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Trattati


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20 Dicembre 2013

Trattati

a cura di Paolo Cendon

 

Trattati. È la collana destinata ai professionisti e agli operatori del settore che affronta i principale temi e questioni del diritto. Ogni volume, offrendo una rappresentazione completa e approfondita dell’argomento, risulta un utile strumento per la soluzione dei problemi e della pratica quotidiana. L’analisi degli istituti giuridici tiene conto delle novità legislative più rilevanti, si sviluppa attraverso un linguaggio chiaro ed esaustivo ed è corredata dalle pronunce giurisprudenziali più recenti, anche di merito, nonché dalla dottrina più significative. Di seguito ecco i primi due volumi della collana.
Reato e danno. Di Paolo Pittaro (pagine 1083 - € 115,00). Il volume parte con l’esaminare la natura bipartita della disciplina del risarcimento del danno, con la differenziazione tra la disciplina penale che individua i fondamenti della nozione di “reato” e la disciplina civile che si concentra sugli elementi dell’obbligazione risarcitoria. Viene chiarita, in particolare, la differenza tra il danno da reato, non coincidente con l’offesa al bene giuridico, e il danno criminale. L’autore si concentra sui presupposti della risarcibilità, esaminati separatamente e analiticamente: l’ingiustizia e il carattere consequenziale immediato e diretto rispetto al fatto. Vengono passate in rassegna le specifiche tipologie all’interno dei vari contesti strutturali, dall’attività amministrativa ai rapporti affettivi al patrimonio, sempre nel rispetto delle tradizioni acquisite ma con un occhio attento all’attualità,secondo i più recenti parametri normativi del danno biologico ed esistenziale: significativo il fatto che il volume sia aggiornato al d.l. 93/2013 sul femminicidio.
L’autore. Paolo Pittaro è professore di diritto penale e coordinatore del Dottorato di ricerca in scienze penalistiche del Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione dell’Università di Trieste, del quale è direttore.
La custodia giudiziale. Di Roberto Bellè e Alberto Cardino (pagine 693 - € 75,00). La figura del custode giudiziario è una delle più incerte e controverse del nostro ordinamento che la denomina variamente - curatore, liquidatore, commissario - e le dedica poche norme nel codice di procedura civile. Eppure proprio queste norme, seppur in numero esiguo, concordano nel tracciare quella che è la sua funzione volta ad impedire che il patrimonio interessato dal procedimento subisca un deterioramento per il tempo necessario al suo svolgimento, frustrando aspettative e ragioni di chi, proprio su quel patrimonio, vanta dei diritti. Nell’impossibilità di descrivere – e anche solo di elencare – ogni forma possibile di custodia giudiziale prevista dalla normativa, il presente studio tende all’individuazione di una piattaforma comune di principi e di disciplina, evidenziando prerogative, obblighi e responsabilità comuni ad ogni figura di custode, comunque definito dalla legge e in qualunque ambiente processuale nominato. La premessa di fondo è, però, unica, e parte dal presupposto che il tema assuma una sua soggettività da cui discende, per chi ricopre tale funzione, una responsabilità automa nello svolgimento dei suoi compiti e per eventuali fatti illeciti e i poteri connessi al patrimonio custodito e al procedimento.
Gli autori. Roberto Bellè è consigliere presso la Sezione Lavoro della Corte d’Appello di Genova, giudice civile delle esecuzioni e giudice delegato ai fallimenti. È autore di numerosi saggi e opere in tema di esecuzione forzata e procedure concorsuali. Alberto Cardino, consigliere della Corte d’Appello di Genova, sostituto procuratore della Repubblica, giudice civile, giudice delegato ai fallimenti e delle esecuzioni, è autore di opere e articoli in materia di esecuzione forzata e processo penale.