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AMMINISTRATIVO

riforma costituzionale | 10 Maggio 2016

L’ampiezza di una riforma … “epocale”?

di Giuseppe Marino - Avvocato e Dottore di ricerca in Giustizia costituzionale

 

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016 è stato pubblicato il testo del disegno di legge costituzionale, approvato definitivamente in quarta lettura dalla Camera dei Deputati il 12 aprile 2016.
Giunge così al termine dell’iter parlamentare l’ampio disegno riformatore fortemente voluto dal Governo al dichiarato scopo di rendere più efficienti le istituzioni repubblicane e correggere alcuni meccanismi rivelatisi, nella prassi, troppo complessi e farraginosi.
Affinché la riforma approvata dal Parlamento possa acquistare il rango di legge costituzionale, idonea a modificare la Carta fondamentale ai sensi dell’art. 138 Cost., occorrerà il voto favorevole del corpo elettorale, chiamato a pronunciarsi in un apposito referendum costituzionale.
Riforma epocale? Agli elettori l’ardua sentenza. Al di là dei giudizi di merito sui singoli interventi previsti dal disegno di legge costituzionale, la riforma si contraddistingue per la sua ampiezza, dal momento che va ad incidere sulla composizione e/o sul funzionamento di tutti gli organi costituzionali, sull’esercizio della funzione legislativa e sulla ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni. 



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