Quando il ricorso in Cassazione si può definire prolisso?

La Corte di Cassazione, con sentenza numero 16698/2024, affrontando una controversia in tema di violenza sessuale da parte di un dipendente della Croce Rossa Italiana nei confronti di una collega, ha espresso due importanti principi di diritto, in tema di prolissità e verbosità del ricorso presso il Collegio, e in tema di aggravante di cui all’articolo 609- septies , quarto comma, numero 3 .

Di seguito i principi di diritto espressi dalla Suprema Corte « È inammissibile, perché generico, il ricorso per cassazione articolato in un numero abnorme di censure concernenti gli stessi capi d'imputazione e i medesimi punti e questioni della decisione, in quanto tale eccessiva prolissità e verbosità rende confusa l'esposizione delle doglianze e difficoltosa l'individuazione delle questioni sottoposte al vaglio della Corte . L'esposizione dei motivi di ricorso deve infatti essere improntata a quella della “sinteticità e chiarezza” indicata “Protocollo d'Intesa tra la Corte di Cassazione e il Consiglio Nazionale Forense in merito alle regole redazionali dei motivi di ricorso in materia penale”, sottoscritto il 17 dicembre 2015, da intendersi quale strumento esplicativo del dato normativo dettato dall' articolo 606, c.p.p. al fine della valutazione dell'ammissibilità dei motivi di ricorso. La prolissità quale “indice di genericità” non può tuttavia essere valutata in assoluto , ma raffrontando le specifiche censure articolare nell'impugnazione con la consistenza delle argomentazioni contenuto nel provvedimento impugnato» « in tema di aggravante di cui all'articolo 609- septies , quarto comma, numero 3 , laddove entrambe le parti rivestano la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio , la sovra-ordinazione sussiste non solo in presenza di un rapporto di subordinazione gerarchica, tipico delle strutture organizzative di tipo “verticale” o di “line” , ma anche in caso di sovra-ordinazione di tipo “orizzontale” c.d. “ primus inter partes ” , tipica delle organizzazioni di “staff” caratterizzata da poteri di direzione, impulso e coordinamento, cui si affianca, talvolta, quello disciplinare».

Presidente Aceto – Relatore Galanti Il testo integrale della sentenza sarà disponibile a breve.