La Cassazione ritorna sul dolo nel contratto

La Corte di Cassazione ripercorre il ruolo del dolo, come vizio della volontà, nel contratto e ribadisce che può provocarne l’annullamento solo se determinante il consenso di una delle parti, a differenza del dolo incidente che condiziona il contenuto della contrattazione e quindi non può dar luogo ad invalidità ma solo alla riparazione dei danni.

La Cassazione è chiamata a pronunciarsi sulla validità di un contratto di compravendita di automobili usate, rispetto alle quali era stata accertata la manipolazione dei dati inerenti al chilometraggio. La Suprema Corte con una “sentenza riepilogo” ripercorre l'istituto del dolo inteso in senso oggettivo, come vizio del consenso e non in senso soggettivo , come elemento psicologico che sorregge un'azione civilmente rilevante ed è fonte di responsabilità contrattuale o extracontrattuale . Il dolo in senso oggettivo può essere 1 Dolus causam dans sull' an – cioè determinante il consenso, vi incide in modo tale che senza di esso l'altra parte non avrebbe contrattato. Questa specie di dolo può provocare l'annullamento del contratto, proprio perché incide sul consenso articolo 1439 c.c. 2 Dolus incidens sul quomodo – cioè incidente sulle sole condizioni contrattuali come, ad esempio, la determinazione del corrispettivo nella vendita, che non dà luogo all'invalidità del contratto ma solo alla riparazione dei danni derivanti dal fatto che in assenza di dolo le condizioni contrattuali sarebbero state diverse articolo 1440 c.c. . Sicché affinché vi sia dolo determinante il consenso devono sussistere le seguenti condizioni a che vi sia una condotta , commissiva od omissiva, materializzata da raggiri, ossia da un complesso di manovre e artifizi b che tale condotta sia riconducibile ad un animus decipiendi del deceptor , ossia che vi sia una specifica intenzione di ingannare c che in conseguenza il deceptus sia caduto in errore d che vi sia un nesso di causalità sia tra i raggiri e l'errore sia tra la condotta fraudolenta e la decisione del deceptus di stipulare il contratto cfr. ex multis C. Cass. numero 20231 del 23/06/2022 . La Cassazione ricorda inoltre che il dolo è commissivo quando è realizzato tramite una condotta attiva consistente in un complesso di artifici o raggiri il dolo può rilevarsi anche in una condotta omissiva di reticenza e silenzio che acquistano rilevanza in relazione alle circostanze e al contegno che determina l'errore. È necessario, però, che il silenzio sia intenzionalmente ingannevole , al fine di ottenere il consenso, sicché il semplice silenzio non costituisce di per sé causa invalidante del contratto cfr. ex multis C. Cass. numero 11605 del 11/04/2022 numero 11009 del 08/05/2018 . La prova che il raggiro abbia provocato sul meccanismo volitivo un errore da considerarsi essenziale ricade sulla parte che lo deduce cfr. C. Cass. numero 5734 del 27/02/2019 .

Presidente Giusti – Relatore Trapuzzano Il testo integrale dell'ordinanza sarà disponibile a breve.