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Notizie a cura di La Stampa.it |
FAMIGLIA e SUCCESSIONI

assegno divorzile  | 21 Gennaio 2020

Il mutamento di natura e funzione dell’assegno divorzile non costituisca ex se giustificato motivo valutabile ai fini della sua revisione

di Katia Mascia - Avvocato Cassazionista

Il mutamento sopravvenuto delle condizioni patrimoniali delle parti attiene agli elementi di fatto ed è necessario, a monte, che esso sia accertato dal giudice perché possa procedersi al giudizio di revisione dell’assegno divorzile, da rendersi alla luce dei rinnovati principi giurisprudenziali. Pur considerando l’ampiezza della formula adottata dal legislatore, consentire l’accesso al rimedio della revisione dando alla formula dei “giustificati motivi” un significato che si riferisca alla sopravvenienza di tutti quei motivi che possono far sorgere l’interesse ad agire per il mutamento, tra i quali anche una diversa interpretazione avallata dal diritto vivente giurisprudenziale, non pare opzione esegetica percorribile, in quanto non considera che l’interpretazione giurisprudenziale costituisce una chiave di lettura dei dati di fatto rilevanti per il diritto e non li produce essa stessa, né nel mondo fenomenico, né quale fonte normativa.  

(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 1119/20; depositata il 20 gennaio)

Così la sentenza della Suprema Corte n. 1119/20, depositata il 20 gennaio.   Il caso. Nel 2014 il Tribunale di Roma rigettava l’istanza con la quale un uomo, ai sensi dell’art. 9 l. n. 898/70, chiedeva di essere assolto...

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