Il ricorso proposto dal difensore privo di mandato può essere dichiarato inammissibile de plano

La pronuncia in commento ha affermato che, nel caso di ricorso per cassazione proposto, in violazione dell'art. 581, comma 1 -quater , c.p.p., da un difensore privo di specifico mandato ad impugnare rilasciato successivamente alla pronuncia della sentenza, è possibile dichiarare l'inammissibilità dell'impugnazione con procedimento de plano” ai sensi dell'art. 610, comma 5 -bis , c.p.p.

La Corte di Appello confermava la condanna dell'imputata per il delitto di cui agli artt. 633, 639 c.p. Il difensore proponeva ricorso in Cassazione, ma i giudici di legittimità lo dichiaravano de plano inammissibile, perché il difensore non aveva avuto il mandato ad impugnare rilasciato successivamente alla pronuncia della sentenza. L' articolo 581, comma 1- quater , c.p.p. introdotto dal d.lgs. n. 150/2022 , articolo 33, comma 1, lett. d , dispone che nel caso di imputato rispetto al quale si è proceduto in assenza , con l'atto d'impugnazione del difensore è depositato, a pena d'inammissibilità, specifico mandato ad impugnare, rilasciato dopo la pronuncia della sentenza e contenente la dichiarazione o l'elezione di domicilio dell'imputato, ai fini della notificazione del decreto di citazione a giudizio . Tenuto conto dei principi ispiratori della Riforma Cartabia in tema di impugnazioni , deve ritenersi che l'articolo 581, comma 1- quater , c.p.p. , laddove impone al difensore di munirsi di uno specifico mandato ad impugnare successivo alla sentenza , a pena di inammissibilità, sia applicabile anche al giudizio di cassazione. Va osservato che l'intero sistema processuale introdotto dalla Riforma Cartabia tanto le norme di cui all'articolo 420- bis c.p.p. sull'assenza, quanto quelle in tema di impugnazioni e restituzione nel termine , è permeato dall'esigenza di garantire una partecipazione consapevole e volontaria dell'imputato al processo ne discende che anche l'impugnazione deve costituire espressione del personale interesse dell'imputato a coltivare il gravame piuttosto che una scelta del difensore, quasi automatica. La Corte di cassazione in tema di applicabilità della disciplina di cui all'articolo 581, comma 1- quater , c.p.p. al giudizio di cassazione, ha affermato la piena compatibilità della sua ratio con il meccanismo degli avvisi dovuti alle parti al fine di garantirne la conoscenza e, entro certi limiti e per lo più attraverso il patrocinio defensionale, la partecipazione al giudizio di legittimità, a prescindere dal dato testuale della previsione, che fa menzione della citazione a giudizio , formalmente propria della regolamentazione del processo di merito Cass. 39166/2023 . L'intenzione del legislatore nel prevedere uno specifico mandato ad impugnare, deve ritenersi senz'altro applicabile al giudizio di cassazione non solo in ragione della collocazione sistematica della norma Forme dell'impugnazione, nell'ambito del libro IX dedicato in generale alle impugnazioni, ma anche in considerazione della ratio sottesa alla Riforma che è quella di selezionare le impugnazioni, anche per il giudizio di cassazione , avendo comunque attenzione alla salvaguardia dei diritti delle parti e delle garanzie del giusto processo, in tal senso si muove la radicale rivisitazione del processo in absentia Cass. n. 47327/2023 . Va poi ribadito che attraverso la riforma del sistema impugnatorio il d.lgs. n. 150/2022 ha operato una scelta tutt'altro che irragionevole ed anzi ha inteso realizzare un equo contemperamento tra il diritto di difesa dell'imputato di cui all' articolo 24 Cost. , comma 2, articolo 27 Cost. , comma 2, articolo 111 Cost. , comma 1 e comma 2, primo alinea e articolo 117 Cost. , comma 1, e l'esigenza, fondata precipuamente sul rispetto del principio di ragionevole durata del processo , che rinviene tutela nell' articolo 111 Cost. , comma 2 secondo alinea, di una più celere ed efficiente organizzazione dello sviluppo del procedimento penale e degli strumenti dell'attività giurisdizionale propriamente detta, anche nella prospettiva di allontanare il pericolo della patologia dell'abuso del diritto. Muovendo da tali considerazioni, la pronuncia in commento ritiene legittima l'adozione della procedura de plano - che comporta la fissazione dell'udienza e la deliberazione senza avvisi alle parti - per la dichiarazione di inammissibilità del ricorso proposta dal difensore non legittimato in quanto non munito di mandato specifico conferito successivamente alla pronuncia di appello.

Presidente Petruzzellis – Relatore D'Agostini Il testo integrale dell'ordinanza sarà disponibile a breve.