La Suprema Corte si esprime sul deposito telematico degli atti

Come può essere assolto, in regime di deposito telematico degli atti, l’onere del deposito di copia autentica del provvedimento impugnato imposto, a pena di improcedibilità del ricorso dall’articolo 369, comma 2, numero 2, c.p.c.? Ce lo spiega la Corte di Cassazione con la sentenza numero 12971, depositata il 13 maggio 2024.

Questi gli importanti principi di diritto espressi dalla Suprema Corte per dirimere la controversia in esame «a in regime di deposito telematico degli atti , l'onere del deposito di copia autentica del provvedimento impugnato imposto, a pena di improcedibilità del ricorso dall' articolo 369, secondo comma, numero 2, c.p.c. , è assolto non solo dal deposito della relativa copia informatica , recante la stampigliatura solo rappresentativa dei dati esterni numero cronologico e data concernenti la sua pubblicazione, ma anche dal deposito del duplicato informatico di detto provvedimento, il quale ha il medesimo valore giuridico, ad ogni effetto di legge, dell'originale informatico e che, per sue caratteristiche intrinseche, non può recare alcuna sovrapposizione o annotazione e, dunque, la stampigliatura presente nella copia informatica che ne determinerebbe, di per sé, l'alterazione». Ne consegue che, « ai fini della verifica della tempestività dell'impugnazione , i dati relativi alla pubblicazione , ove non evincibili tramite i sistemi informatici in uso alla Corte di cassazione e in contestazione, vanno attinti attraverso la consultazione del fascicolo di merito acquisito d'ufficio ai sensi dell'articolo 137-bis c.p.c. per i giudizi introdotti con ricorso notificato a decorrere dal 1° gennaio 2023, ovvero, per i giudizi precedentemente introdotti, tramite richiesta di attestazione dei dati stessi alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, in presenza di istanza del ricorrente ai sensi dell' articolo 369, ultimo comma, c.p.c. , nella formulazione antecedente all'abrogazione disposta dal d.lgs. numero 149 del 2022 » «b nel regime in cui è consentito il deposito di copia analogica del provvedimento impugnato redatto come documento informatico nativo digitale e così depositato in via telematica, ove detta copia analogica sia tratta dal duplicato informatico depositato nel fascicolo informatico, l'onere di cui all' articolo 369, secondo comma, numero 2, c.p.c. , è assolto tramite l'attestazione di conformità della copia al duplicato apposta dal difensore ». Ne consegue che, « ai fini della verifica della tempestività dell'impugnazione , i dati relativi alla pubblicazione del provvedimento impugnato , ove in contestazione, vanno attinti tramite richiesta di attestazione dei dati stessi alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato , in presenza di istanza del ricorrente ai sensi dell' articolo 369, ultimo comma, c.p.c. , nella formulazione antecedente all'abrogazione disposta dal d.lgs. numero 149 del 2022 ».

Presidente Travaglino – Relatore Vincenti Il testo integrale della sentenza sarà disponibile a breve.