Dolo eventuale e colpa cosciente nel reato di lesioni personali

Pronunciandosi in merito al delitto di lesioni personali, la Suprema Corte ricorda la sottile distinzione tra dolo eventuale e colpa cosciente, soffermandosi ulteriormente sull’attendibilità delle dichiarazioni della persona offesa.

In una recente sentenza avente ad oggetto il reato di lesioni personali , la Corte di Cassazione ha avuto modo di soffermarsi sull'elemento soggettivo del delitto, tornando sulla sottile distinzione che intercorre tra dolo eventuale e colpa cosciente , nonché sul tema dell'attendibilità delle dichiarazioni della persona offesa. L'imputata ricorreva per la cassazione della sentenza con la quale veniva condannata per suddetto reato di cui all' art. 582 c.p. , commesso in occasione di una lite per ragioni di parcheggio in una via di Milano adiva i Supremi Giudici lamentando come l'attendibilità della p.o. fosse frutto di una valutazione contraddittoria e come la condanna avesse ritenuto sussistente l'elemento soggettivo del dolo eventuale in luogo di quello della colpa cosciente. Con riguardo all' attendibilità della persona offesa , la stessa era stata valutata in maniera differente dal Tribunale di primo grado e dalla Corte d'appello. La credibilità della stessa era stata già messa in dubbio dal Giudice di seconde cure con riferimento ad alcuni profili del fatto, ma fu considerata valida con riferimento alle circostanze , dichiarate al pronto soccorso, in cui le vennero inferte le lesioni, delle quali si dava atto nel certificato medico poi rilasciato e sulle quali la Corte territoriale non argomentava, non valutandone la credibilità pur avendo di fatto sconfessato la veridicità delle altre dichiarazioni della persona offesa sulla base di altri elementi oggettivi che ne avevano fornito una palese smentita. Ciò avrebbe dovuto portare ad un differente giudizio di attendibilità anche con riferimento alle circostanze in cui le lesioni vennero a crearsi. Con riferimento invece all' elemento soggettivo , la Suprema Corte cita il discrimen tra dolo eventuale e colpa cosciente chiarito dalle Sezioni Unite ricorre il primo quando l'agente si sia chiaramente rappresentato la possibilità di verificazione dell'evento concreto e, nonostante questo, abbia comunque agito di fatto accettando l'eventuale prezzo da pagare vi è invece colpa cosciente quando la volontà dell'agente non è diretta verso l'evento ed egli pur avendo presente il collegamento causale tra la violazione delle norme cautelari e l'evento illecito, si astiene dall'agire doveroso per trascuratezza, imperizia, insipienza o irragionevolezza Cass. pen., sez. Unite, ud. 24 aprile 2014 dep. 18 settembre 2014 , n. 38343 . È quindi sul piano della volizione che si deve cercare la distinzione, ma ai fini del dolo eventuale non basta aver previsto l'evento, ma è necessario altresì averlo accettato come conseguenza eventuale. Nel caso concreto, la Corte d'appello, dopo aver premesso che sarebbe stato logico ritenere che l'imputata abbia urtato la persona offesa in maniera affrettata con l'auto e per via dello stato di agitazione creatosi, ha di fatto tuttavia escluso la colpa cosciente sulla scorta che l'imputata non avrebbe offerto elementi utili a ritenere che al momento dei fatti, per trascuratezza, ritenne di essere tanto abile da poter evitare l'impatto con la p.o A parere dei Giudici, la Corte territoriale non ha tenuto conto delle circostanze del fatto che invece avrebbero dovuto far propendere per il riconoscimento di una colpa cosciente. Il ricorso dell'imputata viene accolto, la sentenza annullata con rinvio.

Presidente Palla Relatore Belmonte Il testo integrale della sentenza sarà disponibile a breve.