette da un'idonea “legge di copertura” e violazione del “ divieto di doppia presunzione ”». La Corte d'Appello aveva ritenuto non provato che il responsabile della Italcementi avesse avuto conoscenza dell'informazione e, conseguentemente, non ragionevolmente presumibile che l'avesse trasmessa alla moglie. Punti principali e temi chiave dell'ordinanza della Corte di Cassazione I Giudici accolgono il ricorso principale della CONSOB, cassando la sentenza della Corte d'Appello e rinviando la causa a quest'ultima in diversa composizione. I temi chiave e le argomentazioni principali della Cassazione sono i seguenti. Elementi costitutivi dell'insider trading secondario  La Cassazione riafferma la corretta interpretazione dell'articolo 187- bis , comma 4, TUF (nella versione vigente all'epoca dei fatti), specificando che i fatti costitutivi dell'illecito sono: (a) il possesso dell'informazione privilegiata (da parte di chiunque); (b) la conoscenza o la conoscibilità con l'ordinaria diligenza del carattere privilegiato dell'informazione;   (c) il compimento di operazioni in strumenti finanziari utilizzando l'informazione privilegiata, oppure la comunicazione ad altri dell'informazione privilegiata, al di fuori delle situazioni legittime, ovvero la raccomandazione o induzione di altri al compimento di tali operazioni. La Corte sottolinea che, trattandosi di insider trading secondario,  «non sarebbe rilevante la provenienza dell'informazione privilegiata» e che per l'accertamento dell'illecito  « non sarebbe necessario provare il coinvolgimento di … (moglie dell'accusato) nel processo decisionale che determinò l'acquisto da parte di …(accusato) delle azioni di ( omissis ) s.p.a., ma unicamente che quest'ultimo fosse a conoscenza delle informazioni privilegiate ». La sentenza della Corte d'Appello è considerata errata in diritto per aver ritenuto necessaria la prova del passaggio dell'informazione (dapprima dal responsabile della Italcementi alla moglie dell'accusato e poi da questa all'accusato), mentre è sufficiente provare il possesso dell'informazione privilegiata da parte di chi l'ha utilizzata. Prova del possesso dell'informazione privilegiata e ragionamento presuntivo La Cassazione ribadisce che la prova del possesso dell'informazione privilegiata  «può avvenire in via indiziaria, secondo le regole proprie del ragionamento inferenziale ». Le presunzioni semplici sono considerate  «una sorta di prova preferenziale o, comunque, ne rappresentano lo strumento più idoneo»  nell'accertamento dell'abuso di informazioni privilegiate, data la natura clandestina di tali condotte. Il Giudice di merito deve procedere ad una valutazione degli indizi in due fasi: 1) una  fase analitica  per valutare i singoli elementi indiziari e scartare quelli privi di rilevanza; 2) una  fase sintetica  per valutare complessivamente gli elementi selezionati, verificando se essi siano “concordanti” e possano fornire una  «convincente prova per presunzioni» . Superamento del principio del divieto di doppia presunzione La Cassazione rigetta esplicitamente l'affermazione della Corte d'Appello secondo cui nel nostro ordinamento sarebbe vietata la doppia presunzione. La Corte afferma chiaramente che  « nel nostro sistema processuale non esiste il principio praesumptum de praesumpto non admittitur (o divieto di doppie presunzioni o di presunzioni di secondo grado o a catena), non essendo tale divieto riconducibile né agli articolo 2729 e 2697 c.c. , né a qualsiasi altra norma». Conseguentemente, «nulla impedisce che il fatto noto, accertato in via presuntiva sulla base di indizi dotati dei caratteri di gravità, precisione e concordanza, possa costituire la premessa di un'ulteriore presunzione idonea a fondare l'accertamento del fatto ignoto». La Corte precisa che, piuttosto che di un divieto, si deve parlare di « insufficienza del grado di probabilità che fonda la relazione d'inferenza logica ». Valutazione complessiva e non atomistica degli indizi La Cassazione censura la sentenza della Corte d'Appello per aver valutato gli indizi in modo “atomistico” e “frammentario”, omettendo una verifica complessiva. Viene sottolineato che  «il ragionamento inferenziale richiede soltanto che in presenza di una pluralità di eventi noti, anche se ciascuno dei quali autonomamente considerato appaia non significativo, la loro valutazione avvenga in modo complessivo e non atomistico, verificando se vi sia un'alta probabilità logica che l'evento possa essersi verificato ». La Corte d'Appello ha omesso di considerare e valorizzare adeguatamente l'insieme degli indizi forniti dalla CONSOB, tra cui i contatti tra l'accusato ed il responsabile della Italcementi, le modalità anomale dell'acquisto delle azioni e l'inverosimiglianza delle spiegazioni fornite dall'accusato. Irrilevanza della “diacronicità” o “sincronicità” degli indizi La Cassazione rileva che l'affermazione della Corte d'Appello circa la necessità di indizi “sincronici” e non “diacronici”  «non trova anch'esso alcun fondamento normativo e giurisprudenziale ». Principi di diritto enunciati per il giudice del rinvio La Suprema Corte enuncia esplicitamente i principi di diritto che la Corte d'Appello, in diversa composizione, dovrà applicare in sede di rinvio: « i fatti costitutivi del trading secondario di cui all'articolo 187- bis , comma 4, TUF sono: il possesso dell'informazione privilegiata , la conoscenza o la conoscibilità con l'ordinaria diligenza del carattere privilegiato dell'informazione , il compimento di operazioni in strumenti finanziari utilizzando l'informazione privilegiata , oppure la comunicazione ad altri dell'informazione privilegiata, al di fuori delle situazioni che legittimano tale comunicazione, o ancora la raccomandazione o l'induzione di altri al compimento di tali operazioni»; «nei procedimenti per insider trading secondario, il giudice deve valutare gli indizi in modo unitario , attraverso una fase analitica in cui si scartano gli elementi privi di rilevanza, ed una fase sintetica in cui gli elementi significativi sono considerati nel loro insieme, a nulla rilevando la diacronicità o la sincronicità di tali elementi»; «il principio praesumptum de praesumpto non admittitur non è riconducibile né agli articolo 2729 e 2697 c.c. né a qualsiasi altra norma, cosicché nulla impedisce che il fatto noto , accertato in via presuntiva, possa costituire la premessa di un'ulteriore presunzione idonea a fondare l'accertamento del fatto ignoto ».

Presidente Falaschi – Relatore Giannaccari Fatti di causa 1. Con delibera CONSOB n. 20754 del 19 dicembre 2018 (integrata dalla delibera n. 20870 del 27 marzo 2019), la CONSOB applicò a Ga.Gi. la sanzione amministrativa di Euro 110.000,00 per violazione dell' articolo 187-bis, comma 4, del D.Lgs. n. 58/1998 , la sanzione accessoria di cui all' articolo 187-quater, comma 1, del D.Lgs. n. 58 del 1998   pari a mesi sei e la confisca dei beni, ai sensi dell'articolo 187-sexies del medesimo Decreto Legislativo fino alla concorrenza del valore del profitto dell'illecito contestato pari ad Euro 7.130,00. A Ga.Gi. era stato contestato di aver utilizzato un'informazione privilegiata comunicata da Fu.Ma. per l'acquisto di 2.000 azioni Italcementi Spa effettuato il 27 luglio 2015 sul dossier titoli (Omissis), acceso presso Banco Popolare Soc. Coop. lo stesso giorno in cui era stato effettuato l'investimento. 1.1. Tale comunicazione, secondo la contestazione elevata, era avvenuta il giorno prima della comunicazione dell'acquisto da parte di HeidelbergCement AG del 45% del capitale sociale di Italcementi Spa, con conseguente promozione di un'OPA obbligatoria totalitaria sulle azioni costituenti la rimanente parte del capitale sociale. La comunicazione riservata era pervenuta a Ga.Gi. da Fu.Ma., moglie di Lo.Gi., all'epoca dei fatti responsabile della Funzione Sviluppo Organizzazione di Italcementi Spa 1.2. Secondo la ricostruzione della CONSOB, esisteva un rapporto di amicizia tra Fu.Ma. e Ga.Gi., caratterizzato da assiduità di contatti personali e telefonici e, nei giorni antecedenti l'acquisto delle azioni da parte di Ga.Gi., vi erano stati numerosi contatti tra i due. In particolare, era intercorsa una chiamata in data giovedì 23 luglio 2015, della durata di 25 secondi, verosimilmente seguita da un incontro di persona. Secondo la contestazione, non solo l'acquisto delle azioni da parte di Ga.Gi. presentava una marcata anomalia sotto il profilo della tempistica, in quanto realizzato il giorno prima della diffusione del comunicato di Italmobiliare sulla conclusione dell'accordo con HeidelbergCement AG per la cessione di Italcementi Spa, ma l'acquisto era stato disposto telefonicamente durante un periodo di vacanza di Ga.Gi., in netta difformità rispetto agli strumenti finanziari effettuati nei quindici anni precedenti. Ga.Gi. non aveva fornito alla CONSOB spiegazioni convincenti che giustificassero l'anomalia dell'acquisto, avendo dichiarato di aver effettuato l'acquisto delle azioni di Italcementi Spa a seguito dell'ascolto casuale della conversazione telefonica di uno sconosciuto in spiaggia mentre era in vacanza. 2. Si costituì la CONSOB per chiedere il rigetto dell'opposizione. 3. La Corte d'Appello di Brescia, con sentenza del 5.12.2019, accolse l'opposizione. 3.1. La Corte distrettuale qualificò come privilegiata l'informazione ricevuta da Ga.Gi. da parte di Fu.Ma. in ordine al progetto di cessione del 45% del capitale sociale di Italcementi Spa da Italmobiliare a HeidelbergCement AG; affermò che non costituisse presupposto per il perseguimento dell'illecito di insider trading la prova del passaggio dell'informazione privilegiata da chi la detiene a chi ne sia entrato in possesso e, conoscendo o potendo conoscere in base ad ordinaria diligenza il carattere privilegiato, abusi dell'informazione. La Corte di merito ritenne che non fosse corretto il ragionamento inferenziale posto a fondamento della sanzione perché gli indizi avevano carattere diacronico e non sincronico e l'accertamento dell'illecito era avvenuto attraverso una sequela di presunzioni, non sorrette da un'idonea legge di copertura. Nel caso di specie, Lo.Gi., responsabile presso l'Ufficio Funzione Sviluppo Organizzazione di Italcementi Spa, sarebbe venuto in possesso dell'informazione privilegiata nell'ambiente di lavoro, ove circolava la notizia dell'operazione, e la moglie Fu.Ma., venuta a conoscenza dell'informazione, l'avrebbe trasmessa a Ga.Gi.. Tuttavia, tale conclusione era basata sulla premessa, priva di intrinseca persuasività, secondo cui una persona che si reca al lavoro è a conoscenza delle voci che circolano in un ambiente ove operano centinaia di colleghi. 4. La CONSOB ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello sulla base di quattro motivi. 4.1. Ga.Gi. ha resistito con controricorso ed ha proposto ricorso incidentale condizionato sulla base di un unico motivo, al quale ha resistito la CONSOB con controricorso. 4.2. Il Sostituto Procuratore Generale in persona del dott. Stefano Pepe ha depositato requisitoria scritta ed ha chiesto l'accoglimento del ricorso principale e l'inammissibilità del ricorso incidentale condizionato per carenza di interesse. 4.3. Le parti hanno depositato memorie illustrative. Ragioni della decisione 1. Con il primo motivo di ricorso, si deduce la violazione e falsa applicazione dell' articolo 187-bis, comma 4, D.Lgs. n. 58 del 1998 , per avere la Corte d'Appello erroneamente ritenuto che elemento costitutivo dell'illecito di abuso di informazioni privilegiate fosse la comunicazione dell'informazione privilegiata, mentre sarebbe sufficiente il possesso della medesima. Trattandosi di insider trading cosiddetto secondario, ai fini dell'accertamento dell'illecito, non sarebbe rilevante la provenienza dell'informazione privilegiata, essendo sufficiente l'accertamento di elementi, anche in via presuntiva, in ordine al possesso dell'informazione privilegiata da parte di chi l'abbia utilizzata. In definitiva, al fine di configurare l'illecito di diffusione di informazioni privilegiate, non sarebbe stato necessario provare il coinvolgimento di Fu.Ma. nel processo decisionale che determinò l'acquisto da parte di Ga.Gi. delle azioni di Italcementi Spa, ma unicamente che quest'ultimo fosse a conoscenza delle informazioni privilegiate. 2. Con il secondo motivo di ricorso, si denuncia la violazione e falsa applicazione degli   articolo 187-bis , comma 4 e   187-sepites del D.Lgs. n. 58 del 1998   e dell' articolo 6 D.Lgs. n. 150 del 2011   perché la Corte d'Appello, pur avendo accertato che Ga.Gi. aveva acquistato le azioni Italcementi Spa utilizzando l'informazione privilegiata, avrebbe richiesto la prova del passaggio dell'informazione da Lo.Gi. alla moglie Fu.Ma. e della trasmissione dell'informazione a Ga.Gi.. Si tratterebbe di conclusione erronea in diritto poiché, una volta ritenute inverosimili le dichiarazioni rese da Ga.Gi. in ordine all'acquisizione delle informazioni, il solo possesso dell'informazione privilegiata avrebbe dovuto indurre la Corte d'Appello a ritenere perfezionato l'illecito contestato. 3. Con il terzo motivo di ricorso, è stata dedotta la violazione e falsa applicazione dell' articolo 187-bis, comma 4, TUF , dell'articolo   6   D.Lgs. 150/2011, degli   articolo 2727 e 2729 cod. civ.   e dell'articolo   192,   comma 2, cod. proc. pen., in ordine alla formazione della prova indiziaria nella materia sanzionatoria amministrativa, per avere la sentenza ritenuto che la delibera sanzionatoria fosse stata adottata in violazione del divieto di doppia presunzione. La Corte d'Appello avrebbe erroneamente ritenuto che gli elementi indiziari in ordine al possesso da parte di Ga.Gi. dell'informazione privilegiata - la circolazione dell'informazione privilegiata in Italcementi Spa, la conoscenza della notizia da parte di Lo.Gi., della moglie Fu.Ma. e la comunicazione da quest'ultima a Ga.Gi. - non avessero il carattere della diacronicità ma fossero posti in sequenza cronologica e causale. Il ragionamento inferenziale, secondo la Corte distrettuale, si era tradotto in una sequela di presunzioni con violazione del divieto di   praesumptio de praesumpto , mentre la giurisprudenza di legittimità ammetterebbe la sussistenza della doppia presunzione in presenza di indizi gravi, precisi e concordanti. 4. Il quarto motivo di ricorso denuncia la violazione e falsa applicazione dell' articolo 187-bis, comma 4, D.Lgs. n. 58 del 1998 , dell' articolo 6 D.Lgs. n. 150 del 2011 , degli   articolo 2727   e   2729 c.c.   e degli articolo 192,   comma 2, e 115 c.p.c., nonché dell'omesso esame di fatto decisivo per il giudizio; questo motivo censura il ragionamento presuntivo della Corte d'Appello, che non avrebbe preso in considerazione tutti gli indizi, omettendo di esaminare i fatti certi addotti dalla CONSOB e valutando gli indizi in modo isolato. Un fatto certo sarebbe costituito dalla circolazione dell'informazione privilegiata all'interno di Italcementi Spa e dal verosimile possesso dell'informazione privilegiata da parte di Fu.Ma., in qualità di moglie di Lo.Gi., dai rapporti di amicizia intercorrenti tra Ga.Gi. e Fu.Ma., con assiduità di contatti e frequentazione, suscettibili di consentire la comunicazione di informazioni attinenti all'attività professionale del coniuge. La Corte di merito non avrebbe valorizzato i contatti telefonici intercorsi tra Ga.Gi. e Fu.Ma. nel periodo compreso tra il 10 e il 31 luglio 2015, i contatti intercorsi tra Ga.Gi. e Fu.Ma. nella giornata di giovedì 23 luglio 2015, cui era seguito un incontro; inoltre, la sentenza impugnata avrebbe trascurato le modalità di acquisto dei titoli, ovvero che il dossier titoli era stato aperto telefonicamente, dall'estero, durante il periodo di vacanza di Ga.Gi., nonché le difformità dell'acquisto di azioni Italcementi Spa da parte di quest'ultimo rispetto ai precedenti strumenti finanziari acquistati nei quindici anni precedenti; infine, la Corte d'Appello non avrebbe tenuto conto dell'inverosimiglianza delle motivazioni addotte da Ga.Gi., che aveva riferito di essersi determinato all'acquisto di azioni Italcementi Spa dopo aver ascoltato incidentalmente una conversazione telefonica di uno sconosciuto riguardo a tale operazione mentre si trovava in spiaggia in Corsica. 5. I motivi, che per la loro connessione vanno trattati congiuntamente, sono fondati. 6. La fattispecie della cui configurazione si controverte - trading secondario - è descritta dall' articolo 187-bis, comma 4, TUF   (nella versione anteriore all'abrogazione   D.Lgs. n. 107 del 2018, ex articolo 4,   comma 9, lett. c), in vigore dal 29/9/2018). Presupposta è la nozione di informazione privilegiata, cioè di un'informazione di carattere preciso, che non è stata resa pubblica e che concerne direttamente o indirettamente uno (o più) emittenti strumenti finanziari o uno (o più) strumenti finanziari. Il contenuto di tale informazione deve essere tale che, se reso pubblico, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari (così l' articolo 181, comma 1, TUF , in vigore al tempo dei fatti). 6.1. Fatti costitutivi della fattispecie sono: (a) il possesso dell'informazione privilegiata (da parte di chiunque); (b) la conoscenza o la conoscibilità con l'ordinaria diligenza del carattere privilegiato dell'informazione; (c) il compimento di operazioni in strumenti finanziari utilizzando l'informazione privilegiata, oppure la comunicazione ad altri dell'informazione privilegiata (al di fuori delle situazioni che legittimano tale comunicazione), ovvero la raccomandazione o induzione di altri al compimento di tali operazioni. 6.2. La vicenda processuale connessa alla diffusione di informazioni privilegiate nell'ambito dell'operazione di cessione del 45% del capitale sociale di Italcementi Spa a HeidelbergCement AG è stata oggetto di altre pronunce da parte di questa Corte, che ha riaffermato il proprio orientamento in materia di elementi costitutivi dell' articolo 187-bis, comma 4 del TUF   e di prova presuntiva (in particolare, la posizione di Fu.Ma. è stata esaminata da   Cass. Civ. 6.3.2024 n. 5992 , non massimata). 6.3. Come ribadito da   Cassazione civile sez. II, 27/11/2023, n.32829 , i fatti costitutivi del trading secondario di cui all' articolo 187-bis, comma 4, TUF   sono il possesso dell'informazione privilegiata, la conoscenza o la conoscibilità con l'ordinaria diligenza del carattere privilegiato dell'informazione, il compimento di operazioni in strumenti finanziari utilizzando l'informazione privilegiata, oppure la comunicazione ad altri dell'informazione privilegiata, al di fuori delle situazioni che legittimano tale comunicazione, o ancora la raccomandazione o l'induzione di altri al compimento di tali operazioni. 6.4. L'espressione informazione va intesa quale conoscenza , indipendentemente dal fatto che essa sia stata conseguita da una comunicazione da parte di altri, poiché la fattispecie di illecito non richiede un collegamento causale orientato tra la conoscenza posseduta e la comunicazione ad opera di un informatore qualificato, bensì il nesso eziologico tra il possesso dell'informazione e l'utilizzo che se ne faccia compiendo operazioni su strumenti finanziari ( Cass. n. 24310/2017   e   Cass. n. 8782/2020 ). 6.5. È opportuno ricordare in via preliminare che, per l'accertamento dell'abuso di informazioni privilegiate, le presunzioni semplici costituiscono una sorta di prova preferenziale o, comunque, ne rappresentano lo strumento più idoneo. Infatti, documenti e dichiarazioni di scienza non si rinvengono se non eccezionalmente, poiché la circolazione abusiva dell'informazione si svolge con modalità che intenzionalmente escludono la documentazione, né la CONSOB è normalmente in grado di indicare terzi in condizione di fornire informazioni utili all'accertamento ( Cass. n. 8782/2020 ). 6.6. Ne consegue che, chiamato ad accertare la sussistenza dell'illecito contestato e, quindi, la legittimità delle sanzioni irrogate dalla CONSOB, il giudice di merito si troverà frequentemente in presenza di una pluralità di elementi da valutare in un primo momento uno per uno, nel loro essere gravi e precisi   ex articolo 2729 c.c. Tale prima fase valutativa ha una funzione essenzialmente negativa, nel senso che è diretta a scartare gli elementi integralmente privi di rilevanza e di efficacia probatoria rispetto al fatto principale da provare (al fine di conservare gli elementi che potenzialmente fondano un'inferenza, cioè che possono qualificarsi come secondari rispetto al fatto principale oggetto di prova). Alla prima fase analitica deve seguire immancabilmente una seconda fase sintetica, che si impernia su una valutazione complessiva di tutti i fatti precedentemente selezionati come secondari, per verificare se essi siano concordanti   ex articolo 2729 c.c. , cioè se gli stessi, in forza del loro combinarsi e intrecciarsi in un quadro d'insieme, possano fornire una convincente prova per presunzioni (in questo capoverso si è ripreso il principio di diritto enunciato, fra le altre, da   Cass. n. 7647/2023 ). 6.7. La Corte d'Appello, pur partendo dalla corretta affermazione secondo cui, ai fini della configurazione della fattispecie dell'insider trading c.d. secondario, non è rilevante l'individuazione delle modalità attraverso le quali l'agente abbia ottenuto il possesso dell'informazione privilegiata, ha falsamente applicato l' articolo 187-bis, comma 4, TUF , ritenendo necessaria la prova, anche indiziaria, della trasmissione dell'informazione privilegiata a Ga.Gi. da parte di Fu.Ma. 6.8. Al contrario, una volta accertato, anche in via presuntiva, il possesso dell'informazione privilegiata, in caso di insider trading cosiddetto secondario, non era rilevante la prova della provenienza dell'informazione privilegiata e, quindi, dell'accertamento della fonte primaria che aveva diffuso l'informazione. 7. Anche l'accertamento del possesso dell'informazione privilegiata può avvenire in via indiziaria, secondo le regole proprie del ragionamento inferenziale. 7.1. Anche sotto questo profilo, la sentenza della Corte d'Appello è errata. 7.2. In primo luogo, la Corte d'Appello ha affermato che nel nostro ordinamento è vietata la doppia presunzione. 7.3. Al contrario, nel nostro sistema processuale non esiste il principio   praesumptum de praesumpto non admittitur   (o divieto di doppie presunzioni o di presunzioni di secondo grado o a catena), non essendo tale divieto riconducibile né agli   articolo 2729   e   2697 c.c. , né a qualsiasi altra norma, ragione per la quale il fatto noto, accertato in via presuntiva sulla base di indizi dotati dei caratteri di gravità, precisione e concordanza, può costituire la premessa di un'ulteriore presunzione idonea a fondare l'accertamento del fatto ignoto. 7.4. Come ben chiarito da   Cass. n. 32829/2023   cit., il divieto delle doppie presunzioni è affermato nelle occasioni in cui si constata la scarsa idoneità inferenziale di determinati elementi, mentre sono sempre più frequenti le affermazioni di ordine generale secondo cui nel sistema processuale non esiste il richiamato principio   praesumptum de praesumpto non admittitur , poiché esso non è riconducibile né agli   articolo 2729   e   2697 c.c. , né a qualsiasi altra norma, cosicché nulla impedisce che il fatto noto, accertato in via presuntiva, possa costituire la premessa di un'ulteriore presunzione idonea a fondare l'accertamento del fatto ignoto ( Cass. Civ. 6.3.2024 n. 5992 ,   Cass. n. 37819/2022 ,   Cass. n. 27982/2020 ,   Cass. n. 23860/2020 ,   Cass. n. 20748/2019   e   Cass. n. 15003/2017 ). 7.5. In altri termini, laddove la prova inferenziale sia caratterizzata da una serie 'lineare' di inferenze, ove cioè per ogni singola inferenza il giudice apprezza, secondo i criteri di gravità, precisione e concordanza, che il fatto 'noto' sia in grado di attribuire un adeguato grado di attendibilità al fatto 'ignorato', quest'ultimo - secondo logica - cessa di essere fatto 'ignorato' divenendo un fatto 'noto', smontando così l'equivoco logico che si cela dietro il divieto di doppia presunzione (così   Cass. 27982/2020 ). 7.6. Più che divieto di doppia presunzione, deve parlarsi, dunque, di insufficienza del grado di probabilità che fonda la relazione di inferenza logica ( Cass. 25/03/2015, n. 5963 ;   Cass. n. 2123 del 29.1.2021 , anch'essa resa nella materia delle sanzioni irrogate dalla CONSOB per abusi di mercato, nonché   Cass. 27.12.2022, n. 37819 ;   Cass. 01/08/2019, n. 20748 ;   Cass. n. 23860 del 29.10.2020 ;   Cass. n. 33961 del 19.12.2019 ;   Cass. n. 33042 del 19.12.2019 ;   Cass. ord. n. 20748 dell'1.8.2019 ). 7.7. L'errore di diritto in ordine al divieto di doppie presunzioni ha viziato il ragionamento presuntivo della Corte d'Appello. 7.8. La Corte d'Appello ha, infatti, ritenuto che gli elementi indiziari in ordine al possesso da parte di Ga.Gi. dell'informazione privilegiata - la circolazione dell'informazione privilegiata in Italcementi Spa, la conoscenza della notizia da parte di Lo.Gi., della moglie Fu.Ma. e la comunicazione da quest'ultima a Ga.Gi. - non avessero il carattere della diacronicità, ma fossero posti in sequenza cronologica e causale. 7.9. Il carattere sincronico e non diacronico degli elementi indiziari non trova anch'esso alcun fondamento normativo e giurisprudenziale. 7.10. Il ragionamento inferenziale richiede soltanto che in presenza di una pluralità di eventi noti, anche se ciascuno dei quali autonomamente considerato appaia non significativo, la loro valutazione avvenga in modo complessivo e non atomistico, verificando se vi sia un'alta probabilità logica che l'evento possa essersi verificato. 7.11. Nel caso di specie, la Corte d'Appello, pur avendo affermato che una serie di fatti fossero indice del possesso della notizia riservata da parte di Ga.Gi. - segnatamente: i contatti, in prossimità dell'OPA da parte di Italcementi Spa di una serie di conversazioni ed un probabile incontro con Fu.Ma., moglie di Lo.Gi., all'epoca dei fatti responsabile della Funzione Sviluppo Organizzazione di Italcementi Spa, l'acquisto delle azioni da parte di Ga.Gi. mentre era in vacanza, affrontando disagi per l'apertura del dossier titoli, le dichiarazioni inverosimili in ordine all'acquisizione della notizia dell'operazione finanziaria da parte di un cittadino straniero non identificato mentre era in spiaggia - ha escluso la verosimiglianza del possesso ( rectius   della comunicazione) dell'informazione privilegiata sol perché non risultava la prova della conoscenza dell'informazione da parte del marito di Fu.Ma. La Corte d'Appello, considerato che il marito di Fu.Ma. non era inserito nel registro degli insider, non ha ritenuto ragionevolmente presumibile che sol perché si sia recato al lavoro potesse conoscere notizie circolanti nell'ambiente di lavoro. 7.12. Partendo dell'erroneità dei presupposti dell'illecito di cui all'articolo 187-bis, comma 4, del D.Lgs. n. 55/98, la Corte d'Appello ha omesso la verifica complessiva degli indizi, che sono stati valutati in modo atomistico, pur ritenendo che l'investimento di Ga.Gi. fosse stato determinato dal possesso dell'informazione privilegiata. 7.13. La   motivazione della sentenza impugnata ha considerato gli indizi in modo frammentario, omettendo di spiegare perché gli altri elementi indiziari, non solo individualmente presi, ma anche nel loro complesso, fossero inidonei ad assurgere al rango di valida prova presuntiva. 7.14. La Corte ha omesso di considerare che le vicende di insider trading sono caratterizzate da più anelli di trasmissione dell'informazione privilegiata e la norma sanzionatoria punisce gli insider secondari anche quando abbiano ricevuto l'informazione da soggetti che sono essi pure secondari. 8. Il ricorso principale deve, pertanto, essere accolto. La sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio alla Corte d'Appello di Brescia, in diversa composizione, che applicherà i seguenti principi di diritto: I fatti costitutivi del trading secondario di cui all' articolo 187-bis, comma 4, TUF   sono: il possesso dell'informazione privilegiata, la conoscenza o la conoscibilità con l'ordinaria diligenza del carattere privilegiato dell'informazione, il compimento di operazioni in strumenti finanziari utilizzando l'informazione privilegiata, oppure la comunicazione ad altri dell'informazione privilegiata, al di fuori delle situazioni che legittimano tale comunicazione, o ancora la raccomandazione o l'induzione di altri al compimento di tali operazioni . Nei procedimenti per insider trading secondario, il giudice deve valutare gli indizi in modo unitario, attraverso una fase analitica in cui si scartano gli elementi privi di rilevanza, ed una fase sintetica in cui gli elementi significativi sono considerati nel loro insieme, a nulla rilevando la diacronicità o la sincronicità di tali elementi . Il principio   praesumptum de praesumpto non admittitur   non è riconducibile né agli   articolo 2729   e   2697 c.c. , né a qualsiasi altra norma, cosicché nulla impedisce che il fatto noto, accertato in via presuntiva, possa costituire la premessa di un'ulteriore presunzione idonea a fondare l'accertamento del fatto ignoto . 8.1. È assorbito il ricorso incidentale condizionato, affidato ad un unico motivo, con il quale si deduce la violazione e falsa applicazione dell' articolo 187-bis, comma 4, D.Lgs. n. 58 del 1998 , lamentando la sproporzione delle sanzioni applicate rispetto alla gravità dell'illecito. 9. Il giudice di rinvio provvederà alle spese del giudizio di legittimità. P.Q.M. La Corte accoglie il ricorso principale, dichiara assorbito il ricorso incidentale, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Corte di appello di Brescia, in diversa composizione.