La sospensione della prescrizione ai coobbligati solidali presuppone la eadem causa obligandi

La Cassazione, in tema di estensione delle cause di sospensione della prescrizione ex articolo 2941 c.c. ai coobbligati solidali, ha affermato che l’articolo 1310, comma 2, c.c. – ove dispone che «la sospensione della prescrizione nei rapporti di uno dei debitori o di uno dei creditori in solido non ha effetto riguardo agli altri. Tuttavia il debitore che sia stato costretto a pagare ha regresso contro i condebitori liberati in conseguenza della prescrizione» si applica alle sole obbligazioni solidali passive riconducibili ad una eadem causa obligandi .

Tuttavia il debitore che sia stato costretto a pagare ha regresso contro i condebitori liberati in conseguenza della prescrizione» si applica alle sole obbligazioni solidali passive riconducibili ad una eadem causa obligandi . Nel corso di un giudizio risarcitorio per danni derivanti da circolazione stradale, una donna – in proprio e quale esercente la potestà genitoriale – conveniva una autoscuola e la compagnia assicurativa, lamentando di essere stata coinvolta unitamente ai suoi figli in un incidente stradale. Il tribunale dichiarava estinto per prescrizione ex articolo 2947, comma 2, c.c. il diritto al risarcimento del danno e pertanto rigettava la domanda attorea. La Corte d'Appello riformava parzialmente la decisione di primo grado, rilevando che gli eredi del conducente deceduto nel sinistro non avevano eccepito la prescrizione del diritto azionato dagli attori nei loro confronti. Proposto ricorso in Cassazione, era prospettata la questione volta a stabilire se, per effetto dell' azione esercitata “tardivamente” ,rispetto al termine di cui all' articolo 2947 c.c. , da parte degli attori danneggiati nel sinistro stradale, che ex articolo 2941, numero 1 numero 2, c.c. , sono titolari del diritto di veder sospesa la prescrizione, il responsabile civile convenuto in giudizio perda il diritto ad essere garantito dall'assicuratore. La Corte di cassazione osserva che in relazione all' ipotesi di “solidarietà atipica” tra assicuratore della responsabilità civile per la circolazione stradale e responsabile civile, non riconducibile ad una eadem causa obligandi , bensì rispettivamente all'obbligazione ex delicto per il responsabile ed all'obbligazione nascente dal rapporto assicurativo per la compagnia assicurativa, la sospensione della prescrizione a favore del danneggiato, per il verificarsi delle condizioni di cui all' articolo 2941, numero 1 e numero 2, c.c. , nei confronti del responsabile deve ritenersi operante anche nei confronti della compagnia assicurativa, ex lege obbligata all'indennizzo del sinistro derivante dalla circolazione stradale. I Giudici di legittimità muovono dalla figura delle obbligazioni solidali passive che si riferiscono sia fenomeni nei quali la ragione della rilevanza della solidarietà risiede in rapporti plurisoggettivi che sono riconducibili ad una eadem causa obligandi , cioè ad un rapporto che vede i soggetti coobbligati e, dunque, responsabili dell' eadem res debita per una causa comune, che li vede direttamente debitori verso il creditore comune, sia fenomeni nei quali le causae obligandi che determinano la solidarietà della responsabilità quanto ad una eadem res debita , sono diverse, sebbene collegate fra loro in funzione della tutela di un interesse che è riferibile solo ad uno dei soggetti coobbligati, sicché i soggetti coobbligati sono più ma per un debito che, sotto il profilo dell'interesse, è riferibile ad uno solo di loro, essendo gli altri coobbligati responsabili per un debito altrui. Fatta tale distinzione, si conclude che quando la causa obligandi non è comune , ma è diretta nei confronti di un soggetto e dipendente da quella di costui e dunque operante nel suo interesse sostanziale, essendo la solidarietà rilevante solo come modalità di funzionamento dell'obbligazione, la norma del secondo comma dell' articolo 1310 c.c. si deve ritenere non operante e la causa di sospensione del corso della prescrizione esistente nel rapporto fra creditore e obbligato “diretto” sotto il profilo dell'interesse c.d. unisoggettivo si deve ritenere estesa anche al vincolo obbligatorio coinvolgente il coobbligato che risponde verso il creditore per l'interesse di quell'altro. La ragione di questa conclusione è che, rispondendo per un debito altrui, il coobbligato, se compulsato dal creditore e costretto a pagare, non può essere titolare di un'azione di regresso basata sugli accordi interni di ripartizione di un debito comune verso il creditore e ciò perché è obbligato ad adempiere il debito per conto del vero debitore. Quindi ove la causa obligandi non è comune , ma è diretta nei confronti di un soggetto e dipendente da quella di costui e dunque operante nel suo interesse sostanziale, essendo la solidarietà rilevante solo come modalità di funzionamento dell'obbligazione, la norma dell' articolo 1310, comma 2, c.c. si deve ritenere non operante e la causa di sospensione del corso della prescrizione, relativa al rapporto fra creditore e obbligato “diretto” sotto il profilo dell'interesse c.d. unisoggettivo , si deve ritenere estesa anche al vincolo obbligatorio coinvolgente il coobbligato, che risponde verso il creditore per l'interesse di quell'altro. Pertanto, in tema di circolazione stradale , essendo diverse le causae obligandi del responsabile e della compagnia assicurativa, e non essendo concepibile un regresso di quest'ultima, quale coobbligata cui non è riferibile la causa di sospensione, si deve reputare che tale causa, nonostante la riferibilità al responsabile, operi pure per l'azione verso l'assicuratore.

Presidente Frasca – Relatore Tassone Il testo integrale della sentenza sarà disponibile a breve