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OBBLIGAZIONI e CONTRATTI

fallimento | 17 Ottobre 2017

La riforma del fallimento incide sulla tutela degli acquirenti di immobili da costruire

di Donato Palombella - Giurista d'impresa

Lo scorso 11 ottobre il Senato ha approvato il ddl S.2681 contenente la Delega al Governo per la riforma delle “discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza”. In altre parole si tratta della tanta attesa riforma della legge fallimentare. In questa sede ci limiteremo a soffermarci sull'art. 12 dedicato alle «garanzie in favore degli acquirenti degli immobili da costruire», tema reso ancor più attuale dalla crisi economica che ha colpito il settore immobiliare imponendo precise tutele a favore dell'acquirente. Tradizionalmente, nel nostro Paese, l'acquisto di una casa è percepito come un “salvadanaio” destinato a contenere i risparmi delle famiglie, di qui l'esigenza di tutelare la posizione dell'acquirente garantendo, suo tramite, due diritti costituzionali: il risparmio e l'accesso alla casa. I fallimenti delle imprese di costruzione, complice la crisi economica, continuano a ingoiare i risparmi delle famiglie italiane già strangolate dalla congiuntura mentre il Fondo di garanzia, gestito dalla Con.S.A.P.. non rappresenta una valida soluzione. Vista la rilevanza degli interessi in gioco, sia dal punto di vista sociale, che economico, appare evidente l’interesse degli addetti ai lavori. 



— Le diverse tutele

— Arriviamo ai nostri giorni: la riforma del fallimento

— Facciamo il punto dei mezzi di tutela

— La trascrizione del preliminare: pro e contro