Immigrazione: il Decreto Cutro è incompatibile con il diritto dell’Unione Europea?

Con ordinanza interlocutoria n. 3562, depositata l’8 febbraio 2024, il Collegio sottopone un importante quesito alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, in materia di protezione internazionale e di procedure di accoglienza dei richiedenti asilo in Italia. Peraltro, l’applicazione del procedimento derogatorio d’urgenza troverebbe giustificazione anche per le esigenze straordinarie connesse all’eccezionale numero di ingressi di cittadini di Paesi terzi o apolidi nel territorio nazionale.

L'oggetto del procedimento in esame è la non convalida, da parte del Tribunale di Catania, del provvedimento di trattenimento nei confronti di uno straniero, entrato nel territorio dello Stato dalla frontiera di Lampedusa in data 20 settembre 2023, richiedente la protezione internazionale nella zona di transito della provincia di Ragusa ex art. 28- bis , comma 4, del d.lgs. n. 25/2008, secondo la procedura di cui al medesimo art. 28- bis , inserito dal d.lgs. n. 142/2015 e più volte modificato, da ultimo in forza del d.l. n. 20/2023 c.d. Decreto Cutro , convertito con modificazioni nella legge n. 50/2023 . Lo straniero protagonista della vicenda non avrebbe consegnato il passaporto o altro documento equipollente in corso di validità e non ha prestato idonea garanzia finanziaria , conformemente alle disposizioni del decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della Giustizia e il Ministro dell'Economia del 14 settembre 2023, recante indicazione dell'importo e delle modalità di prestazione della garanzia finanziaria a carico dello straniero durante lo svolgimento della procedura per l'accertamento del diritto di accedere al territorio dello Stato. Il rinvio pregiudiziale in oggetto solleva una questione relativa ai settori previsti dal titolo V della parte terza del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea . Ciò induce a chiedere, ai sensi dell'art. 107 del Regolamento di procedura della Corte di Giustizia, che la trattazione avvenga con procedimento d'urgenza. Inoltre, il rinvio in questione attiene ad una questione sul sistema europeo comune di asilo , il quale costituisce uno degli elementi fondamentali dell'obiettivo dell'UE relativo all'istituzione progressiva di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia aperto a quanti, spinti dalle circostanze, cercano legittimamente protezione nell'Unione . Il contesto di fatto, le previsioni nazionali e quelle eurounitarie conducono, pertanto, al rinvio pregiudiziale ai sensi dell' art. 267 del TFUE , con formulazione del seguente quesito se gli articoli 8 e 9 della direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale , tenuto conto altresì dei fini desumibili dai suoi considerando 15 e 20, ostino a una normativa di diritto interno che contempli, quale misura alternativa al trattenimento del richiedente il quale non abbia consegnato il passaporto o altro documento equipollente , la prestazione di una garanzia finanziaria il cui ammontare è stabilito in misura fissa nell'importo in unica soluzione determinato per l'anno 2023 in euro 4.938 da versare individualmente, mediante fideiussione bancaria o polizza fideiussoria assicurativa anziché in misura variabile , senza consentire alcun adattamento dell'importo alla situazione individuale del richiedente, né la possibilità di costituire la garanzia stessa mediante intervento di terzi, sia pure nell'ambito di forme di solidarietà familiare, così imponendo modalità suscettibili di ostacolare la fruizione della misura alternativa da parte di chi non disponga di risorse adeguate, nonché precludendo la adozione di una decisione motivata che esamini e valuti caso per caso la ragionevolezza e la proporzionalità di una siffatta misura in relazione alla situazione del richiedente medesimo .

Presidente D’Ascola – Relatore Scarpa Il testo integrale della pronuncia sarà disponibile a breve.