POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
domenica 19 gennaio 2020
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
Osservatorio Processo Telematico

PCT - giurisprudenza | 30 Settembre 2019

Deposito telematico: l’esito va comunicato entro il giorno successivo a quello di ricezione

di La Redazione

Il Ministero della Giustizia, in tema di adempimenti di cancelleria relativi al processo civile telematico, ha assolutamente escluso che possano trascorrere diversi giorni tra la data di ricezione degli atti o dei documenti e quella di accettazione degli stessi da parte della cancelleria. È opportuno, dunque, che l’accettazione del deposito di tali atti, provenienti dai soggetti abilitati all’invio telematico, venga eseguita entro il giorno successivo a quello di ricezione da parte dei sistemi del dominio giustizia.

(Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza n. 24180/19; depositata il 27 settembre)

Lo ha ribadito la Cassazione con sentenza n. 24180/19 depositata il 27 settembre.

 

Il caso. Il ricorrente impugna dinanzi la Corte di Cassazione il decreto con cui la Corte d’Appello ha dichiarato inammissibile, in quanto tardiva, l’opposizione ex art. 5-ter l. n. 89/2001 proposta contro la statuizione con cui era stata rigettata la domanda di equa riparazione. In particolare, il ricorrente lamenta il rigetto da parte della Corte territoriale dell’istanza di rimessione in termini.

 

Le istruzioni del Ministero della Giustizia. Ritenendo fondata la doglianza relativa alla statuizione con cui la Corte territoriale ha disatteso l’istanza di remissione in termini, la Suprema Corte ritiene opportuno rilevare quanto stabilito dal Ministero della Giustizia in tema di adempimenti di cancelleria relativi al processo civile telematico. Il Ministero, afferma il Collegio, ha escluso che possano trascorrere diversi giorni tra la data di ricezione degli atti o dei documenti e quella di accettazione degli stessi da parte della cancelleria, pertanto, è opportuno che l’accettazione del deposito di tali atti, provenienti dai soggetti abilitati all’invio telematico, venga eseguita entro il giorno successivo a quello di ricezione da parte dei sistemi del dominio giustizia.
Tali istruzioni, stante la fonte di provenienza, generano negli avvocati un ragionevole affidamento sul fatto che l’esito del deposito telematico verrà loro reso noto il giorno successivo all’effettuazione dello stesso e sul fatto che eventuali anomalie emergano al più tardi il giorno lavorativo successivo al deposito.

 

Le parole delle Sezioni Unite. Nella fattispecie, la cancelleria della Corte d’Appello aveva inviato all’avvocato la comunicazione negativa di accettazione del deposito solo il terzo giorno lavorativo successivo al deposito telematico. Tale circostanza precludeva al ricorrente la possibilità di rimediare tempestivamente ai vizi del deposito, possibilità sulla quale poteva fare affidamento, avendo iscritto a ruolo l’opposizione il secondo giorno lavorativo antecedente a quello di scadenza del termine.
Sul punto giova rilevare il principio sancito dalle Sezioni Unite secondo cui «l’istituto della rimessione in termini, previsto dall’art. 153, comma 2, c.p.c., come novellato dalla l. n. 69/2009, il quale opera anche con riguardo al termine per proporre impugnazione, richiede la dimostrazione che la decadenza sia stata determinata da una causa non imputabile alla parte, perché cagionata da un fattore estraneo alla sua volontà». Principio di cui la Corte territoriale, nel rigettare l’istanza con «motivazione totalmente apodittica», non ha tenuto conto.
Per tutti questi motivi la Cassazione accoglie il ricorso e cassa il decreto impugnato, rinviando ad altra sezione della Corte d’Appello.