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COMUNITARIO e INTERNAZIONALE

revisione | 15 Aprile 2019

Sentenze definitive CEDU e obbligo di conformarsi: rimedi e “fratelli minori”

di Carmelo Minnella - Avvocato penalista

Cosa accade se la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo pronunci una sentenza definitiva in cui accerti la violazione dello Stato italiano di una norma della Convenzione EDU in relazione ad una questione su cui si è già formato il giudicato interno?  

In contumacia del legislatore, vedremo gli istituti individuati dalla giurisprudenza di Cassazione e soprattutto dalla Corte costituzionale con l’introduzione, nella sentenza additiva n. 113/2011, della revisione europea, che hanno consentito di surrogare all’inerzia del Parlamento, individuando gli strumenti processuali attraverso i quali ripristinare la legalità violata (sostanziale o processuale) in sede sovrannazionale così come riconosciuta dalla Corte di Strasburgo.
Restano tuttavia ancora incerti sia gli strumenti che si possono attivare per conformarsi al contrario giudicato convenzionale, sia il perimetro applicativo con riferimento alla possibilità di percorrerli da parte di soggetti non ricorrenti e vincitori a Strasburgo ma si trovano nella stessa posizione, ossia i cosiddetti “fratelli minori”. Su quest’ultima tematica la palla è stata di recente passata alle Sezioni Unite, con ordinanza della Sesta Sezione di legittimità del 22 marzo 2019.

 

 



— Fonti e genesi dell’istituto

— Il ricorso straordinario per errore di fatto

— La revisione europea e i “fratelli minori”

— Contrasto sugli “altri fratelli minori” e rimedi per conformarsi al dictum CEDU

— Gli altri orientamenti sui “fratelli minori”

— La remissione dei “fratelli minori” alle Sezioni Unite