Caduta sulla pista da motocross: di chi è la responsabilità?

Con l’ordinanza numero 17942 del 28 giugno 2024, la Corte di Cassazione esclude la responsabilità del gestore di un circuito da motocross per il sinistro occorso all’utente, stante l’assenza di qualsivoglia pericolo “atipico” sulla pista.

Il 18 febbraio 2007, il sig. S.M. scivola sulla pista da motocross e, nonostante fosse dotato della necessaria attrezzatura, riporta gravi lesioni alla schiena . Ritenendo che la causa del sinistro fosse imputabile esclusivamente alla presenza di sassi sulla pista e al fondo ghiacciato , lo sfortunato motociclista conviene in giudizio dinanzi al Tribunale di Vicenza l'associazione sportiva che gestiva il circuito, deducendone la responsabilità ex articolo 2051 c.c. La domanda attorea viene accolta, con conseguente riconoscimento a favore del sig. S.M. a titolo risarcitorio di oltre € 560.000,00. La Corte d'Appello di Venezia riforma integralmente la sentenza, negando la sussistenza di qualsivoglia responsabilità dell'associazione ex articolo 2051 c.c. Invero, a parere dei giudici d'appello, il sinistro doveva ascriversi al caso fortuito, posto che la pista non aveva caratteristiche intrinseche o condizioni di manutenzione incompatibili con la natura dello sport al cui esercizio era destinata non era ravvisabile alcuna condotta antigiuridica. Deluso, il sig. S.M. ricorre per cassazione, nella speranza di ottenere la soddisfazione delle proprie pretese. La Suprema Corte, però, conferma l' assenza di responsabilità dell'associazione sportiva rispetto al sinistro . Nello specifico, richiamata l'elaborazione giurisprudenziale concernente l' articolo 2051 c.c. v., tra le altre, Cass., Sez. Unumero , 30 giugno 2022, numero 20943 , la Corte di Cassazione afferma che i n caso di sinistro verificatosi su una pista da motocross , l'eziologia richiesta dall' articolo 2051 c.c. – in relazione all'onere di custodia gravante sul gestore del circuito e all'accertamento della sua connessa responsabilità – deve parametrarsi rispetto a un pericolo “atipico”, non facilmente evitabile anche da parte di un pilota sufficientemente esperto, restando invece relegato all'ordinaria casualità ogni altro evento rapportabile al pericolo “normale” o “tipico” connesso allo sport in questione l'incidente del sig. S.M. era senz'altro legato all' accettazione del rischio “normalmente” gravante sull'utente di una pista da motocross , sicché, non riscontrandosi un pericolo “atipico”, doveva escludersi la responsabilità ex articolo 2051 c.c. dell'associazione che gestiva il circuito. Queste conclusioni sono conformi agli esiti interpretativi già raggiunti nell'esame della responsabilità risarcitoria correlata all'esercizio sportivo non professionistico, non può prescindersi dall'accettazione – da parte dell'utente – del rischio connaturato allo sport praticato , sicché la responsabilità ex articolo 2051 c.c. del gestore del circuito presuppone un nesso eziologico tra il sinistro e la presenza sulla pista di un pericolo “atipico” v. Cass. 18 febbraio 2020, numero 3997 Cass. 19 maggio 2022, numero 16223 .

Presidente De Stefano – Relatore Saija Il testo integrale della pronuncia sarà disponibile a breve.