Le Sezioni Unite precisano i termini di operatività dell’art. 601 comma 5 c.p.p.

Con due sentenze gemelle Cass. 16364 e 19365 del 18 aprile la seconda sezione della Cassazione, prendendo in considerazione la questione relativa all’operatività dell’articolo 601 comma 5 c.p.p. ove – ai sensi della modifica introdotta dalla riforma Cartabia, il decreto di citazione per il giudizio di appello deve essere notificato quaranta giorni prima della data fissata per il giudizio – in relazione al regime transitorio di cui all’articolo 94 d.lgs. numero 150 del 2022, ha riscontrato un contrasto di orientamenti.

Secondo un primo orientamento, considerato che questa previsione si limita a sostituire, per un periodo limitato, lo statuto delle impugnazioni previsto dal rito “pandemico” a quello della riforma Cartabia, senza sostituire il nuovo articolo 601 c.p.p. , si ritiene che l' articolo 601 c.p.p. sia vigente dal 30 dicembre 2022. Secondo una diversa impostazione , la nuova formulazione dell' articolo 94 del d. lgs. numero 150 del 2022 , introdotta dall'articolo 5-duodecies della l. numero 199 del 2022 , implica la sostituzione “integrale” dello statuto delle impugnazioni previsto dal rito pandemico a quello previsto dalla riforma Cartabia, sicché, sebbene l'entrata in vigore dell' articolo 601 c.p.p. , nella nuova formulazione, non sia stata espressamente differita, la stessa non può che essere contestuale all'entrata in vigore dell' articolo 598- bis c.p.p. , ad oggi individuata nel 30 giugno 2024. Con una lettura “sistematica” si è ulteriormente affermato che la nuova disciplina dell' articolo 601, commi 3 e 5, c.p.p. , introdotta dall'articolo 34, comma 1, lett. d , d. lgs. numero 150 del 10 ottobre 2022, è applicabile solo alle impugnazioni proposte dopo il 30 giugno 2024, per effetto della proroga disposta dall' articolo 11, comma 7, d.l. 30 dicembre 2023, numero 215 , in quanto sussiste una “stretta correlazione” tra la perdurante applicazione delle disposizioni emergenziali e l'entrata in vigore della disciplina sui nuovi termini a comparire, non applicabili in forza della proroga delle citate disposizioni. In altri termini, l' articolo 601 c.p.p. nella nuova formulazione è strettamente correlato alle modalità di trattazione del giudizio di appello previsto dalla riforma Cartabia , poiché i termini previsti dall' articolo 598- bis , c.p.p. , richiamati dall' articolo 601 c.p.p. , non sono compatibili con il vecchio termine per comparire venti giorni . Pertanto, si può ritenere che l'articolo 94, comma 2, d. l.gs. numero 150 del 2022, nel “sostituire” il rito pandemico a quello previsto dalla riforma Cartabia, abbia implicitamente sospeso anche l'operatività dell'articolo 601 riformato, poiché il più lungo termine di comparizione è una conseguenza necessitata delle nuove cadenze processuali. La questione finiva per coinvolgere anche l'atto dal quale calcolare il riferito termine. Anche al riguardo si prospettavano opinioni diverse . Per un verso , infatti, raccordandosi alle Sez. unumero Lista Cass. Sez. unumero 29.3.2007, numero 27614 si ritiene che sia necessario fare riferimento al momento della pronuncia della sentenza, in linea con quanto deciso a proposito dell'appello della parte civile Cass. Sez. unumero 21.09.2023, numero 3841 per un altro che sia possibile e necessario fare riferimento al momento in cui il giudice del giudizio d'appello procede a disporre l'invio della citazione. Sulla base di questi contrasti la cassazione rimetteva la questione alle sezioni unite formulando i seguenti quesiti «da quando deve considerarsi vigente l'articolo 601c.p.p., come riformato dal d. lgs. numero 150 del 2022 , nella parte in cui individua in quaranta giorni il termine di comparizione, tenuto conto di quanto prevede l' articolo 94 d. lgs. numero 150 del 2022 , nella formulazione introdotta dall'articolo 5 duodecies l. 199 del 2022 se dal 30 dicembre 2022, o, piuttosto dal 30 giugno 2024 » «se il decreto di citazione a giudizio in appello debba essere considerato atto ‘autonomo', o solo ‘esecutivo' e se, pertanto, per individuare la legge che lo regole, debba farsi riferimento alla data della sua emissione, od a quella della pronuncia della sentenza impugnata». Con due massime provvisorie la numero 9 e la numero 10 del 2024 il Supremo Collegio riunito ha definito il contrasto affermando che la disciplina dell' articolo 601 comma 3 c.p.p. introdotta dall'articolo 34 comma 1 lett. g d.lgs. 10.10.2022 numero 150 che individua in quaranta giorni il termine a comparire nel giudizio d'appello è applicabile agli atti di impugnazione proposti a far data dal 01.07.2024 e ha ritenuto conseguentemente assorbita la seconda questione con operatività dell' articolo 601 comma 5 c.p.p. per il quale il termine a comparire non può essere inferiore a quaranta giorni dalla notificazione della citazione. Corre in questa occasione di evidenziare che ai sensi del d.l. numero 96 approvato negli scorsi giorni, il termine del 1 luglio riguarda anche le modiche agli articolo 610 comma 5 e 611 comma 1 e comma 2 ter del procedimento in Cassazione.