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FAMIGLIA e SUCCESSIONI

minori | 12 Giugno 2018

“Nonno stalker”: vietati i contatti con i nipoti

Legittima la posizione assunta dai genitori di tre minorenni. Respinta la richiesta presentata dal nonno e finalizzata ad ottenere una tutela del proprio diritto di vedere i nipoti. Decisivo l’inopportuno comportamento invadente da lui tenuto, e risultato inquietante per i minorenni.

(Corte di Cassazione, sez. VI Civile, ordinanza n. 15238/18; depositata il 12 giugno)

Nonno – materno – troppo invadente, tanto da sfiorare lo stalking e abbastanza per provocare inquietudine nei nipoti. Legittima perciò la scelta dei genitori – la figlia e il genero – di impedirgli contatti con i propri figli (Cassazione, ordinanza n. 15238/18, sezione VI Civile, depositata oggi).

Comportamento del nonno. A fronte del comportamento tenuto dal genero e dalla figlia – che lo tengono a distanza –, l’uomo, in qualità di nonno, chiede ai Giudici di adottare «provvedimenti necessari a tutelare il diritto dei tre nipoti a conservare con lui un significativo rapporto affettivo».
Domanda plausibile, almeno sulla carta, e invece respinta, prima in Tribunale e poi in Corte d’appello: i Giudici hanno posto in evidenza «il comportamento negativo e inquietante tenuto dal nonno, solito appostarsi nei luoghi frequentati dai tre nipoti e seguirli poi con l’autovettura».
E proprio questo elemento è ritenuto decisivo anche in Cassazione per respingere il ricorso del nonno, e sancire, di conseguenza, la legittimità della posizione assunta dai genitori dei tre minorenni, posizione finalizzata, secondo i magistrati, a tutelarne il benessere psico-fisico.
I Giudici del ‘Palazzaccio’ riconoscono in premessa «il diritto dei nonni a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni», ma aggiungono subito dopo che tale diritto deve essere comunque posto in secondo piano rispetto a «un sano ed equilibrato sviluppo della personalità del minore».
Ebbene, in questa vicenda è emersa «la riluttanza dei nipoti ad intrattenere relazioni con il nonno materno, in conseguenza dell’impressione negativa suscitata dal suo comportamento inopportuno ed inquietante» e consistito nell’«appostarsi nei luoghi da loro frequentati» e nel «seguirli con l’autovettura».
Significativa poi è ritenuta anche «l’incapacità» del nonno «di cogliere il disagio dei minori e di far prevalere il loro bisogno di serenità sulla propria esigenza di interessarsi alla loro vita quotidiana».
Tutti questi elementi spingono quindi i giudici della Cassazione a confermare la pronuncia della Corte d’appello, sancendo il diritto dei genitori dei tre minorenni a impedire i contatti col nonno materno.