Inutilizzabili le videoregistrazioni il cui oggetto siano comportamenti non comunicativi

In tema di acquisizione ed utilizzazione delle videoregistrazioni effettuate dalla Polizia Giudiziaria, è necessario distinguere se, per quelle eseguite all’interno del domicilio, oggetto della captazione siano comportamenti comunicativi o non comunicativi.

Se, infatti, nel primo caso la disciplina applicabile è quella dettata dagli articolo 266 e ss. del Codice di rito, nella seconda ipotesi le operazioni di videoregistrazione non possono essere eseguite, in quanto lesive dell'articolo 14 Cost. Conseguentemente, essendo vietata la loro acquisizione ed utilizzazione e, in quanto prova illecita, non potrà trovare applicazione la disciplina dettata dall'articolo 189 c.p.p. Secondo oramai consolidato orientamento della Corte di Legittimità, le videoregistrazioni in luoghi pubblici, ovvero aperti o esposti al pubblico, eseguite dalla Polizia Giudiziaria vanno incluse nella categoria delle prove atipiche, soggette alla disciplina dettata dall'articolo 189 c.p.p. Come noto, l'articolo in parola prevede che, nel caso in cui sia richiesta una prova non disciplinata dalla legge, il Giudice può assumerla solo se questa risulti «idonea ad assicurare l'accertamento dei fatti» e non pregiudichi «la libertà morale della persona». Ebbene, i Giudici di Piazza Cavour, nel rigettare il quarto motivo di ricorso proposto, sostengono che, quando le videoregistrazioni sono eseguite, invece, all'interno del domicilio, sia necessario operare una netta distinzione in punto di oggetto della captazione. Nel caso in cui vengano ripresi comportamenti comunicativi, «la disciplina applicabile è quella dettata dagli articolo 266 e ss. cod. proc. penumero ». Al contrario, se oggetto della captazione siano comportamenti non comunicativi, le operazioni di videoregistrazione non potranno essere eseguite, «in quanto lesive dell'articolo 14 Cost.». Gli Ermellini, pertanto, ne fanno discendere il divieto della loro acquisizione ed utilizzazione. Non solo. In quanto prova illecita, non potrà trovare applicazione nemmeno la summenzionata disciplina di cui all'articolo 189 c.p.p. Ora, punto decisivo è capire se i locali nei quali vengono effettuate le videoregistrazioni possano o meno essere qualificati come domicilio. Ebbene, il concetto di domicilio «non può essere esteso fino a farlo coincidere con un qualunque ambiente che tende a garantire intimità e riservatezza». Non vi è alcun dubbio, come ricordato anche dalle Sezioni Unite con sentenza numero 26795 del 2006, che «il concetto di domicilio individui un rapporto tra la persona ed un luogo, generalmente chiuso, in cui si svolge la vita privata, in modo anche da sottrarre chi lo occupa alle ingerenze esterne e da garantirgli, quindi, la riservatezza». Vero è, tuttavia, che affinché sussista e possa operare la tutela di cui all'articolo 14 Cost., non è sufficiente che un determinato comportamento attinente alla sfera personale venga tenuto in luoghi di privata dimora. I Giudici delle Leggi, infatti, rammentano che «occorre, altresì, che esso avvenga in condizioni tali da renderlo tendenzialmente non visibile a terzi». Purtuttavia, se l'azione può essere liberamente osservata dagli estranei, senza ricorrere a particolari accorgimenti, il titolare del domicilio, allora, «non può accampare una pretesa alla riservatezza e le videoregistrazioni a fini investigativi soggiacciono al medesimo regime valevole per le riprese visive in luoghi pubblici o aperti al pubblico». In conclusione, per quanto concerne il caso di specie, la Corte di Legittimità si riporta ad un'altra storica pronuncia Cass. Penumero , Sez. II, numero 33580 del 6.07.2023 affermando il principio secondo cui «sono utilizzabili, senza previo provvedimento autorizzativo del giudice, le videoriprese effettuate dalla polizia giudiziaria all'interno di un garage condominiale, pur se con accesso delimitato da cancello con dispositivo di apertura in uso ai soli condomini, in quanto non costituente luogo di privata dimora».

Presidente Pezzullo – Relatore Belmonte Il testo integrale della sentenza sarà disponibile a breve.