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Osservatorio Processo Telematico

PAT - giurisprudenza | 08 Gennaio 2018

Processo amministrativo telematico: le sorti del ricorso redatto in formato cartaceo privo di firma digitale

In tema di processo amministrativo telematico il ricorso notificato in modalità cartacea con firma autografa del difensore è nullo per violazione dell’art. 136, comma 2-bis, c.p.a.. Secondo il Consiglio di Stato la valutazione cambia nel caso in cui il ricorso in appello sia redatto in formato cartaceo, sottoscritto con firma autografa del difensore e notificato poi alla parte appellata.

(Consiglio di Stato, sez. V, ordinanza n. 56/18; depositata il 4 gennaio)

Sul punto il Consiglio di Stato con ordinanza n. 56/18, depositata il 4 gennaio.

Firma digitale necessaria. Il Consiglio di Stato per verificare la corretta notificazione del ricorso ha osservato, in primo luogo, che «l’atto di appello è stato notificato in modalità cartacea con firma autografa del difensore e, dunque, non essendo stato firmato digitalmente (mediante l’utilizzo del formato PAdES) è nullo». La nullità del ricorso discende dalla violazione del combinato disposto dell’art 136, comma 2-bis, c.p.a. (Disposizioni sulle comunicazioni e sui depositi informatici) e dell’art. 9, comma 1, d.p.c.m. n. 40/2016 (Regolamento recante le regole tecnico-operative per l'attuazione del processo amministrativo telematico). Secondo i citati articoli l’appello deve avere «la forma risultante da un’estrazione di formato digitale pdf nativo, sottoscritto dal legale con firma digitale PAdES».

Nullità o irregolarità? Ciò premesso Palazzo Spada ha evidenziato che, invece, «il ricorso in appello redatto in formato cartaceo, sottoscritto con firma autografa del difensore e parimenti notificato alla parte appellata è da ritenersi meramente irregolare e non inesistente o nullo».
Il Consiglio di Stato ha precisato che anche se questa seconda situazione non rispetta le modalità di redazione previste dalle norme in materia, non si ravvisa in un’ipotesi di nullità, per il fatto che l'atto ha comunque raggiunto il suo scopo tipico. Ciò In quanto è «certa la paternità e piena l’intelligibilità quale strumento finalizzato alla chiamata in giustizia e all’articolazione delle altrui relative difese» a cui consegue la sola esigenza della regolamentazione, benché sia avvenuta la costituzione in giudizio della parte cui l’appello era indirizzato.
Per questi motivi il Consiglio di Stato ha disposto la rinnovazione dell’atto d’appello mediante redazione con le modalità formali prescritte e la successiva notifica alle altre parti, rinviando la discussione della causa.