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CIVILE e PROCESSO

privacy | 31 Ottobre 2018

La tecnologia Blockchain: un panorama aggiornato sugli attuali scenari tecnici e normativi e le criticità relative alla protezione dei dati personali alla luce del Regolamento UE 679/2016

di Alessandro del Ninno e Massimo Simbula - Avvocati

Nel novembre del 2008 un utente internet noto come Satoshi Nakamoto pubblicò un paper dal titolo “Bitcoin: a peer to peer electronic cash system”, per poi pubblicare il relativo protocollo informatico su The Cryptography Mailing list disponibile su metzdowd.com.

Bitcoin e la tecnologia Blockchain. Nel 2009 Nakamoto ha distribuito la prima versione del software client e successivamente ha contribuito al progetto in via anonima insieme ad altri sviluppatori, per ritirarsi dalla comunità di Bitcoin nel 2010.
La distribuzione del software è un evento che oggi ci consente di immaginare modelli di società digitalizzata basati su un concetto del tutto nuovo e rivoluzionario: un bene digitale di cui spossessarsi in maniera definitiva e non duplicabile.
Grazie a Satoshi Nakamoto (probabile pseudonimo che cela una identità ad oggi sconosciuta) e al suo paper noi oggi possiamo immaginare la possibilità di trasferire o sottoscrivere un elemento digitale definitivamente, senza potercene tenere una copia, senza poterlo riprodurre, senza poterlo falsificare e dando certezza su chi lo ha trasferito e su quando lo ha fatto.
Satoshi Nakamoto, in parole semplici, ha introdotto all’interno del concetto infinito del mondo digitale, un elemento finito: la scarsità di energia e tempo.
Lo ha fatto per creare una nuova moneta digitale svincolata da qualunque banca o potere centrale.
Ma, forse inconsapevolmente, ci ha regalato la più grande invenzione tecnologica di tutti i tempi poiché così come oggi è possibile dare univocità e certezza al trasferimento di una transazione Bitcoin, allo stesso modo potremmo dare univocità e certezza ad un qualunque atto giuridico, ad una sentenza, ad un quadro, alla provenienza di un capo di abbigliamento o di un prodotto alimentare e, non da ultimo (e con le dovute precisazioni e criticità del caso), ad un voto in una elezione.
La c.d. “Blockchain” o catena di blocchi, è, nella sostanza, un processo in cui un insieme di soggetti condivide risorse informatiche per rendere disponibile alla comunità di utenti un database virtuale. Questa è la tecnologia che sta alla base di Bitcoin e di numerose altre cripto valute.
La Blockchain è fondamentalmente un registro aperto e distribuito che può memorizzare atti e transazioni in modo affidabile, verificabile e permanente.
Una sorta di “libro giornale” contenente la storia di tutti gli atti e transazioni tra due o più parti, e dove ogni pagina del libro è un blocco legato alle altre pagine mediante l’uso di sistemi crittografici. In particolare, ogni blocco della catena contiene un puntatore “hash” come collegamento al blocco precedente, un timestamp e i dati della transazione.
Attraverso la tecnologia Blockchain, applicata a Bitcoin, e semplificando notevolmente, ogni utente “parla” con gli altri utenti informandoli di una specifica transazione, aggiornando, così, ogni pagina del cosiddetto registro distribuito (o distributed ledger da cui deriva la definizione anglosassone “Distributed Ledger Technologies” o DLT).
Naturalmente esistono delle precise regole (un protocollo di aggiornamento) su come “realizzare” (rectius “calcolare”) le pagine di questo libro giornale virtuale al fine di allineare tutti i partecipanti a dei criteri specifici evitando così potenziali frodi e duplicazioni delle transazioni.
La Blockchain quindi, in questo contesto, serve ad autenticare la validità delle transazioni attraverso un vero e proprio processo di firma elettronica caratterizzata da un originale e sofisticato sistema basato sulla crittografia.
Blockchain, secondo diversi studiosi che per primi hanno affrontato la materia, può esser definito come:
a) un sistema distribuito di tenuta delle transazioni;
b) in forma incrementale;
c) liberamente accessibile;
d) basato sul consenso decentralizzato.
In sostanza è un libro giornale a blocchi legati uno all'altro con un sistema di hash. L'hash di un blocco è il primo elemento del blocco successivo per legare tutta la catena in maniera (quasi) indissolubile.
La tecnologia Blockchain, al fine di validare atti e transazioni (come nel caso della rete Bitcoin), si avvale della tecnologia relativa alle firme digitali, verificate dalla comunità che aderisce alla rete di riferimento (sistema cosiddetto “Peer to Peer”) e – con una originale applicazione della teoria dei giochi – previo inserimento di un anagramma che funge da ulteriore elemento certificante e la cui risoluzione è riservata solo a chi che ne conosce (o ne calcola) la chiave di risoluzione.
Qualora un utente voglia “falsificare” una firma o una transazione, attribuendosi bitcoin illegittimamente o falsificando atti e documenti firmati con l’ausilio di tale tecnologia, dovrebbe necessariamente ricostruire tutti i passaggi precedenti riportati nei precedenti blocchi (o pagine del registro virtuale) e quindi ogni anagramma. Senza la risoluzione di tutti i passaggi precedenti gli altri partecipanti alla comunità di calcolo e verifica si renderanno conto dell’errore e l’atto o la transazione falsificata non saranno validati.
Considerata quindi la enorme potenza di calcolo necessaria per “falsificare” un atto o transazione firmato con la tecnologia Blockchain, è evidente che per il truffatore è quasi impossibile l’operazione in considerazione del rilevante costo (in termini energetici e di tempo) che richiederebbe tale falsificazione.
Il sistema Bitcoin per garantire un alta sicurezza nelle transazioni usa un si-stema di crittografia asimmetrica.
Questa è formata da 2 chiavi:
a) chiave pubblica: può essere distribuita e rappresenta l’indirizzo dove inviare bitcoin;
b) chiave privata: deve restare personale e segreta.
Il meccanismo di base è che se con una delle due chiavi si cifra una transazione, questo potrà essere decifrato solo con l’altra chiave.

 



— Blockchain e le cryptovalute

— Beni, valute o strumenti finanziari? Un caso pratico negli Stati Uniti

— Le possibili applicazioni della tecnologia Blockchain

— Il panorama normativo a livello comunitario in tema di firma digitale

— Il panorama normativo aggiornato a livello nazionale in tema di firme digitali

— L’utilizzo della tecnologia Blockchain e il Codice dell’Amministrazione Digitale

— L’utilizzo della tecnologia Blockchain e le problematiche sottese alla tutela dei dati personali alla luce del Regolamento UE 679/2016

— Le specifiche criticità in termini di conformità della tecnologia Blockchain al GDPR

— Conclusioni