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Notizie a cura di La Stampa.it |
Osservatorio Processo Telematico

PCT - giurisprudenza | 30 Maggio 2016

Il deposito telematico di un atto non coincide con l’accettazione da parte della Cancelleria

La Cancelleria può forzare l’accettazione dell’atto depositato telematicamente nonostante l’errata indicazione del numero di ruolo. Tale accettazione non costituisce deposito effettivo dell’atto stesso ma comporta il suo mero inserimento nel fascicolo telematico.

(Tribunale di Torino, sez. I Civile, ordinanza del 13 maggio 2016)

Così si è espresso il Tribunale di Torino con il provvedimento del 13 maggio 2016.

Il caso. Convenuta ha depositato per via telematica comparsa di costituzione e risposta contenente domanda riconvenzionale, ricevendo prima RAC e RdAC e, successivamente, una PEC di esito dei controlli automatici che riportava il mancato riconoscimento di un allegato e la conseguente necessità di ulteriori verifiche tecniche.
Dopo la scadenza del termine di costituzione, la stessa ha ricevuto una PEC di rifiuto del deposito effettuato a causa dell’errore nell’indicazione del numero di ruolo sia nel file xlm che nell’allegato principale e ha presentato, quindi, istanza al Tribunale di Torino chiedendo di ritenere valido e tempestivo il deposito già realizzato e di essere rimessa in termini per quello della comparsa di costituzione.

L’accettazione da parte della Cancelleria comporta il mero inserimento dell’atto nel fascicolo telematico. Rileva il Giudice che l’art. 14, comma 7, delle Specifiche tecniche configura l’errata indicazione del numero di ruolo da parte del depositante come un’anomalia bloccante di tipo ERROR. In questo caso, la Cancelleria, pur avendo facoltà di rifiutare il deposito, deve comunque, ove possibile, accettarlo avendo cura di segnalare al giudice ogni informazione utile in ordine all’anomalia stessa, come stabilito nella Circolare del Ministero della Giustizia del 23 ottobre 2015.
Quest’ultima disposizione, però, essendo contenuta in una Circolare, non può avere conseguenze sul regime del deposito degli atti processuali disciplinato dall’art. 16-bis, comma 7, d.l. n. 179/2012 che ritiene il deposito avvenuto al momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna. Secondo il Tribunale quindi, l’accettazione della Cancelleria non costituisce deposito ma mero inserimento dell’atto nel fascicolo telematico e non pare pertanto legittimo condizionare la validità e tempestività del deposito stesso al buon esito dell’operazione di inserimento nel fascicolo digitale né si può ammettere che le anomalie bloccanti possano avere l’effetto di travolgere retroattivamente il deposito.

L’espressione “ove possibile” deve essere intesa quale possibilità materiale. Effetto proprio dell’accettazione dell’atto da parte della Cancelleria è quello di rendere visibile l’atto stesso alle controparti e al giudice, incombenza indispensabile per consentirgli di raggiungere lo scopo che gli è proprio. Secondo il giudice, è in questa prospettiva che deve essere interpretata la disposizione della Circolare del 23 ottobre 2015 che impone alla Cancelleria di «accettare il deposito ove possibile». Tale espressione deve essere intesa in senso stretto quale «possibilità materiale, indipendentemente da valutazioni di opportunità o organizzative».
L’accettazione dell’atto deve accompagnarsi ad un’attività di segnalazione degli errori che consenta alla controparte e al giudice di conoscere le anomalie riscontrate e che potrà anche comportare una richiesta di nuovo invio dell’atto eliminando le stesse. In questo caso, però, si dovrà sempre consentire al giudice di verificare la piena conformità fra i due atti depositati il che presuppone, quindi, l’accettazione (inserimento nel fascicolo e messa a disposizione) di quello depositato per primo.

L’errata indicazione del numero di ruolo in caso di deposito telematico ha effetti rilevanti. Inapplicabile nel caso in esame l’art. 153 comma 2 c.p.c. in quanto l’errore che ha generato l’anomalia è imputabile alla parte. Il Tribunale sottolinea che pur non essendo un errore grave, nel regime dei depositi telematici, al contrario di quanto accadrebbe in quelli cartacei, esso può produrre effetti rilevanti poiché, in primo luogo, non essendo inserito nel fascicolo telematico l’atto rimane non visibile alla controparte e al giudice. In secondo luogo, la rimessione in termini comporta l’autorizzazione alla parte a depositare nuovamente l’atto che sostituisce il primo e potrebbe avere contenuto diverso rispetto a quest’ultimo.

È possibile forzare l’accettazione mutando lo stato del deposito da “rigettato” ad “attesa di accettazione”. Nel caso di specie, conclude il giudice, è materialmente possibile forzare l’accettazione del deposito inserendo nel fascicolo telematico la comparsa di risposta depositata precedentemente e indicando quale data di accettazione quella in cui il depositante ha ottenuto la ricevuta di avvenuta consegna. Tale operazione è possibile mutando lo stato del deposito da “rigettato” ad “attesa di accettazione” mediante apposita richiesta al servizio di assistenza del CISIA per poi procedere all’acquisizione nel relativo procedimento secondo le indicazioni del giudice.
Per questi motivi, il Tribunale di Torino ordina alla Cancelleria di accettare il deposito telematico della comparsa di risposta e di inserire conseguentemente l’atto nel fascicolo.

(Fonte: www.ilprocessotelematico.it)