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CIVILE e PROCESSO

processo civile telematico | 13 Febbraio 2015

Pubblicazione delle regole tecniche, quali gli effetti sul PCT e sull’attività digitale dell’avvocato?

di Fabio Salomone - Avvocato

Il 14 gennaio 2015 l’AGID dava così la notizia dell’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 8 del 12 gennaio 2015 del d.p.c.m. 13 novembre 2014: «Il d.p.c.m. 13 novembre 2014 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 8 del 12 gennaio 2015 detta le regole per la formazione l'archiviazione e la trasmissione di documenti con strumenti informatici e telematici sia per i privati che per le pubbliche amministrazioni.
Le nuove regole tecniche rappresentano un elemento fondamentale per la gestione e la conservazione sicura e corretta del documento informatico, l’ultimo tassello per la piena applicazione del Codice dell’Amministrazione digitale. Il decreto stabilisce infatti tutte le modalità con le quali produrre un file digitale che abbia pieno valore legale, che si tratti di un certificato o di qualsiasi altro atto amministrativo. Ora la pubblica amministrazione ha tutti gli elementi per lo switch off dal cartaceo al digitale, 18 mesi sono il tempo tecnico necessario per l’adeguamento».
Se per la Pubblica Amministrazione viene fissato un termine congruo (?) per il passaggio dal cartaceo al digitale, per l’avvocatura, già particolarmente destabilizzata dall’introduzione dell’obbligatorietà del deposito telematico degli atti c.d. “endoprocessuali” (rectius, delle parti precedentemente costituite), si pone un problema più immediato, ovvero: quali effetti l’emanazione delle dette regole tecniche avrà dal prossimo 11 febbraio (data di entrata in vigore del d.p.c.m.) sul processo civile telematico ed in generale sull’attività digitale dell’avvocato?
Va subito detto che questo argomento, per la sua particolarità, ancora non è stato colto nella sua pienezza da tutti gli addetti ai lavori, e anzi la maggior parte degli avvocati ne ignora del tutto l’esistenza, generando conseguentemente la domanda su cosa possa comportare, a livello processuale ed extraprocessuale, l’inosservanza delle regole tecniche nella gestione del documento informatico.
In questa sede si cercherà di raccogliere le diverse opinioni sul punto, con avvertenza che ad oggi non si può parlare di un vero e proprio contrasto di tesi e neppure di un indirizzo ormai definito, bensì di una incertezza prudenziale che spinge alcuni interpreti, nel dubbio, a scegliere la strada più sicura, al fine di evitare conseguenze pericolose per il professionista.



— Processo civile telematico: la teoria dell’impronta

— Processo civile telematico: le soluzioni tecniche

— Processo civile telematico: la dottrina

— Processo civile telematico: i dissidenti del d.p.c.m.