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Codice civile commentato


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07 Luglio 2016

Codice civile commentato

di Diretto da Fabrizio Di Marzio (€ 110,00; pagine 3968)

“Scripta manent, digitale mutant”. I Codici commentati (civile, procedura civile, penale e procedura penale) Giuffrè su carta e online. Non esiste più ricerca, aggiornamento e operatività che prescinda dall’utilizzo di supporti cartacei e digitali per orientarsi in un mondo intricato di norme e sentenze.
Nasce un Codice moderno, che coniuga il meglio di Giuffrè al servizio di un nuovo modo di interpretare il lavoro quotidiano dei nostri professionisti, un’offerta completa che unisce il tradizionale Codice cartaceo a DeJure, la Baca Dati editoriale di Giuffrè.
Tutto questo grazie a: contributi d'autore che introducono al tema e guidano verso la soluzione, anche suggerendo ulteriori ricerche nella banca dati editoriale; un'organizzazione sintetica e ordinata dei contenuti, che privilegia la rapidità di individuazione delle informazioni; la presenza di casistica e profili processuali che mettono in evidenza i risvolti pratici degli istituti attraverso le più rilevanti applicazioni giurisprudenziali; un aggiornamento continuo che permette al tradizionale commento d'autore di vivere oltre la carta grazie al modulo dedicato ai Codici Commentati in DeJure, la banca dati editoriale di Giuffrè.

La legge è uguale per tutti. I commenti no. Codice civile commentato. Diretto da Fabrizio Di Marzio e aggiornato in De Jure, con autorevoli esperti della materia.
Nello specifico, il volume commenta articolo per articolo le disposizioni del codice civile e si presenta come vero e proprio codice-guida, utile a rendere la ricerca, sin dall'inizio, sicura e ben orientata, idonea a svilupparsi ulteriormente attraverso altri strumenti, immensamente più ricchi di informazione ma privi di sistematicità. Ecco perché, accanto alla versione cartacea, il prodotto è disponibile in rete, e costituisce una fondamentale porta di accesso per le ricerche sulla banca dati DeJure.

Per comprendere al meglio e “assaporare” lo spirito che ha guidato la nascita e lo sviluppo di questo nuovo prodotto, vogliamo condividere con voi la presentazione al Codice civile e al Codice di procedura civile del direttore Fabrizio di Marzio.

 

«Il codice commentato costituisce un prodotto ormai classico dell'editoria giuridica.
Presupposti culturali di un simile oggetto sono, storicamente, l'importanza e la stabilità di un testo fondamentale di legge e l'utilità di esporne in calce l'elaborazione teorica e, soprattutto, pratica. Un tipico prodotto da scrivania per il professionista del diritto: che, dovendo affrontare una questione, consulta il codice commentato per cercare una soluzione sotto l'articolo di legge che ritiene applicabile.
I presupposti culturali, tuttavia, non ci sono più. I codici, a partire dal codice civile - ma lo stesso discorso può farsi per il codice penale e i codici di procedura - non esauriscono più la parte essenziale di quella “legge” che il professionista deve conoscere e saper adoperare: sia perché questi testi tradizionali sono da anni sommersi dal profluvio di leggi speciali; sia perché quegli stessi codici sono interessati da continue modificazioni; sia perché, accanto alla legge, essenziale fonte del diritto è ormai la giurisprudenza.
Eppure, forse anche per ossequio ad abitudini non ancora tramontate, magari per quella nostalgia che ci coglie ogni tanto per qualche vecchio strumento di lavoro, i codici commentati abbondano ancora oggi sul mercato editoriale e affollano la scrivania del professionista.
Con gli amici della Giuffrè ci siamo detti: perché non farne di altri, ancora una volta?
Ma abbiamo subito concordato che questa volta tutto doveva essere diverso. Che il modo usuale di pensare al codice commentato doveva essere completamente rivisitato e addirittura capovolto. Abbiamo pensato ai nostri “codici commentati” facendo tesoro di cose note a tutti. La perduta centralità del testo legislativo in primo luogo. E poi l'enorme importanza assunta dagli indirizzi giurisprudenziali. E infine l'impossibilità di essere esaurienti rispetto agli innumerevoli problemi della pratica.
Ci abbiamo pensato anche cercando di non dimenticare una cosa che spesso viene invece trascurata. Se la parola della legge non è più stabile e sovrana, se la giurisprudenza è divenuta essa stessa fonte del diritto, oggi più di ieri resta fondamentale il corretto inquadramento delle questioni da affrontare e la sicura conoscenza delle linee generali dei problemi. Obiettivi messi in pericolo proprio dalle condizioni di complessità in cui tutti lavoriamo; dalla frantumazione delle teorie tradizionali; dal moltiplicarsi di leggi e sentenze. Eppure, senza una sufficiente padronanza delle materie, nessuna ricerca può essere correttamente avviata e nessuna soluzione può essere felicemente raggiunta. Abbiamo immaginato che i nostri codici commentati dovessero funzionare come bussole per il lettore che esplora l'ordinamento alla ricerca di una soluzione. La consultazione degli articoli e dei commenti doveva secondo noi servire a fissare le coordinate della ricerca, il perimetro entro cui muoversi, un territorio ben delimitato destinato ad essere progressivamente ristretto, fino a giungere alla soluzione di questioni anche estremamente specifiche. Veri e propri codici-guida, utili a rendere la ricerca, sin dall'inizio, sicura e ben orientata, idonea a svilupparsi ulteriormente attraverso altri strumenti, immensamente più ricchi di informazione ma privi di sistematicità, come una banca dati giuridica.
Ecco perché, accanto alla versione cartacea, il prodotto è disponibile in rete, e costituisce una fondamentale porta di accesso per le ricerche sulla banca dati DeJure. Avviare una ricerca sulla banca dati partendo dalla versione on-line di un codice commentato sarà sempre di più una buona abitudine: come consumare una sana colazione al mattino, per prepararsi agli impegni della giornata.
Non solo, ma la versione on-line consente anche l'immediatezza dell'aggiornamento. Da oggi, anche un codice commentato può mostrarsi perfettamente al passo con i tempi, modificandosi sincronicamente all'oggetto del commento stesso: la legge, ma anche la giurisprudenza.
Ecco allora che due i limiti che negli ultimi decenni hanno afflitto un prodotto come il codice commentato, presi sul serio e affrontati non solo con la risorsa tecnologica a disposizione, ma anche con la possibilità di inserimento del codice in un ambiente estremamente più vasto come DeJure, si capovolgono in punti di forza.

Il codice commentato è programmaticamente sintetico: perché deve indirizzare e condurre ma non chiudere la ricerca, che potrà essere definita al meglio con la consultazione di DeJure, dove sarà possibile rinvenire informazioni talmente particolari che nessuna opera cartacea potrebbe mai contenere.
Il codice commentato è programmaticamente elastico: sincronico ai mutamenti significativi che capitano nella materia, come nessun prodotto esclusivamente cartaceo potrebbe mai essere.
Il nostro modo di pensare a “codici commentati” ai giorni nostri è tutto qui. Ci siamo sforzati di riconoscere i limiti di un prodotto per tradurli in punti di forza e rilanciare, così, nel 2016 opere che altrimenti rischierebbero di essere soltanto repliche di oggetti vintage.
Nel realizzare il progetto era fondamentale però evitare all'asino il rischio della proverbiale caduta. E su quale inciampo l'asino sarebbe potuto cadere? I commentatori, ovviamente! Un codice caratterizzato da commenti sintetici ma esaustivi nell'inquadramento dei problemi essenziali, equilibrati nel riferire le opinioni contrastanti, attenti ai problemi del professionista, era quanto avrebbe fatto al caso nostro. Solo a queste condizioni il codice avrebbe potuto mantenere la promessa di essere una guida sicura ed autorevole, uno strumento davvero efficace: la famosa bussola di cui tutti abbiamo bisogno per orientarci in uno ordinamento giuridico più intricato di una giungla amazzonica.
L'idea è stata, dunque, di fare codici d'autore. Di affidare il commento a pochi scrittori, ciascuno dei quali avrebbe trattato, anche nell'aggiornamento, una parte cospicua dell'intera materia: quel settore in cui, per gli studi fatti e per il lavoro pratico svolto negli anni, ciascun autore può oggi essere considerato un esperto.
Ne leggete il nome in copertina: accanto al mio. È il modo che Giuffrè ha scelto di rivolgersi ai suoi clienti e di presentare una nuova ed importante iniziativa editoriale.
Non mi resta che ringraziare l'Editore e gli Autori: per le stesse ragioni con cui, insieme a loro, ringrazio voi Lettori.

Grazie per la fiducia.
E buon lavoro a tutti».

Fabrizio Di Marzio