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Osservatorio Processo Telematico

PCT - giurisprudenza | 21 Dicembre 2017

Nulla la notifica in proprio via PEC se manca l’indicazione “ai sensi della legge n. 53 del 1994”

Il Giudice di pace di Brescia ricorda che la notificazione in proprio via PEC deve rispettare i requisiti oggettivi e soggettivi previsti dalla l. n. 53/1994 a pena di nullità.  

(Giudice di Pace di Brescia, sentenza n. 1848/17; depositata 24 novembre)

La vicenda. Con comparsa di riassunzione notificata a mezzo PEC, parte attrice citava il convenuto a comparire innanzi al Giudice di Pace di Brescia, in esecuzione dell’ordinanza con cui il Giudice di Pace di Merano aveva dichiarato la propria incompetenza. A detta udienza si costituiva formalmente il convenuto, eccependo pregiudizialmente la nullità della citazione in riassunzione e la conseguente estinzione del giudizio.

Nullità. Il Giudice ricorda che la nullità delle notificazioni e la sua rilevabilità d’ufficio sono espressamente previste dall’art. 11, legge n. 53/1994 in tutti quei casi in cui manchino i requisiti soggettivi e oggettivi ivi previsti. Nel caso di specie, viene in rilievo l’art. 3-bis, comma 4, l. n. 53/1994 (introdotto dall’art. 16-quater d.l. n. 179/2012), secondo cui «Il messaggio deve indicare nell’oggetto la dizione “notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994”». Accertata l’omissione di detta indicazione da parte dell’attore, il Giudice di pace ha dichiarato la nullità della comparsa di riassunzione.

(Fonte: www.ilprocessotelematico.it)