POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
sabato 08 agosto 2020
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
FAMIGLIA e SUCCESSIONI

fecondazione assistita | 22 Ottobre 2019

Atto di nascita con due madri: per la Consulta la questione è inammissibile per difetto motivazionale

di La Redazione

In attesa della sentenza che sarà depositata nelle prossime settimane, l’Ufficio stampa della Corte Costituzionale fa sapere che la questione sollevata dal Tribunale di Pisa sulla formazione di un atto di nascita con due madri è stata giudicata inammissibile per difetto di motivazione dell’ordinanza di rimessione.  

La questione. La Corte Costituzionale si è riunita lunedì 21 ottobre per esaminare la questione giudiziale sollevata dal Tribunale di Pisa relativa alla formazione di un atto di nascita in cui siano riconosciute due madri come genitrici di un bambino nato in Italia, ma di nazionalità statunitense, acquisita dalla madre gestazionale.

 

La decisione della Consulta. Attendendo il deposito della sentenza, previsto nelle prossime settimane, dall’Ufficio stampa della Corte Costituzionale la questione in esame è stata giudicata inammissibile per difetto di motivazione dell’ordinanza di rimessione.
In particolare, per la Consulta, il Tribunale di Pisa ha sottolineato il dubbio di costituzionalità a una norma interna che avrebbe impedito l’applicazione della legge straniera (che nel caso concreto rileva in relazione alla nazionalità del minore), «ma non ha individuato con chiarezza la disposizione contestata, né ha dato adeguato conto della sua affermata natura di “norma di applicazione necessaria”».