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PENALE e PROCESSO

20 Ottobre 2016

Particolare tenuità del fatto: giurisprudenza di legittimità e criticità applicative

di Carmelo Minnella - Avvocato penalista

Accolto con grandi polemiche ma, al contempo,  con notevoli speranze deflattive, l’istituto della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non ha trovato, almeno finora, il campo operativo che ci si aspettava. Proviamo a vedere il perché cercando di risolvere dubbi interpretativi lasciati dalla littera legis e da alcuni principi di diritto fissati dalla giurisprudenza di legittimità che continua incessantemente a perimetrarne i confini.

Il fascino dogmatico dell’istituto. Anche se l’art. 131-bis c.p., introdotto dal d.lgs. n. 28/2015, non rappresenta un novum nell’ordinamento giuridico italiano (essendo stato preceduto nel processo minorile dalla sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto ex art. 27 d.P.R. n. 448/1988 e nei giudizi dinanzi al Giudice di pace dall’esclusione della procedibilità nei casi di particolare tenuità descritto dall’art. 34 d.lgs. n. 74/2000), la grande novità è che esso viene ad incidere sulla struttura del reato, finendo per introdurre accanto al fatto tipico (quindi offensivo), all’antigiuridicità e alla colpevolezza, un altro elemento: quello della punibilità o meritevolezza della pena: il fatto particolarmente tenue non è meritevole di sanzione penale, in base ad una valutazione di opportunità sulla non applicazione della sanzione criminale (lasciando impregiudicati gli effetti civili derivanti dal reato stesso) in coerenza con i principi di proporzione e sussidiarietà della pena.

Scarsa applicazione pratica. Il nuovo istituto è indiscutibilmente definito come causa di non punibilità e costituisce una figura di diritto penale sostanziale. Lo scopo primario è quello di espungere dal circuito penale fatti marginali che non mostrano bisogno di pena e, dunque, neppure la necessità di impegnare i complessi meccanismi del processo: proporzione e deflazione si intrecciamo coerentemente (Sez. Un., 13682/16). Tuttavia, le previsioni per quella che, rimessa nelle mani del Giudice, e ancora prima del Pubblico Ministero, poteva rappresentare una cospicua depenalizzazione in concreto, sono state smentite dalle non numerose applicazioni pratiche dell’istituto.



— L’art. 131-bis c.p. e il giudizio dinanzi al Giudice di Pace

— Il giudizio sulla particolare tenuità del fatto

— Procedura di archiviazione dinanzi al GIP

— Scarsa applicazione e criticità della tenuità prima dell’azione penale

— Applicazione della tenuità del fatto in sede di udienza preliminare e in dibattimento

— Mezzi di gravame e interesse ad impugnare

— Appello e Cassazione

— Annullamento con o senza rinvio