POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
domenica 20 ottobre 2019
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
Osservatorio Processo Telematico

PCT - giurisprudenza | 25 Luglio 2016

Casella PEC piena: no alla rimessione in termini dell’avvocato destinatario

È ascrivibile alla sfera di organizzazione dell’avvocato che non controlla periodicamente la capacità della sua casella PEC la mancata presa visione del decreto di fissazione dell’udienza di trattazione.

(Tribunale di Milano, sez. III Civile, ordinanza depositata il 20 aprile 2016)

Lo ha affermato il Tribunale di Milano con l’ordinanza depositata il 20 aprile 2016.

Il caso. Con istanza urgente al collegio, il legale dei reclamanti, appresa l’intervenuta emissione del decreto di fissazione dell’udienza di trattazione soltanto all’esito di un controllo effettuato a mezzo Consolle Avvocato, ha dichiarato di non aver mai ricevuto comunicazione di tale decreto dalla Cancelleria tramite PEC. Ritenendo, pertanto, di non essere stato posto nella condizione di provvedere tempestivamente alla notifica del reclamo e del decreto nel termine assegnato, ha chiesto, pertanto, l’emissione di un nuovo decreto e di un nuovo termine per la sua notifica.

La mancata presa visione del decreto di fissazione dell’udienza è ascrivibile alla sfera di organizzazione del legale. Dall’attestazione telematica relativa ai dati desunti dal registro di Cancelleria è emerso che il gestore di PEC del destinatario ha inviato ricevuta di mancata consegna con la causale “casella piena” e, quindi, la comunicazione nei confronti del legale dei reclamanti deve considerarsi regolarmente effettuata.
Ai sensi dell’art. 16, comma 4, d.l. n. 179/2012, nei procedimenti civili le comunicazioni e notificazioni a cura della Cancelleria devono svolgersi esclusivamente per via telematica all’indirizzo PEC risultante da pubblici elenchi o comunque accessibile alle p.a.. Qualora, però, tali comunicazioni e notificazioni non risultino possibili per cause imputabili al destinatario, esse si hanno per effettuate mediante deposito in Cancelleria. Quest’ultima, infatti, è tenuta a ovviare con l’uso di mezzi alternativi (telefax o ufficiale giudiziario) all’impossibilità di servirsi della PEC unicamente qualora ciò non dipenda da causa imputabile allo stesso destinatario.
Nel caso di specie, il Tribunale di Milano ritiene che la mancata presa visione del decreto di fissazione dell’udienza collegiale e del termine di notifica sia ascrivibile alla sfera di organizzazione del legale «che non ha fatto diligente uso del proprio account di PEC avendo omesso di controllare con la necessaria periodicità la capienza residua della casella, di scaricare e cancellare i messaggi che ne rendevano satura la memoria e, in definitiva, di porsi in condizione di ricevere il suddetto messaggio della cancelleria». Dichiara, quindi, inammissibile il reclamo presentato dal difensore.

(Fonte: www.ilprocessotelematico.it)