Il difetto di legittimazione passiva del locatore del veicolo si fa valere mediante impugnazione del verbale di violazione al codice della strada

Deve, invece, essere rigettata, perché inammissibile, l’opposizione avverso la cartella di pagamento.

Lo ha affermato la terza sezione civile della Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 1383, pubblicata il 18 gennaio 2023. Il caso. Ricevuta la notifica di numerosi verbali di violazione al codice della strada relativi a veicoli dati a noleggio, una società di locazione di veicoli senza conducente comunicava il nominativo dei locatari all'organo accertatore affinché provvedesse alla rinotifica dei verbali nei loro confronti. Successivamente, ricevuta la notifica di una cartella esattoriale, proponeva opposizione ex art. 3 R.D. 14/1910 n. 639, eccependo l'inesistenza del titolo esecutivo per difetto di legittimazione passiva, ai sensi dell' art. 196, comma 1, C.d.S. Il Tribunale rigettava l'opposizione, confermando l'opposta ingiunzione, rilevando che avendo i verbali acquistato efficacia di titolo esecutivo, con l'opposizione si sarebbero potuti far valere solo fatti impeditivi, modificativi o estintivi successivi alla formazione del titolo. Il gravame, in assenza di ragionevole probabilità di accoglimento, veniva dichiarato inammissibile, con ordinanza ex artt. 348- bis e 348- ter c.p.c. Contro il provvedimento di primo grado è stato proposto ricorso per Cassazione con denuncia di violazione e falsa applicazione degli artt. 3 R.D. 639/1910, 201, 203, 204- bis , 205 e 206 C.d.S. , nonché del combinato disposto degli artt. 196, comma 1, e 84 C.d.S. , oltre a inadeguata, erronea, ingiusta valutazione delle domande proposte, e insufficienza, illogicità e contraddittorietà della motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio. L'ordinanza della Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il motivo infondato. Dopo aver ricordato che la sopravvenuta modifica dell' art. 196 C.d.S. , recata dall'art. 1, comma 1, lett. gter , d.l. n. 121/2021, convertito con modifiche dalla l. n. 156/2021 , risulta priva di rilevanza nel giudizio in esame, stante il fatto che, in materia di sanzioni amministrative, non trova applicazione il principio della retroattività della legge più favorevole, il Collegio procede all'esame diacronico della giurisprudenza di legittimità. Secondo un più risalente indirizzo Cass. civ., n. 9328/1998 , la comunicazione dell'identità del locatario si configura quale fatto sopravvenuto, idoneo a paralizzare la pretesa creditoria dell'Amministrazione. In tal senso, successivamente, si è ribadita la possibilità di far valere davanti al giudice del merito l'esclusione della responsabilità del noleggiatore ai sensi dell' art. 196 C.d.S. in riferimento all' art. 84 C.d.S. a condizione che il noleggiatore abbia comunicato all'organo accertatore, ai sensi dell'art. 386 Reg. C.d.S. le generalità del locatario Cass. civ., n. 16717/2004 . Peraltro, già il Ministero dell'Interno, con circolare del 15/1/1994, aveva affermato che l' art. 196 C.d.S. , nel disciplinare il principio di solidarietà, indica il locatario come responsabile in solido, escludendo da ogni responsabilità le imprese locatrici, con conseguente necessità per l'organo accertatore di provvedere alla rinotifica del verbale al locatario del veicolo indicati dalla società. Ancora, più di recente, si è ritenuta correttamente accertata l'illegittimità della cartella di pagamento, opposta ex art. 615 c.p.c., per fatti estintivi e impeditivi dell'obbligazione sanzionatoria, stante l'ottemperanza all'obbligo di comunicare all'ente impositore i nominativi di coloro che avevano preso a noleggio i veicoli, con ciò evitando che il verbale diventasse titolo esecutivo Cass. civ., n. 10833/2020 . Tuttavia, osserva la Corte, dall'arresto delle Sezioni Unite in tema di opposizione recuperatoria Cass. civ., n. 22080/2017 , si deve escludere, per chi dia in noleggio veicoli senza conducente, la possibilità di ricorrere allo strumento dell'opposizione all'esecuzione. Sulla base di ciò, il Collegio conferma l'altro orientamento Cass. civ., n. 13664/2017 Cass. civ., n. 1845/2018 e Cass. civ., n. 14552/2018 secondo il quale il difetto di legittimazione passiva ex art. 196 C.d.S., avrebbe dovuto essere dedotto dalla società mediante ricorso al prefetto, ex art. 203 C.d.S., o mediante opposizione al Giudice di Pace, ex art. 204- bis C.d.S., direttamente avverso il verbale al fine di impedire che lo stesso divenisse definitivo. D'altronde, il presunto obbligo di comunicazione risulta privo di base normativa, non individuabile nell'art. 386 Reg. C.d.S. , che non menziona, tra i soggetti tenuti a comunicare all'autorità di non essere titolare di uno dei diritti di cui all' art. 196 C.d.S. , il locatore del veicolo. Il ricorso è stato, conseguentemente, rigettato.

Presidente De Stefano - Relatore Guizz i Fatti di causa 1. La società S.B.C. S.p.a. ricorre, sulla base di un unico motivo, per la cassazione della sentenza n. 6675/2019, del 5 luglio 2019 , resa dal Tribunale di Milano, che ne ha respinto l'opposizione - R.D. 14 aprile 1910, n. 639, ex art. 3 - avverso ingiunzione di pagamento, in relazione a sanzioni per a dire della ricorrente, asserite infrazioni al codice della strada , sentenza già oggetto di gravame, che era stato però dichiarato inammissibile dalla Corte di Appello di Milano, con ordinanza ex artt. 348-bis e 348-ter c.p.c. . 2. Riferisce, in punto di fatto, l'odierna ricorrente di essere una società che svolge attività di autonoleggio di vetture senza conducente, sull'intero territorio nazionale. Ricevuta, pertanto, notificazione di numerosi verbali relativi a infrazioni stradali riscontrate, nel territorio milanese, a carico dei veicoli da essa dati in noleggio, S.B.C. provvedeva a comunicare al Comune di Milano il nominativo dei soggetti locatari/noleggiatori dei mezzi in questione, affinché esso provvedesse alla rinotifica dei verbali - in forza di quanto previsto dalla circolare del Ministero dell'Interno del 10 gennaio 2019, n. 300/A/245/19/149/2018/06 - a tali soggetti, responsabili in solido con gli eventualmente diversi, effettivi, trasgressori. Ciò nonostante, la suddetta società - raggiunta, successivamente, dalla notificazione di una cartella che le intimava il pagamento di Euro 60.935,00 - si vedeva costretta a proporre opposizione R.D. 14 aprile 1910, n. 639, ex art. 3. In tale sede eccepiva l'inesistenza del titolo esecutivo per difetto di legittimazione passiva, ai sensi dell' art. 196 C.d.S. , comma 1, norma in base al quale, in caso di noleggio di veicoli senza conducente, il solo locatario - essa assumeva - risponde solidalmente, in vece del proprietario, con l'autore della violazione. Si costituiva in giudizio il Comune di Milano, eccependo l'inammissibilità dell'opposizione, in quanto i verbali di accertamento erano stati tutti notificati alla S.B.C., soggetto locatario che, per sua stessa ammissione aveva a sua volta sublocato le automobili a terzi. L'adito giudicante, come detto, rigettava integralmente l'opposizione proposta dalla S.B.C., confermando l'opposta ingiunzione del Comune di Milano, e ciò sul rilievo che i verbali di contestazione di infrazione stradale - in assenza di opposizione al Prefetto o al Giudice di pace ovvero di pagamento in misura ridotta ai sensi degli artt. 203 e 204-bis C.d.S. - avessero acquistato efficacia di titoli esecutivi, rispetto a quali, con lo strumento dell'opposizione, si sarebbero potuti far valere solo fatti impeditivi, modificativi o estintivi successivi alla formazione del titolo. Esperito gravame dall'opponente, il giudice di appello lo dichiarava inammissibile, in assenza di ragionevole probabilità di accoglimento. 3. Avverso la sentenza del Tribunale ambrosiano ha proposto ricorso per cassazione S.B.C., sulla base - come detto - di un unico motivo. 3.1. Esso denuncia - ai sensi dell' art. 360 c.p.c. , comma 1, nn. 3 e 5 - violazione e falsa applicazione del R.D. n. 639 del 1910, art. 3, degli artt. 201,203,204-bis, 205 e 206 C.d.S. , nonché del combinato disposto dell'art. 196, comma 1, e art. 84 del medesimo codice, oltre a inadeguata, erronea, ingiusta valutazione delle domande proposte dalla ricorrente, ed infine insufficienza, illogicità e contraddittorietà della motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio. Infatti, secondo la ricorrente, avendo essa provveduto a comunicare, tempestivamente, alla Polizia municipale di Milano i nominativi lei soggetti locatari dei veicoli interessati dalle riscontrate infrazioni al codice stradale, con ciò avrebbe evitato che il singolo verbale divenisse titolo esecutivo nei confronti della medesima . Avrebbe, pertanto, errato il Tribunale di Milano, in ragione della qualificazione dell'opposizione promossa, nel non accertare l'illegittimità dell'ingiunzione di pagamento, per fatti estintivi e impeditivi dell'obbligazione sanzionatoria. A conferma di tale impostazione, inoltre, la ricorrente deduce che, in base al combinato disposto degli artt. 196 e 84 C.d.S. , in caso di noleggio di veicoli senza conducente, il solo locatario risponde solidalmente, in vece del proprietario/locatore, con l'autore della violazione, donde il difetto di legittimazione passiva di essa S.B.C., dedotto in giudizio come causa di inesistenza del titolo esecutivo. Circostanza che l'adito giudicante avrebbe dovuto senz'altro valutare, considerato che la sua cognizione non doveva limitarsi alla verifica dei presupposti formali di validità dell'atto impositivo, ma estendersi al merito della pretesa. In tal senso, del resto, oltre al consolidato orientamento espresso - nell'ambito della giurisprudenza di merito maggiormente interessatasi di detto contenzioso - dal Tribunale di Palermo, la ricorrente richiama alcuni arresti di questa Corte sono citate Cass. Sez. 1, sent. 18 settembre 1998, n. 9328 Cass. Sez. 1, sent. 2/4 agosto 2004, n. 16717 . Ne' in senso contrario potrebbe, invece, invocarsi la pronuncia di questo giudice di legittimità - si tratta di Cass. Sez. 2, sent. 24 settembre 2015, n. 18988 - che ha interpretato il suddetto combinato disposto normativo nel senso di ritenere il locatore, comunque, tenuto in solido al pagamento della sanzione, anche nel caso della locazione del veicolo senza conducente, e ciò sul rilievo che il rapporto di locazione riguarda solo il locatore e il locatario e che il nominativo di quest'ultimo è noto al solo locatore . Difatti, proprio la circostanza che - come avvenuto anche nel caso che occupa - i nominativi dei locatari fossero stati previamente comunicati farebbe venire meno la ratio del riconoscimento della responsabilità solidale anche del locatore/proprietario. D'altra parte, nel senso del proprio difetto di legittimazione, la ricorrente invoca la necessità che delle norme relative alle sanzioni amministrative - tale essendo quella di cui al citato art. 196 C.d.S. - venga esclusa un'interpretazione estensiva, o addirittura analogica, in malam partem . Infine, il Comune di Milano - assume la ricorrente - non avrebbe mai provato di non aver già incassato, dai locatari, le somme oggetto della cartella. 4. Ha resistito all'avversaria impugnazione, con controricorso, il Comune di Milano, eccependo l'inammissibilità del ricorso, in quanto promosso in violazione dell' art. 360-bis c.p.c. . 5. Entrambe le parti hanno depositato memoria. Ragioni della decisione 6. Il ricorso va rigettato. 6.1. In via preliminare, va dato atto che la sopravvenienza normativa, richiamata dalla ricorrente nella propria memoria l' art. 196 C.d.S. è stato, infatti, modificato dal D.L. 10 settembre 2021, n. 121, art. 1, comma 1, lett. g-ter, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 novembre 2021, n. 156 , sebbene destinata, pro futuro , ad incidere sulla questione oggi all'esame di questa Corte, risulta priva di rilevanza, invece, rispetto al presente giudizio. Va, infatti, ribadito che in materia di sanzioni amministrative - tali essendo quelle comminate all'odierna ricorrente e costituenti il presupposto della cartella di pagamento fatta dalla stessa, poi, oggetto di opposizione - non trova applicazione il principio della retroattività della legge più favorevole da ultimo, cfr. Cass. Sez. 2, sent. 13 giugno 2022, n. 19030 , Rv. 664993-01 . E', dunque, in applicazione della normativa previgente che va esaminato il complesso motivo oggetto del presente ricorso. 6.2. Il motivo non è fondato. 6.2.1. Nello scrutinarlo, reputa questo collegio che si debba muovere dalla constatazione - esaminando la giurisprudenza di legittimità, formatasi in materia, in una prospettiva diacronica che effettivamente, come sostenuto dalla ricorrente, non mancano arresti a favore della tesi da essa sostenuta. La sentenza citata, dunque, configura effettivamente la comunicazione dell'dentità del locatario quale fatto sopravvenuto rispetto alla notificazione dell'infrazione stradale ex art. 201 C.d.S. , idoneo a paralizzare - sebbene non sia chiaro se con efficacia impeditiva o addirittura estintiva la pretesa creditoria dell'Amministrazione. Analogo ordine di idee è stato espresso pure da una successiva pronuncia di questa Corte, che richiama specificamente quella appena illustrata, ribadendo essere legittimo e possibile il far valere davanti Il giudice del merito la esclusione della responsabilità del noleggiatore, per affermare quella di coloro che hanno noleggiato tali autoveicoli, ai sensi dell' art. 196 C.d.S. , in riferimento all'art. 86 recte art. 841 C.d.S. , fermo restando, però, che tale concentrazione della responsabilità per la violazione alle regole del codice stradale in capo a colui che abbia noleggiato l'autoveicolo, suppone che il noleggiatore abbia comunicato agli organi accertatori, o all'ente cui essi fanno capo, ai sensi dell'art. 386 reg. esec. ed att. cod. cit., le generalità del locatario presunto trasgressore , e che tale obbligo sia stato allegato fin dal primo atto giurisdizionale, con il quale s'impugni la cartella esattoriale-titolo esecutivo, emessa dopo la notifica del verbale di violazione amministrativa Cass. Sez. 1, sent. 24 agosto 2004, n. 16717 , non massimata . Da segnalare, di questa pronuncia, è soprattutto il riferimento all'art. 386 reg. esec. C.d.S. , individuato quale fondamento dell'obbligo di comunicazione dei nominativi dei presunti trasgressori nonché, per l'Amministrazione, della necessità della rinnovata notificazione, ad essi, dei verbali di accertamento dell'infrazione . Tale norma, per vero, stabilisce che l'intestatario del certificato di proprietà o uno dei soggetti indicati nell'art. 196 del codice - tra i quali non vi e', però, menzione del locatore , bensì del locatario del veicolo come sottolinea Cass. Sez. 6-3, ord. 30 maggio 2017, n. 13664, non massimata, pronuncia sulla quale si ritornerà più avanti - che, pertanto, esclude che tale norma si possa porre a fondamento di tale obbligo di comunicazione sia tenuto ad informare, con dichiarazione contenente, nel caso di alienazione, gli estremi dell'atto notarile, l'ufficio o il comando procedente, di non essere proprietario del veicolo, né titolare di alcuno dei diritti di ali al medesimo art. 196 . Peraltro, sempre a sostegno di tale impostazione, l'odierna ricorrente richiama pure - ma un riferimento ad essa vi era già nella parte in fatto di Cass. Sez. 1, sent. 16717 del 2004 , cit. quanto previste, dalla circolare del Ministero dell'Interno del 15 gennaio 1994, n. 300/A/48507/113/2. Nella citata circolare si afferma che l' art. 196 C.d.S. , nel disciplinare il principio di solidarietà, indica il locatario come responsabile in solido, con l'autore della violazione, nelle ipotesi di infrazioni commesse con veicoli adibiti a locazione senza conducente art. 84 , escludendo da ogni responsabilità le imprese locatrici , sicché - posto che il dettato della norma non consente margini interpretativi - si affermava la necessità per l'organo accertatore, una volta verificato che il veicolo è di proprietà di una società di noleggio , di provvedere all'ulteriore notifica del verbale di contestazione al locatario o al conducente del veicolo indicato dalla Società stessa , poiché in tal modo si evita di attivare un'anomala procedura per la quale i verbali divengono, erroneamente, dopo 60 giorni dalla notifica alla Società, titoli esecutivi nei confronti della stessa, innestando un contenzioso che, oltre ad aggravare inutilmente il lavoro della Prefettura, comporta un maggiore onere per l'Amministrazione necessariamente soccombente . 6.2.2. Ciò detto, tale risalente indirizzo - come si notava in premessa - è stato, di recente, riproposto da questa Corte. Essa - nel rigettare un ricorso del Comune di Firenze avverso sentenza del Tribunale di Palermo, confermativa dell'accoglimento dell'opposizione ex art. 615 c.p.c. proposta proprio dalla società S.B.C. in relazione a cartella di pagamento relativa a crediti del Comune per sanzioni conseguenti ad infrazioni stradali - ha affermato che tale società aveva ottemperato all'obbligo su di essa gravante di comunicare all'ente impositore i nominativi ed i recapiti di coloro che avevano preso a noleggio i veicoli, con ciò evitando che il verbale divenisse titolo esecutivo su tali basi questa Corte ha ritenuto che la decisione allora impugnata avesse correttamente accertato l'illegittimità della cartella di pagamento opposta per fatti estintivi ed impeditivi dell'obbligazione sanzionatoria così, in motivazione, Cass. Sez. 3, ord. 10833 del 2020 , cit. . Si e', pertanto, ritenuto corretto l'impiego, da parte della società S.B.C., dello strumento dell'opposizione ex art. 615 c.p.c. , osservandosi come il ricorso all'opposizione prevista dalla L. n. 689 del 1981 ovvero ratione temporis , dal D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 7 è limitato ai casi in cui la parte deduca vizi della notifica del verbale, quando il destinatario non abbia avuto conoscenza del procedimento di formazione del titolo in ragione di un correlativo vizio, radicandosi altrimenti il rimedio generale dell'opposizione all'esecuzione così, nuovamente, Cass. Sez. 3, ord. 10833 del 2020 , cit. . Da segnalare e', inoltre, la circostanza che la pronuncia in esame, nel pervenire a tale intima conclusione, abbia inteso riferirsi al noto arresto delle Sezioni Unite in tema di opposizione c.d. recuperatoria si tratta di Cass. Sez. Un., sent. 22 settembre 2017, n. 22080 , Rv. 645323-01 . 6.2.3. Tuttavia, proprio il riferimento all'arresto delle Sezioni Unite determina - diversamente da quanto si legge nella sentenza di questa Terza Sezione da ultimo citata - la necessità di ribadire l'orientamento tradizionale di cui meglio si dirà di seguito , che esclude, per chi dia in noleggio autovetture senza conducente, la possibilità di ricorrere allo strumento dell'opposizione all'esecuzione. E' noto, infatti, che le Sezioni Unite - sul presupposto che la notificazione del verbale di accertamento di infrazione stradale, per come delineata dal legislatore nella norma apposita , ovvero l' art. 201 C.d.S. , comma 5, non è presupposto di esistenza del titolo esecutivo , bensì fatto costitutivo del mantenimento del diritto dell'amministrazione ad ottenere il pagamento della sanzione - ha ritenuto che l'omessa o invalida notificazione non attiene al rapporto, ma all'agire dell'amministrazione, impedendo non tanto la formazione del titolo esecutivo stragiudiziale quanto il completamento della fattispecie sostanziale che dà luogo alla pretesa sanzionatoria che consente la riscossione coattiva così Cass. Sez. Un., sent. n. 22080 del 2017 , cit. . Per questa ragione, esse hanno affermato che il rimedio tipico per fare valere i vizi del titolo esecutivo costituito dal verbale di accertamento va individuato nell'opposizione a questo verbale , giacché, una volta escluso che l'omessa o la tardiva o l'invalida notificazione del verbale di accertamento impedisca la formazione del titolo esecutivo, influenzando piuttosto la regolarità formale dell'azione della p.a., va esclusa la possibilità di esperire l'opposizione all'esecuzione così, nuovamente, Cass. Sez. Un., sent. n. 22080 del 2017 , cit. . Su tali basi, dunque, va confermato l'orientamento secondo cui, il dedotto difetto di legittimazione passiva - per l'inapplicabilità, alle società di noleggio veicoli senza conducente, dell' art. 196 C.d.S. - avrebbe dovuto farsi valere, da parte della S.B.C., sin dalla notificazione dei verbali di contestazione di infrazione stradale, mediante impugnazione al prefetto o al giudice di pace, ex artt. 203 e 204-bis C.d.S. , per impedire che gli stessi divenissero definitivi in tal senso, Cass. Sez. 6-3, ord. 13664 del 2017, cit., nonché, in motivazione, sia Cass. Sez. 6-2, ord. 25 gennaio 2018, n. 1845, Rv. 64738401 che Cass. Sez. 6-2, ord. 5 giugno 2018, n. 14552 , non massimata . D'altra parte, in senso contrario a tale conclusione non può addursi la circostanza - invece nuovamente valorizzata, da ultimo, sempre da Cass. Sez. ord. 10833 del 2020, cit. - secondo cui l' art. 196 C.d.S. nel testo applicabile ratione temporis al presente giudizio non include il noleggiatore tra i soggetti responsabili in solido, ex art. 196 C.d.S. , con il responsabile dell'infrazione. Sul punto, va ribadito che, secondo l'indirizzo giurisprudenziale qui riconfermato, l'argomento puramente testuale , sul quale si fonda la tesi che nega la legittimazione passiva del noleggiatore, non convince, perché privo di una sistematica valutazione della disciplina della solidarietà dettata in via generale dall' art. 196 C.d.S. . Esso, difatti, non tiene conto della ratio complessiva della norma in questione, che ha voluto prevedere soggetti diversi dal proprietario del veicolo, quali obbligati in via solidale, solo nelle ipotesi specificamente indicate come l'usufruttario, l'acquirente con patto di riservato dominio o l'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria invero il silenzio serbato dalla norma sul semplice locatore del veicolo si spiega in ragione dell'agevole identificabilità, negli altri casi diversamente dalla locazione semplice , del soggetto solidalmente responsabile , sicché la norma intende assicurare, attraverso la titolarità di un diritto adeguatamente e agevolmente accertabile, la possibilità di ottenere il pagamento della sanzione . Invece, nel caso della locazione del veicolo senza conducente, il rapporto di locazione riguarda solo il locatore e il locatario e il nominativo di quest'ultimo è noto al solo locatore , tale essendo la ragione della mancata equiparazione del locatore alle ipotesi su indicate così, in motivazione, Cass. Sez. 6-2, sent. 24 settembre 2015, n. 18988, Rv. 636528-01 Cass. Sez. 6-2, ord. 25 gennaio 2018, n. 1845, Rv. 647384-01 Cass. Sez. 6-2, ord. 5 giugno 2018, n. 14452, non massimata Cass. Sez. 2, ord. 17 gennaio 2019, n. 1214 Cass. Sez. 6-3, ord. 19 febbraio 2019, n. 4735 Cass. Sez. 6-3, ord. 26 maggio 2020, n. 9675 Cass. Sez. 2, ord. 15 settembre 2021, n. 24926 . Ne' può dirsi, in senso contrario che la ratio decidendi di queste sentenze, in quanto basata espressamente sulla necessità che il proprietario-locatore collabori alla identificazione del trasgressore comunicandone le generalità , non ricorre allorché il comportamento del noleggiatore sia stato sempre improntato alla massima collaborazione , sicché non vi è ragione per ipotizzare una corresponsabilità del proprietario locatore nelle ipotesi in cui abbia ottemperato al proprio onere di comunicazione delle generalità dei soggetti locatari degli autoveicoli , dovendo essere ritenuto estraneo ad ogni responsabilità, non avendo avuto la materiale disponibilità dei veicoli, e ciò in forza della norma speciale contenuta nel combinato disposto tra art. 196 C.d.S. , comma 1 ed art. 84 C.d.S. e dei generale principio di stretta legalità delle sanzioni amministrative che deve ispirare l'interpretazione delle relative disposizioni così Cass. Sez. 3, ord. 10833 del 2020 , cit. . Questa affermazione, infatti, non tiene in debito conto una circostanza già rilevata - peraltro, solo incidentalmente - da questa Corte, ed alla quale già sopra si accennava. Ovvero, che tale obbligo di comunicazione risulta privo di base normativa, non individuabile nell'art. 386 reg. esec. C.d.S. , che non menziona - tra i soggetti tenuti a comunicare alle autorità competenti, in caso di alienazione del veicolo, di non essere proprietario o titolare di uno dei diritti di cui all' art. 196 C.d.S. - il locatore del veicolo come già sottolineato da Cass. Sez. 6-3, ord. n. 13664 del 2017, cit. . 6.2.4. In conclusione, il ricorso va rigettato, dovendo ribadirsi l'inammissibilità dell'opposizione, non potendo configurarsi l'avvenuta comunicazione, da parte della società di noleggio, del nominativo dei propri clienti quale fatto sopravvenuto estintivo della pretesa creditoria di cui alla cartella di pagamento, costituendo, piuttosto, circostanza da farsi valere mediante opposizione ai verbali di contestazione dell'infrazione stradale. 7. L'esistenza di orientamenti non del tutto univoci nella giurisprudenza di questa Corte consente l'inl egrale compensazione, tra le parti, delle spese del presente giudizio di Si tratta, infatti, di evenienza idonea ad integrare giusto motivo ex art. 92 c.p.c. , nel testo vigente essendo stata l'opposizione all'esecuzione proposta con citazione del 31 maggio 2016 , ovvero non solo come novellato dal D.L. 12 settembre 2014, n. 132, art. 13, comma 1, convertito, con modificazioni, dalla L. 10 novembre 2014, n. 162 , ma come risultante dall'intervento additivo operato dalla Corte costituzionale sentenza n. 77, del 19 aprile 2018 . In base ad esso, infatti, si fa luogo alla compensazione delle spese di lite non soltanto se vi è soccombenza reciproca ovvero nel caso di assoluta novità della questione trattata o mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti , ma pure in presenza di ragioni analoghe - ossia di pari, o maggiore, gravità, ed eccezionalità - rispetto a quelle testualmente previste . Nel novero delle stesse, dunque, può farsi rientrare anche la non univocità del diritto vivente di questa Corte nella materia esaminata. 8. In ragione del rigetto del ricorso, sussiste, a carico della ricorrente, l'obbligo di versare, se dovuto secondo un accertamento spettante all'amministrazione giudiziaria Cass. Sez. Un., sent. 20 febbraio 2020, n. 4315 , Rv. 657198-01 , l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso, compensando integralmente tra le parti le spese del presente giudizio di legittimità. Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 , comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1 , comma 17 la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente, se dovuto, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari, in ipotesi, a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.