POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
martedì 25 settembre 2018
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
FAMIGLIA e SUCCESSIONI

unioni civili | 08 Giugno 2016

Unioni civili e convivenze di fatto sono legge, ma cerchiamo di capirne di più

di Luca Tantalo - Avvocato

E’ stato approvato mercoledì 11 maggio scorso, alla Camera dei Deputati, il disegno di legge sulle unioni civili con la apposizione da parte del Governo della fiducia, sul testo già approvato al Senato a febbraio. Di conseguenza, il testo è legge, anche se non è ancora dato di sapere quando verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e istituisce per la prima volta in Italia l'unione civile tra persone dello stesso sesso, oltre a regolare le convivenze di fatto che possono riguardare tanto coppie eterosessuali quanto coppie omosessuali.

Di seguito una brevissima descrizione delle principali novità.

Le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Ai sensi della norma approvata mercoledì 11 maggio 2016, l'unione civile tra persone dello stesso sesso – che viene valutata come "formazione sociale" ai sensi degli artt. 2 e 3 della Costituzione - è costituita da due persone maggiorenni dello stesso sesso, mediante dichiarazione di fronte all'ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni. Il regime patrimoniale ordinario dell'unione civile omosessuale sarà quello della comunione dei beni (art. 159 c.c.), fatta salva la possibilità che le parti stipulino una convenzione patrimoniale diversa. Resta ferma, quindi, la possibilità di optare per la separazione dei beni.
Sono disciplinati dalla legge i diritti e doveri derivanti dall'unione civile omosessuale, sulla scorta di quanto previsto dall’art. 143 del codice civile sul matrimonio (ad eccezione dell'obbligo di fedeltà, non previsto per le coppie dello stesso sesso). Oltre all'applicazione della disciplina sugli obblighi alimentari prevista dal codice civile, la costituzione dell'unione comporta che le parti acquistino gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri, in particolare, per quanto riguarda il dovere reciproco all'assistenza morale e materiale, alla coabitazione nonché al contributo ai bisogni comuni, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, come accade nel matrimonio. Allo stesso modo, è previsto che l'indirizzo della vita familiare e la residenza comune siano concordati tra le parti. Viene, inoltre, estesa alle unioni civili tra persone dello stesso sesso la disciplina del cd. ordine di protezione da parte del giudice, in caso di grave pregiudizio per l'integrità fisica o morale di una delle parti.
In caso di morte, andranno corrisposte al partner sia l'indennità dovuta dal datore di lavoro (ex art. 2118 c.c.) che quella relativa al trattamento di fine rapporto (ex art. 2120 c.c.).
In relazione alla successione, si applica ai partner dell'unione civile parte della disciplina contenuta nel libro secondo del codice civile, comprese quelle relative ai diritti dei legittimari. In pratica, le parti hanno diritto all’eredità.
A parte le disposizioni del codice civile non richiamate espressamente e di quelle della legge sull'adozione, le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi», «marito» e «moglie», ovunque ricorrano nelle leggi, nei regolamenti, negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicheranno anche alla parte della unione civile tra persone dello stesso sesso.
Quanto allo scioglimento dell'unione civile, viene ripresa gran parte della normativa relativa alle cause di divorzio, sia in relazione alle cause di scioglimento che per quel che riguarda le conseguenze patrimoniali. Saranno, poi, applicabili alle stesse unioni civili le stesse discipline acceleratorie della separazione e dello scioglimento del matrimonio (negoziazione assistita, procedura semplificata davanti al sindaco quale ufficiale di stato civile).
Viene poi data attuazione a quanto indicato dalla Corte Costituzionale con riguardo alla rettificazione del sesso di uno dei coniugi: se, infatti, dopo la rettificazione di sesso, i coniugi manifestano la volontà di non sciogliere il matrimonio o non cessarne gli effetti civili, questo si trasforma automaticamente in unione civile tra persone dello stesso sesso.

Le convivenze di fatto. In base alla legge, la convivenza di fatto riguarda sia le coppie eterosessuali che coppie omosessuali. Sono considerati conviventi di fatto due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale e coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune. Ovviamente, avranno meno diritti e tutele rispetto a quelle previste per le unioni civili.
I conviventi di fatto avranno alcune prerogative normalmente spettanti ai coniugi. Tra gli altri, i diritti di visita previsti dall'ordinamento penitenziario, il diritto di visita e di accesso ai dati personali in ambito sanitario, questione che fino ad oggi aveva dato il via a grandi polemiche; la facoltà di designare il partner come rappresentante per l'assunzione di decisioni in materia di salute e per le scelte sulla donazione di organi; di diritti inerenti la casa di abitazione; di facoltà riconosciute in materia di interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno; del diritto al risarcimento del danno da fatto illecito.
I partner potranno stipulare un contratto di convivenza, attraverso il quale disciplinare i loro rapporti patrimoniali. La legge specifica i possibili contenuti del contratto, con il quale i conviventi possono fissare la comune residenza, indicare le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, scegliere il regime patrimoniale della comunione dei beni, cui si applicano le regole del codice civile.
Il contratto di convivenza si risolve in caso di morte; di recesso unilaterale o di accordo tra le parti; in caso di matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente e un terzo.
Alla cessazione della convivenza di fatto potrà conseguire il diritto agli alimenti in capo ad uno dei due partner. Tale diritto deve però essere affermato da un giudice, ove il convivente versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento (ex art. 438 c.c.). Spetta allo stesso giudice determinare la misura degli alimenti (quella prevista dal codice civile) nonché la durata dell'obbligo alimentare in proporzione alla durata della convivenza.



— Le unioni civili: qualificazione, costituzione, cause impeditive e impugnazioni

— La certificazione – Il cognome – I diritti e i doveri delle parti

— Lo scioglimento

— Le convivenze di fatto