Timbra e sottrae alcune ricette del medico: legittimo il licenziamento dell’infermiera

Inutile l’opposizione della lavoratrice. Confermato il provvedimento adottato da un’azienda socio-sanitaria territoriale. Evidente la gravità del comportamento dell’infermiera, gravità che rende impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro.

Sacrosanto il licenziamento dell’infermiera che, approfittando della momentanea assenza della dottoressa, timbra e sottrae alcune ricette mediche per poi occultarle nella propria borsetta. Scenario della vicenda è un’Azienda socio-sanitaria territoriale della Lombardia. A finire sotto accusa è un’infermiera, che nel febbraio del 2016 viene licenziata senza preavviso poiché beccata ad avere timbrato alcune ricette mediche del prontuario di una dottoressa, momentaneamente assente in quel frangente , poi occultate nella propria borsetta personale custodita in un armadietto . Secondo l’azienda è palese la gravità dell’episodio, poiché ci si trova di fronte a comportamenti costituenti inosservanza, di particolare gravità, delle disposizioni di servizio e ad una condotta non conforme ai principi di correttezza verso superiori o altri dipendenti o nei confronti degli utenti o di terze persone . Senza dimenticare, poi, la distrazione di beni di spettanza o di pertinenza dell’azienda o ente o ad essa affidati, la violazione di doveri di comportamento e l’inosservanza del Codice di comportamento’ dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni . Per i giudici di merito è corretta la valutazione compiuta dall’azienda, e quindi è da confermare il licenziamento dell’infermiera, poiché la sanzione è proporzionata alla gravità delle condott e . Su quest’ultimo punto, poi, viene ricordato che il contratto collettivo prevede l’applicazione della sanzione del licenziamento senza preavviso in caso di commissione in genere anche nei confronti di terze persone di fatti o atti anche dolosi, che, costituendo o meno illeciti di rilevanza penale, sono di gravità tale da non consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto di lavoro . In ultima battuta, poi, i giudici di merito chiariscono che la mancata sospensione cautelare della lavoratrice dal servizio nel periodo compreso tra la contestazione disciplinare e il licenziamento non può essere ritenuta significativa di una non incidenza della condotta incriminata sul vincolo fiduciario . Inutile il ricorso in Cassazione proposto dall’infermiera, che vede invece confermato il licenziamento deciso dall’azienda. I Magistrati di terzo grado condividono le valutazioni compiute dai giudici d’Appello sulla gravità dei fatti addebitati alla lavoratrice. In particolare, viene chiarito che l’utilizzo non autorizzato del timbro del medico di turno e la sottrazione di ricette dal prontuario del dottore costituiscono condotte che, indipendentemente dalla finalità ad esse sottesa e dalla gravità della situazione familiare dell’infermiera sotto accusa, compromettono la fiducia dell’azienda nei confronti della lavoratrice e inducono a dubitare del futuro corretto adempimento, da parte della dipendente, degli obblighi discendenti dal rapporto di lavoro . Peraltro, la lesione del vincolo fiduciario si connota come irreparabile anche avuto riguardo alla delicatezza delle mansioni svolte dalla lavoratrice . Su questo punto i Giudici sottolineano che le mansioni di infermiera professionale comportano l’assunzione di significative responsabilità ed includono compiti di collaborazione con il personale medico e di maneggio di documenti e beni aziendali, tra cui farmaci, rispetto ai quali l’elemento fiduciario assume il massimo rilievo . Palese, quindi, la gravità dei comportamenti dell’infermiera, gravità tale da non consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto di lavoro , anche tenendo presenti la connotazione soggettiva del vincolo fiduciario che lega la lavoratrice all’azienda e la particolare delicatezza del ruolo rivestito dalla dipendente .

Presidente Manna Relatore Marotta Il testo integrale della sentenza sarà disponibile a breve.