Alle Sezioni Unite la questione relativa alla legittimità dei conguagli per le utenze idriche

Per la Prima Sezione Civile della Suprema Corte, il quadro normativo e giurisprudenziale che regola la problematica della legittimità dei conguagli è cambiato nel tempo, e necessita di un intervento delle Sezioni Unite.

La I Sezione Civile della Corte di Cassazione, con ampia e articolata ordinanza in cui ha fatto riferimento anche alle sentenze della Corte di Giustizia Europea, accertato il contrasto giurisprudenziale che si è susseguito nel corso degli anni anche a causa della normativa in evoluzione, ha rimesso alle Sezioni Unite la problematica, onde definire il principio di diritto da applicare nella questione. Il caso La questione sottoposta alla Suprema Corte riguardava la sentenza di primo grado con cui il Giudice di pace di Nuoro nel 2018 aveva accolto la domanda di tre persone che avevano chiesto l'accertamento della non debenza da parte loro della somma di € 817,77, relative ad alcune fatture emesse da una s.p.a., relativa ai consumi effettuati nel periodo 2005-2011 a titolo di «conguagli regolatori» per consumi d'acqua. Propose appello la società , eccependo il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo, e chiedendo accertarsi la legittimità degli addebiti per i « conguagli regolatori » e dei provvedimenti presupposti e sostenendo che il diritto era sorto al momento della sua previsione e che il richiamo al periodo 2005-2011 non si riferiva all'effettivo consumo idrico erogato agli effetti della prescrizione. Il Tribunale di Nuoro respingeva l'appello, con condanna al pagamento delle spese legali a carico della società appellante. Il Tribunale riteneva che la giurisdizione spettasse all' autorità giudiziaria ordinaria alla stregua del criterio del petitum sostanziale, poiché gli attori avevano chiesto accertarsi la non debenza da parte loro delle somme pretese da lla società a conguaglio di partite pregresse e la sua domanda riguardava il rapporto individuale di utenza. Nel merito, il Tribunale riteneva che il potere di determinare la tariffa del servizio idrico secondo il principio del recupero dei costi efficienti non comprendeva la possibilità di applicare una integrazione tariffaria commisurata ai consumi già effettuati , poiché tale provvedimento, con la quantificazione dei conguagli su quella base, si risolveva nell'introduzione di una tariffa integrativa retroattiva, illegittima perché violava il divieto di retroattività degli atti amministrativi e i principi di affidamento e buona fede nell'esecuzione del contratto . Secondo il Tribunale, dunque, non era consentita una modifica «ora per allora» della tariffa con ricalcolo senza limiti delle partite debitorie. Proponeva quindi o ricorso per cassazione la società , svolgendo tre motivi. Una delle parti intimate non svolgeva difese, mentre le altre due resistevano con controricorso. Con il primo motivo , proposto ex articolo 360, comma 1, numero 1, c.p.c. , la ricorrente denuncia violazione dei limiti della giurisdizione del giudice ordinario , nonché violazione dell' articolo 113 c.p.c. e dell'articolo 133 , comma 1, lettera c , c.p.a . Con il secondo motivo , proposto ex articolo 360, comma 1, numero 3, c.p.c. , la ricorrente lamentava la violazione o falsa applicazione degli articolo 2935 e 2948, numero 4, c.c. , 142, comma 3, e 154 d.lgs. numero 152/ 20 06 , 9 della direttiva numero 2000/60/CE, 21, commi 13, e 19 del d.l. numero 201/ 20 11, come convertito, 10 d.l. numero 70/ 20 11, come convertito, 3 del d.p.c.m. 22 luglio 2012, nonché della delibera numero 643/2013/R/idr della AEEGSI, della delibera 26.6.2014, numero 18 dell'ente d'ambito della Sardegna, nonché del regolamento del servizio idrico integrato, relativamente al mancato accoglimento delle eccezioni relative alla questione della prescrizione. Con il terzo motivo , proposto ex articolo 360, comma 1, numero 3, c.p.c . , la ricorrente denuncia violazione o falsa applicazione di legge in relazione agli articolo 142, comma 3, e 154 d.lgs. 152/2006, all'articolo 9 della Direttiva 2000/60/CE, all'articolo 21, commi 13 e 19 d.l. 201 / 2011, conv. con modif. dalla legge 22.12.2011 numero 214 , all'articolo 10 d.l. numero 70/2011 , conv. con modif. dalla legge 12.7.2011 numero 106 , all'articolo 3 d.p.c.m. 22.7.2012, all'articolo 1339 c.c., alla delibera AEEGSI 643/2013/R/IDR, alla delibera 26.6.2014 numero 18 dell'Ente di ambito della Sardegna, al regolamento del servizio idrico integrato. La decisione della Corte È necessario l'intervento delle Sezioni Unite , in quanto il precedente intervento, risalente al 2022, che ha legittimato l'applicazione di conguagli, non ha risolto la questione, che coinvolge un grande numero di consumatori. Il secondo motivo del ricorso riguarda infatti la prescrizione e investe la sentenza impugnata là dove il giudice d'appello non ha accolto il motivo di appello d ella società avverso la sentenza di primo grado in punto prescrizione della sua pretesa. Anche su questo punto, comunque si sono pronunciate le Sezioni Unite con la citata ordinanza numero 29593 del 11.10.2022, affermando che « in tema di servizio idrico integrato, il conguaglio per le partite pregresse implica l'applicazione di un costo “ ora per allora ” , di modo che, prima della determinazione delle voci di costo da recuperare, non si configura la possibilità di recupero e, quindi, la possibilità di esercitare il relativo diritto, a norma dell' articolo 2935 c.c ». In motivazione le Sezioni Unite hanno osservato «in questo contesto, la nozione stessa di recupero dei costi, in cui si sostanzia il conguaglio , implica in sé l'applicazione di un costo ora per allora, ossia di un costo che , con il metodo tariffario normalizzato in precedenza vigente, non poteva essere integralmente recuperato - il che comporta che, prima della determinazione delle voci di costo da recuperare, non si configura la possibilità di recupero e, quindi la possibilità di esercitare il relativo diritto, a norma dell' articolo 2935 c.c. » - d'altronde, ammettere l'assoggettabilità a prescrizione dei conguagli per il periodo precedente a quello in cui sono stati determinati comporta, nei fatti, neutralizzarne l'incidenza e, quindi, escluderne la concreta possibilità di recupero . Successivamente numerose ordinanze della Terza S ezione hanno dato continuità al principio. Il Collegio della Prima Sezione ha però ritenuto sussistenti i presupposti per chiedere alla Prima Presidente di assegnare l'esame del ricorso alle Sezioni Unite . Secondo l'ordinanza in commento, infatti, è necessario che esse provvedano a valutare e interpretare la portata della precedente pronuncia delle Sezioni Unite numero 29593/2022, che ha legittimato l'applicazione dei conguagli, in quanto esiste un co ntrasto attuale fra due orientamenti delle sezioni semplici , ancorché uno di essi appaia nettamente prevalente, ma anche poiché la soluzione prevalente desta una serie di perplessità irrisolte, in un senso e nell'altro, e infine poiché il contenzioso pone una questione di principio di grande rilievo, sia per il collegamento con il diritto dell'Unione, sia per l'ampiezza della platea interessata che coinvolge un grande numero di soggetti utenti, consumatori e nonumero Di conseguenza, la Corte ha disposto la trasmissione degli atti alla Prima Presidente per la valutazione dell'assegnazione dell'esame del ricorso alle Sezioni Unite, vista l'importanza della questione e il grande impatto che potrebbe avere la soluzione sulla folta platea di utenti interessati.

Presidente Relatore Scotti Il testo integrale dell'ordinanza sarà disponibile a breve.